Mi ero determinato quindi a comprare un corpo nuovo, ma non è facile trovarlo della stessa epoca (dovrebbe essere una type 13). Sennonché in una occasione Giuliano mi incoraggiò a saldare la pialla in corrispondenza della lesione.
Il fatto è che io ho pochissime esperienze di saldatura. Tuttavia comunque era destinata a restare inutilizzata e quindi mi sono deciso a provare.
Mio suocero mi ha suggerito un modo per semplificare le operazioni di saldatura, una tecnica che ha in dato risultati positivi anche per un inesperto come me e che vi mostro perché potrebbe essere utile anche a qualcun’altro.
La cosa consiste questo. Dopo aver opportunamente morsettato il corpo della pialla, in modo che le due parti da un lato e l’altro dalla lesione non possano allontanarsi, si eseguono dei fori di 4 millimetri (cioè di poco più grande degli elettrodi che misurano circa 3,5 mm) lungo la lesione.
A questo punto si procede all’arco saldatura. Ho usato una piccola saldatrice inverter con degli elettrodi specifici per la ghisa. In effetti si tratta semplicemente di riempire i fori eseguiti, con una certa abbondanza, cosa molto più semplice che riempire un solco concavo, che invece richiede una certa esperienza. (Nella foto avevo già dato qualche colpo di lima; avevo dimenticato di fare la foto appena finito la saldatura).
Ho proceduto quindi a spianare la suola e i fianchi, che sono risultati comunque da subito quasi del tutto allineati. Ed eccola tornata all’antico splendore (o quasi) e a produrre i consueti sottilissimi trucioli.


