Ho iniziato a bazzicare con le barchette a vela naviganti a fine anni '60 e ho proseguito a sprazzi per parecchi anni.
Nei primi tempi utilizzavo disegni modellistici in commercio o ricavandoli da libri o riviste.
Negli anni '90 in cui si incominciò a parlare di Coppa America trovai il disegno di una barca (forse America 3) e ne feci il modello attrezzandola con un radiocomando mentre quelle più vecchie erano "spagocomandate".
Dal punto di vista "legnoso" se ricordo bene la costruzione era semplice: Ordinate e chiglia in compensato, scafo in listelli di tiglio e coperta in sottile compensato di betulla. Tutto materiale modellistico.
La barchetta ha navigato e adesso riposa in soffitta, allego una foto della stessa in navigazione e un paio della situazione attuale.
Poi mi sono buttato in un'avventura: realizzare un modello partendo da una barca vera: con l'approvazione del proprietario e approfittando della manutenzione invernale mi sono fatto il rilevo dello scafo di una barca, poi dalle misure ho ottenuto il "piano di costruzione" e da questo mi sono messo a costruire il modello.
Ordinate in compensato e fasciame in listelli di balsa, lo scafo all'interno è stato rivestito con fibra di vetro e resina epossidica modellistiiche.
Una delle foto mostra le ordinate "nude" con dei listellini messi in posizione per verificare la fluidità delle forme, se non ricordo male il fasciame è stato messo in opera in modo che si staccasse dalle ordinate e queste poi sono state recuperate per essere alleggerite e riposizionate in opera.
Vista la leggerezza dello balsa, tra le ordinate sono state messe in opera delle striscette di schiuma sintetica che, rivestite di fibra e resina irrobustiscono lo scafo.
Però come potete vedere dalle foto il lavoro si è fermato a metà per la difficolta di ingenierizzare lo scafo posizionando verricelli e quant'altro indispensabile per la navigazione.
Il tutto riposa in soffitta.
Scusate la lunghezza, ma la storia è lunga quasi 60 anni



