Il possibile lo fatto, l'impossibile quasi
Un lavoro che non volevo assolutamente fare visto le condizioni,però visto il rapporto fraterno con il proprietario ho dovuto per forza accettare.
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androti ha scritto:Ciao Gerlando, come al solito, bel Lavoro.
Penso giusto se penso che in precedenza qualcuno ha rifatto la tastiera?
androti ha scritto:Lo pensavo per via dei fori richiusi sulla tavola armonica dietro al ponte.
Mi sembrava plausibile uno spostamento dello stesso verso il capo tasto, operazione che accorciando il diapason, avrebbe richiesto una diversa distribuzione dei frets e quindi il rifacimento della tastiera. Trovo anche strano il tipo di fissaggio delle corde sul ponte. All'epoca usavano probabilmente corde di budello che erano semplicemente legate al ponte come ancora oggi si fa per le chitarre classiche con le corde di nylon.
kraiskap ha scritto:... un video che mi ha proprio deliziato, godibile per tanti motivi: la cura nella predisposizione delle varie fasi, l'attenzione nell'intervenire in maniera non demolitrice, il rispetto dell'estetica primaria del manufatto. Bello.
Ma anche quell'attrezzatura proprio precisina, a seguire ogni curva e ogni piega, a indicare la necessaria minuziosità dell'intervento e non solo l'esigenza di tenere insieme dei pezzi di legno.
E poi, è 'na chitarra napulitana e questo ha il suo peso, wè!
Elia ha scritto:Avevo sentito parlare dei Calace come produttori di mandolini, ma leggendo in rete vedo che sei incappato nel capostipite. Nicola un ex carbonaro, confinato a Procida nel 1825 per motivi politici dove iniziò l'attività liutaia per la produzione di chitarre. Sull'isola penso sia stata costruita la tua chitarra.
Meravigliosa la chitarra non da meno è il restauro. complimenti
vermiglio ha scritto:Da applausi! Hai le mani d'oro.
Un saluto
Marco
incisore ha scritto:Restauro accurato e rispettoso del reperto, lavoro pregevole, complimenti Gerlando.