La Notte Dopo Il Dial

Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mer 13 mag, 2020 07:30

Roland ha scritto:
homofaber ha scritto:
Rolando: manopole fino alla fineeeee! Proprio ieri parlavo con Peppe2 di una vecchia trasmittente a valvole in onde medie, progettata e costruita dal sottoscritto. Il circuito di potenza, due valvole 807, alte sui 15 cm..., avevano bisogno di essere accoppiate all'antenna con un circuito bobina/condensatore variabile....quest'ultimo aveva una bella manopola grande e isolante :risata: :sguaiata: :rotfl:


;-) in modulazione d’ampiezza mica QPSK!

prova te a detectare la modulazione QPSK con un cristallo di galena! :lol:


Per dire che le trasmissioni radio di “una volta” erano codificate in modo semplice, modulate in ampiezza, un tipo di modulazione che si rileva facilmente con qualunque cosa possa funzionare da raddrizzatore, un cristallo di solfuro di piombo, o una fetta di patata e un filo metallico. In linea di principio eh, non certo per sminuire il manopolone di Gianni. Le onde medie seguono, di notte, la curvatura terrestre e quindi funzionano a livello transcontinentale o almeno intercontinentale senza bisogno di ripetitori. Piu a banda stretta sono, e piu si riesce con potenze basse a instaurare comunicazioni remote. Con il morse credo che con qualche Watt si riesca a instaurare una comunicazione con un qualsiasi punto sulla terra.
Quindi uno qui armeggiando col fil di ferro ed una patata avrebbe potuto sentire di notte in condizioni ottimali, che so,. radio Londra ad esempio. Ecco perchè il regime aveva blindato la sintonia delle radiorurali.
Ora le modulazioni moderne ad esempio della dvb-t sono in OFDM cioè al posto di una, vi sono un migliaio di portanti contemporanee sparpagliate in banda e i simboli trasmessi (digitali, naturalmente) sono modulati in fase, QPSK, con una tecnica che permette diverse densità di dati, e di conseguenza diversi transfer rate, al bisogno.
Risultato: puoi trasmettere 8 canali che vendono pentole e affettaverdure insensati, in HD dove prima ci stava tito stagno in bianco/nero. Ora il “regime” potrebbe stare tranquillo. :lol:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda homofaber » mer 13 mag, 2020 09:25

Rolando, le mie rimembranze sono fumose......, ricordo che telegrafando in OM si riusciva a "chattare" con gli australiani......, però la nostra radio privata in OM aveva necessità di una potenza elevatissima. Io coprivo, con 2 o 300 W, una zona di 2 o 3 isolati al massimo.

ahhh, però era di giorno :risata:
Ultima modifica di homofaber il mer 13 mag, 2020 09:25, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Mastrociliegia » mer 13 mag, 2020 18:40

Roland ha scritto:
Edo ha scritto:In casa ho alcuni calibri a corsoio digitali, che uso abbastanza frequentemente.
Se però ti dimentichi di azzerarli, le tue misure saranno sistematicamente errate, quindi meglio il vecchio calibro ventesimale, semplice e affidabile.


eh già il discorso sopra, l’analogico perdona di più, il digitale no. O quantomeno l’analogico perdona in proporzione alla gravità dello sbaglio, il digitale è quantizzato, ti può stroncare.

Poi in generale ne parliamo a livello quasi affettivo, e per piccoli dispositivi o interfaccia, ma è ovvio che il digitale offra vantaggi incommensurabili com’è ampiamente dimostrato da una mole impressionante di conoscenze e di implementazione tecnologica, dai computer alle comunicazioni wireless. un innovazione impensabile, fino a non molti anni fa.
Ma mi piace pensarla come un linguaggio tecnico, una tecnologia ingegneristica, ma che, in fondo i fenomeni fisici, quelli che governano le onde che viaggiano convogliate a cavallo dei cavi, siano analogiche.

Poi se però penso al fatto che grafite e diamante sono uguali tranne un diverso modo di riempire i quadratini degli orbitali atomici.... e che queste caselline assomigliano molto ai bit ed all’algebra di boole... aiuto! :mrviolet:


Si, ma per cambiare configurazione ai quadratini hai bisogno di MOOOLTA energia!! ;-) ;-) mentre un bit "incerto" lo trovi a costo zero! Ben trovato Rolando :mryellow:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Mastrociliegia » mer 13 mag, 2020 18:44

homofaber ha scritto:Rolando, le mie rimembranze sono fumose......, ricordo che telegrafando in OM si riusciva a "chattare" con gli australiani......, però la nostra radio privata in OM aveva necessità di una potenza elevatissima. Io coprivo, con 2 o 300 W, una zona di 2 o 3 isolati al massimo.

ahhh, però era di giorno :risata:


Il meglio se non erro, erano le onde lunghe che, soprattutto di notte, potevano arrivare un po' ovunque. Peccato che sul tetto di casa l'antenna non passava inosservata!
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda beppecv » mer 13 mag, 2020 20:15

sono troppo vecchio per la tecnologia

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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » gio 14 mag, 2020 07:22

Mastrociliegia ha scritto:
homofaber ha scritto:Rolando, le mie rimembranze sono fumose......, ricordo che telegrafando in OM si riusciva a "chattare" con gli australiani......, però la nostra radio privata in OM aveva necessità di una potenza elevatissima. Io coprivo, con 2 o 300 W, una zona di 2 o 3 isolati al massimo.

ahhh, però era di giorno :risata:


Il meglio se non erro, erano le onde lunghe che, soprattutto di notte, potevano arrivare un po' ovunque. Peccato che sul tetto di casa l'antenna non passava inosservata!


già, c’e una banda destinata ai radioamatori sui 130 kHz o giù di li nella quale la potenza è limitata a 30 dbm cioè 1 W.
Naturalmente si gioca sulla purezza spettrale e quindi devi avere oscillatori stabili e trasmettere in Morse. E lentamente; no, di più: estremamente lento...Il nome della banda è un acronimo per Pregasi Inviare Più Lento
Vuoi mettere? Gianni.. 300W per 3 isolati? slow down please, rallenta,... raaalleeentaa.... e potrai dire “ciao” agli australiani (ammesso che esistano visto che qualcuno aveva escluso questa possibilità) con 10 milliwatt!
Sempre se la notte è abbastanza lunga...
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda pontello » gio 14 mag, 2020 07:32

Semi OT...
Scusate la mia ignoranza in materia... perché di notte?
Mi viene da pensare che di giorno il vento solare in arrivo, deviato dal campo elettromagnetico terrestre, produca interferenze radio mentre di notte, con la massa della terra a fare scudo, questo non avvenga... ma è la prima cosa che mi è venuta in mente.

GP
Lunga vita e prosperità!

Se vorrai, ogni giorno con il tuo sudore, una pietra dopo l’altra in alto arriverai
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » gio 14 mag, 2020 07:34

beppecv ha scritto:sono troppo vecchio per la tecnologia

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beppe


:shock: beppe ma sei un cultore dell’armonica pari?
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » gio 14 mag, 2020 07:42

pontello ha scritto:Semi OT...
Scusate la mia ignoranza in materia... perché di notte?
Mi viene da pensare che di giorno il vento solare in arrivo, deviato dal campo elettromagnetico terrestre, produca interferenze radio mentre di notte, con la massa della terra a fare scudo, questo non avvenga... ma è la prima cosa che mi è venuta in mente.

GP


ciao Gabriele,
non è per le interferenze ma dovrebbe essere proprio per supportare la propagazione. L’irraggiamento solare crea nella ionosfera una sorta di plasma che a seconda delle condizioni è visto dall’onda em come una superficie riflettente o meno.
In caso il suolo e la ionosfera formano una sorta di guida d’onda che permette alla stessa di seguire la curvatura.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda PeppeV » gio 14 mag, 2020 08:44

Dm ha scritto:Per lavoro ho incominciato a trafficare con il digitale a gennaio del 1974, utilizzando pacchi di schede perforate, che sapevo anche fare, poi il terminale video monocromatico, poi dei programmini in basic su un Olivetti M20, poi nel 1986 sono passato al CAD 3D, i rendering che adesso si vedono per qualsiasi cosa li facevamo, con calma, già quella volta.
Insomma potrei scrivere quasi una storia dell'informatica.....
Per quanto riguarda le automobili una volta giravo con la borsa degli attrezzi, mi son cambiato da solo freni, frizione, catena di distribuzione, fatto le valvole...... adesso giro con il supplemento "carro attrezzi" sull'assicurazione, però una volta le macchine a 50 mila km erano vecchie e a 100 quasi da buttare...


Pacchi di schede perforate (codice Hollerith) ... quante imprecazioni per una scheda mal digitata :roll:
Hai dimenticato le prime memorie di massa (tipo i registratori a cassette) usate dai primi calcolatori casalinghi (con processori Zilog 80 o Motorola 68000), i primi floppy disk flessibili da 8" e quelli successivi da 5 e1/4 " sempre flessibili (poi vennero i rigidi).
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda PeppeV » gio 14 mag, 2020 08:57

Roland ha scritto:
alfredo bs ha scritto:ciao rolly!

Io faccio il tifo per l'analogico


ciao Alfredo!

pure io. Se ti perdi un bit o equivalente sull’analogico compare un disturbino tollerabile. è più gestibile, più umano, piu riparabile col fil di ferro. Il digitale è esasperato compresso, elitario, accessibile solo agli hexperti, o decodifichi tutto o niente. è fondamentalmente ingiusto: se perdi il bit piu significativo la schermata diventa un quadratone, solo perchè quel pacchetto non ha il più capo...
:mryellow:
scherzo!, ma neanche troppo in fondo ;-)


Anch'io adoro l'analogico, ma solo per alcuni settori. Se parliamo del suono caldo che trasmetteva una radio a valvole oppure il fascino di una camera oscura e quel'immagine che sorgeva dalla bacinella, mi trovate pienamente d'accordo (non ho mai accettato la fotografia digitale). Però bisogna fare i conti con la realtà ed ammettere che la digitalizzazione (che non è solo informatica) ha facilitato e reso semplice tante altre cose. Esempio: ma se non ci fosse il digitale (e ripeto ... non è solo informatica) Napoli-Milano in quante ore sarebbe percorsa ? Ma di esempi se ne potrebbero fare tanti.
Dimenticavo: non è vero che se si perde qualche bits si dice addio all'informazione. Per informazioni di vitale importanza (sicurezza, affidabilità o altro) si eseguono le codifiche convoluzionali per rendere al minimo le perdite.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » gio 14 mag, 2020 09:33

PeppeV ha scritto:
Roland ha scritto:
alfredo bs ha scritto:ciao rolly!

Io faccio il tifo per l'analogico


ciao Alfredo!

pure io. Se ti perdi un bit o equivalente sull’analogico compare un disturbino tollerabile. è più gestibile, più umano, piu riparabile col fil di ferro. Il digitale è esasperato compresso, elitario, accessibile solo agli hexperti, o decodifichi tutto o niente. è fondamentalmente ingiusto: se perdi il bit piu significativo la schermata diventa un quadratone, solo perchè quel pacchetto non ha il più capo...
:mryellow:
scherzo!, ma neanche troppo in fondo ;-)


Anch'io adoro l'analogico, ma solo per alcuni settori. Se parliamo del suono caldo che trasmetteva una radio a valvole oppure il fascino di una camera oscura e quel'immagine che sorgeva dalla bacinella, mi trovate pienamente d'accordo (non ho mai accettato la fotografia digitale). Però bisogna fare i conti con la realtà ed ammettere che la digitalizzazione (che non è solo informatica) ha facilitato e reso semplice tante altre cose. Esempio: ma se non ci fosse il digitale (e ripeto ... non è solo informatica) Napoli-Milano in quante ore sarebbe percorsa ? Ma di esempi se ne potrebbero fare tanti.
Dimenticavo: non è vero che se si perde qualche bits si dice addio all'informazione. Per informazioni di vitale importanza (sicurezza, affidabilità o altro) si eseguono le codifiche convoluzionali per rendere al minimo le perdite.


Certo, sono assolutamente d’accordo. Infatti dopo, in qualche messaggio avevo ben specificato.
Non conosco le codifiche convoluzionali, ma convengo che le verifiche sono possibili.
Mi ricordo quanto si dubitava dell’affidabilità di lettura dello standard cd e invece quanto si sia poi rivelato abbastanza robusto. E smontando un lettore fascia di mercato ultra-bassa quasi non si comprende come possano dei motori cosi primitivi tenere la traccia, la velocità il fuoco.
Tutto merito dei sistemi di correzione... e di feedback ... digitali. Basta provare a torturarlo mettendo delle strisce di nastro radiali. Resiste in modo stupefacente.
Però poi la transizione è brusca: un disco LP torturato permetterebbe di intuire ancora cosa vi era registrato, un cd ci prova e te lo restituisce. Ecco io “giocavo“ un po’ su questo aspetto. ;-)
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda PeppeV » gio 14 mag, 2020 10:24

Roland ha scritto:
PeppeV ha scritto:
Roland ha scritto:
alfredo bs ha scritto:ciao rolly!

Io faccio il tifo per l'analogico


ciao Alfredo!

pure io. Se ti perdi un bit o equivalente sull’analogico compare un disturbino tollerabile. è più gestibile, più umano, piu riparabile col fil di ferro. Il digitale è esasperato compresso, elitario, accessibile solo agli hexperti, o decodifichi tutto o niente. è fondamentalmente ingiusto: se perdi il bit piu significativo la schermata diventa un quadratone, solo perchè quel pacchetto non ha il più capo...
:mryellow:
scherzo!, ma neanche troppo in fondo ;-)


Anch'io adoro l'analogico, ma solo per alcuni settori. Se parliamo del suono caldo che trasmetteva una radio a valvole oppure il fascino di una camera oscura e quel'immagine che sorgeva dalla bacinella, mi trovate pienamente d'accordo (non ho mai accettato la fotografia digitale). Però bisogna fare i conti con la realtà ed ammettere che la digitalizzazione (che non è solo informatica) ha facilitato e reso semplice tante altre cose. Esempio: ma se non ci fosse il digitale (e ripeto ... non è solo informatica) Napoli-Milano in quante ore sarebbe percorsa ? Ma di esempi se ne potrebbero fare tanti.
Dimenticavo: non è vero che se si perde qualche bits si dice addio all'informazione. Per informazioni di vitale importanza (sicurezza, affidabilità o altro) si eseguono le codifiche convoluzionali per rendere al minimo le perdite.


Certo, sono assolutamente d’accordo. Infatti dopo, in qualche messaggio avevo ben specificato.
Non conosco le codifiche convoluzionali, ma convengo che le verifiche sono possibili.
Mi ricordo quanto si dubitava dell’affidabilità di lettura dello standard cd e invece quanto si sia poi rivelato abbastanza robusto. E smontando un lettore fascia di mercato ultra-bassa quasi non si comprende come possano dei motori cosi primitivi tenere la traccia, la velocità il fuoco.
Tutto merito dei sistemi di correzione... e di feedback ... digitali. Basta provare a torturarlo mettendo delle strisce di nastro radiali. Resiste in modo stupefacente.
Però poi la transizione è brusca: un disco LP torturato permetterebbe di intuire ancora cosa vi era registrato, un cd ci prova e te lo restituisce. Ecco io “giocavo“ un po’ su questo aspetto. ;-)


Una piccola descrizione, sulla codifica convoluzionale, la puoi trovare anche su Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_convoluzionale
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda beppecv » gio 14 mag, 2020 10:35

Roland ha scritto:
beppecv ha scritto:sono troppo vecchio per la tecnologia

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beppe


:shock: beppe ma sei un cultore dell’armonica pari?


Rolando
dall'alto della mia ignoranza sulle pari e dispari, posso serenamente affermare che preferisco quelle accordate :lol: mi piace ascoltare musica ben suonata.

Ovviamente non è che voglio fare passare il concetto che quello che è digitale non va bene o non è buono, né tanto meno nostalgia per i bei tempi andati come si usa dire, diciamo che in alcuni casi preferisco le tecnologie analogiche.

beppe
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » gio 14 mag, 2020 11:31

PeppeV ha scritto:
Una piccola descrizione, sulla codifica convoluzionale, la puoi trovare anche su Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_convoluzionale


Urca! grazie.

beppecv ha scritto:
dall'alto della mia ignoranza sulle pari e dispari, posso serenamente affermare che preferisco quelle accordate :lol: mi piace ascoltare musica ben suonata.


Beppe, :inchino:
il pari e dispari fa riferimento all’effetto sullo spettro del segnale, della distorsione introdotta dalle valvole rispetto a quella dei transistor.
I puristi dicono che nonostante la distorsione delle valvole sia maggiore, essa introduce termini di armonica pari ovvero 2,4...
I transistor di armonica dispari quindi 3,5....
Pur essendo entrambi dei disturbi aggiunti, il primo pare sia gradevole all’ascolto, forse perchè accordato: (La110 - La220 - La440)
il secondo non troppo: la 3 e la 5 ad esempio con la fondamentale fanno un accordo maggiore (La110 - Mi330 - Do#550 nel La maggiore) ma se viene imposto su un La minore ... stona.
Ora se mi legge uno che mastica un po’ di musica e mi spara :oops:
Roland
 
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