La Notte Dopo Il Dial

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Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 09:19

Una volta i risultati di una misura venivano visualizzati su un quadrante analogico dove vi era una analogia, o una proporzionalità diretta, tra un valore misurato e un angolo assunto da un ago indicatore sul dial (il quadrante appunto, termine che deriva dalla divisione oraria, o dalla meridiana, che risale al latino die, giorno).
Per un periodo hanno avuto successo quelli che presentano l’ora in forma digitale; poi è stato capito che non vi è nulla di piu immediato dell’associazione posizione -> valore, e per contro è richiesta più “analisi” nell’interpretazione numerica.
L’ora rappresentata come 88:88 si affida inoltre alla corretta lettura della posizione di tutti i segmenti, un errore di uno solo può comportare la totale misinterpretazione della lettura. E alla fine gli orologi sono tornati alla visualizzazione analogica anche se mossi da un cuore digitale.
Gli organi di impostazione con i quali invece l’uomo controlla le macchine nell’era pre-display erano essenzialmente: manopole (o cursori), leve e pulsanti.
I “pots” o manopole rotanti, definite “dial” anch’esse, come anche la ruote dei vecchi combinatori telefonici, sono analogiche in quanto forniscono con la posizione dell’indicatore l’informazione sul valore impostato.
Dal punto di vista ergonomico, la loro manovra è intuitiva e rapida.
I pulsanti non hanno (o quasi) parti in movimento, quindi dovrebbero garantire una maggiore affidabilità ma su cosa si perda in cambio, è significativo questo articolo sul Financial Times: la triste fine della manopola rotativa
Se pensiamo alla regolazione del volume, con i classici pulsanti del telecomando, ad esempio, ne percepiamo subito i limiti: Non c’è indicazione, se non sullo schermo, del valore corrente impostato. Non è nota la progressione temporale: l’errore tipico che si compie è un impostazione esageratamente alta o bassa e che richiede successive correzioni.
Mancando una lettura analogica, anche la reazione di controllo può divenire asincrona o sproporzionata.
E dopo lo stereo anni 70 che aveva la manopola del volume fisicamente mossa da un motore con i pulsanti up/down (forse richiesta dai primi telecomandi) adesso si trovano schemi per fare la funzione inversa cioè rimettere una manopolona ad un circuito concepito per i pulsanti.
In fondo non sono però queste le cose che mi preoccupano, quanto la fine che farà la vecchia interfaccia con l’altra metà del cielo....[*] Già il pannello a manopole faceva impressione, a pulsanti sarà come andar di notte. :-D

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Ultima modifica di Roland il mar 12 mag, 2020 11:08, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda pontello » mar 12 mag, 2020 10:17

Ho sempre preferito la classica manopola come comando, al posto degli onnipresenti pulsanti ed anche dei cursori (meno pratici, a mio parere), pur se soggetta a sporcarsi... quanti gracchiamenti con i potenziometri dei volumi sulle radio!
Sulla radio della mia macchina, ho due manopole per i comandi, che sul volante sono replicati come tasti: pur risultando questi ultimi molto a portata di mano, finisco invariabilmente con l'allungare il braccio ed armeggiare con le manopole.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Dm » mar 12 mag, 2020 10:46

In museo avevamo dei classici telefoni a disco combinatore, e capitava che qualche ragazzino in visita con la scuola chiedesse: ma come si fa il numero con quel coso ??
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 11:00

pontello ha scritto:Ho sempre preferito la classica manopola come comando, al posto degli onnipresenti pulsanti ed anche dei cursori (meno pratici, a mio parere), pur se soggetta a sporcarsi... quanti gracchiamenti con i potenziometri dei volumi sulle radio!
Sulla radio della mia macchina, ho due manopole per i comandi, che sul volante sono replicati come tasti: pur risultando questi ultimi molto a portata di mano, finisco invariabilmente con l'allungare il braccio ed armeggiare con le manopole.
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ciao Gabriele.

come prima cosa volevo dire che sopra una lettura che non vorrei venisse fatta è donna -> macchina ai comandi dell’uomo.
Non era naturalmente questa l’intenzione anche perchè vi è presente pure l’uomo nel pannello. era solamente una battuta sulla complessità.

Quanto ai cursori, ancora ovviamente più delicati delle manopole l’unica eccezione dove sono essenziali è l’equalizzatore grafico o forse certi mixer. Poi credo ora ci siano svariati tipi di manopole.. quelle delle autoradio ad esempio, alcune almeno, non hanno dei fine corsa. e non c’è una resistenza ma lo spostamento di un angolo in senso orario fornisce un treno di impulsi che simula il ++++ da dovunque si parta. quindi la parte analogica con la tacca indicatrice viene meno.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 11:02

Dm ha scritto:In museo avevamo dei classici telefoni a disco combinatore, e capitava che qualche ragazzino in visita con la scuola chiedesse: ma come si fa il numero con quel coso ??


:lol: in effetti... La trovata comunque del combinatore era geniale.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda alfredo bs » mar 12 mag, 2020 12:06

ciao rolly!

Io faccio il tifo per l'analogico
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 12:50

alfredo bs ha scritto:ciao rolly!

Io faccio il tifo per l'analogico


ciao Alfredo!

pure io. Se ti perdi un bit o equivalente sull’analogico compare un disturbino tollerabile. è più gestibile, più umano, piu riparabile col fil di ferro. Il digitale è esasperato compresso, elitario, accessibile solo agli hexperti, o decodifichi tutto o niente. è fondamentalmente ingiusto: se perdi il bit piu significativo la schermata diventa un quadratone, solo perchè quel pacchetto non ha il più capo...
:mryellow:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Edo » mar 12 mag, 2020 13:09

In casa ho alcuni calibri a corsoio digitali, che uso abbastanza frequentemente.
Se però ti dimentichi di azzerarli, le tue misure saranno sistematicamente errate, quindi meglio il vecchio calibro ventesimale, semplice e affidabile.
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda homofaber » mar 12 mag, 2020 13:47

Roland ha scritto:
Dm ha scritto:In museo avevamo dei classici telefoni a disco combinatore, e capitava che qualche ragazzino in visita con la scuola chiedesse: ma come si fa il numero con quel coso ??


:lol: in effetti... La trovata comunque del combinatore era geniale.


non so visto in tv o dove...., ma parecchie giovani persone non sapevano come comporre un numero sul disco combinatore....la maggior parte pigiavano il numero! A me veniva da ridere...., ma se non lo hanno mai visto..... :roll:

Rolando: manopole fino alla fineeeee! Proprio ieri parlavo con Peppe2 di una vecchia trasmittente a valvole in onde medie, progettata e costruita dal sottoscritto. Il circuito di potenza, due valvole 807, alte sui 15 cm..., avevano bisogno di essere accoppiate all'antenna con un circuito bobina/condensatore variabile....quest'ultimo aveva una bella manopola grande e isolante :risata: :sguaiata: :rotfl:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda incisore » mar 12 mag, 2020 14:02

La mia( la nostra?) generazione è decisamente analogica e, anche se molti di noi si sono convertiti per forza maggiore al digitale, tale rimane; questione di mentalità, l'analogico ci permette di avere razionalmente tutto sotto controllo, il digitale è imponderabile, stupido e inesorabilmente preciso e tende a renderci schiavi dei suoi sistemi, spesso togliendoci la capacità di pensare e ragionare inducendoci a credere nella sua infallibilità. 8)
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 14:46

Edo ha scritto:In casa ho alcuni calibri a corsoio digitali, che uso abbastanza frequentemente.
Se però ti dimentichi di azzerarli, le tue misure saranno sistematicamente errate, quindi meglio il vecchio calibro ventesimale, semplice e affidabile.


eh già il discorso sopra, l’analogico perdona di più, il digitale no. O quantomeno l’analogico perdona in proporzione alla gravità dello sbaglio, il digitale è quantizzato, ti può stroncare.

Poi in generale ne parliamo a livello quasi affettivo, e per piccoli dispositivi o interfaccia, ma è ovvio che il digitale offra vantaggi incommensurabili com’è ampiamente dimostrato da una mole impressionante di conoscenze e di implementazione tecnologica, dai computer alle comunicazioni wireless. un innovazione impensabile, fino a non molti anni fa.
Ma mi piace pensarla come un linguaggio tecnico, una tecnologia ingegneristica, ma che, in fondo i fenomeni fisici, quelli che governano le onde che viaggiano convogliate a cavallo dei cavi, siano analogiche.

Poi se però penso al fatto che grafite e diamante sono uguali tranne un diverso modo di riempire i quadratini degli orbitali atomici.... e che queste caselline assomigliano molto ai bit ed all’algebra di boole... aiuto! :mrviolet:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 14:55

homofaber ha scritto:
Rolando: manopole fino alla fineeeee! Proprio ieri parlavo con Peppe2 di una vecchia trasmittente a valvole in onde medie, progettata e costruita dal sottoscritto. Il circuito di potenza, due valvole 807, alte sui 15 cm..., avevano bisogno di essere accoppiate all'antenna con un circuito bobina/condensatore variabile....quest'ultimo aveva una bella manopola grande e isolante :risata: :sguaiata: :rotfl:


;-) in modulazione d’ampiezza mica QPSK!

prova te a detectare la modulazione QPSK con un cristallo di galena! :lol:
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Roland » mar 12 mag, 2020 17:13

incisore ha scritto:La mia( la nostra?) generazione è decisamente analogica e, anche se molti di noi si sono convertiti per forza maggiore al digitale, tale rimane; questione di mentalità, l'analogico ci permette di avere razionalmente tutto sotto controllo, il digitale è imponderabile, stupido e inesorabilmente preciso e tende a renderci schiavi dei suoi sistemi, spesso togliendoci la capacità di pensare e ragionare inducendoci a credere nella sua infallibilità. 8)


In origine c’erano i meccanici che la sapevano lunga sui motori endotermici. come l’amico di Battisti, con un cacciavite in mano faceva miracoli. i circuiti erano allora al massimo idraulici, poi le macchine si fecero azionate da motori elettrici e vennero gli elettrotecnici che alla lunga sostituirono i meccanici, con i loro circuiti equivalenti a reti lineari, progettavano reti e macchine elettriche che sembravano costruire il futuro. Poi vennero gli elettronici che dissero: e se noi eliminassimo la condizione di reti lineari (di condensatori resistenze e induttanze) e inventassimo dei componenti ad hoc potremmo amplificare i segnali, trasferirli, fare comandare loro altre cose, fare un quadro comandi, finanche una macchina di calcolo... Sembrava trovata la figura più all’avanguardia di tutte. Finchè non venne l’informatico con i suoi diagrammi di flusso. egli in pratica diceva: non mi interessa cosa ci sia dentro un singolo blocco, il programma è ad un livello superiore. Al primo guasto venne lanciato il suo codice di problem solving: era del tipo funziona o non funziona? -> se non funziona -> si chiami l’elettronico -> se anche con lui non funziona -> si chiami l’elettrotecnico -> se anche con lui non funziona -> si chiami il meccanico.....”pronto, c’hai ancora quel cacciavite?”

:-D
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Dm » mar 12 mag, 2020 17:36

Per lavoro ho incominciato a trafficare con il digitale a gennaio del 1974, utilizzando pacchi di schede perforate, che sapevo anche fare, poi il terminale video monocromatico, poi dei programmini in basic su un Olivetti M20, poi nel 1986 sono passato al CAD 3D, i rendering che adesso si vedono per qualsiasi cosa li facevamo, con calma, già quella volta.
Insomma potrei scrivere quasi una storia dell'informatica.....
Per quanto riguarda le automobili una volta giravo con la borsa degli attrezzi, mi son cambiato da solo freni, frizione, catena di distribuzione, fatto le valvole...... adesso giro con il supplemento "carro attrezzi" sull'assicurazione, però una volta le macchine a 50 mila km erano vecchie e a 100 quasi da buttare...
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Re: La Notte Dopo Il Dial

Messaggioda Paquito » mar 12 mag, 2020 19:10

Roland ha scritto:
incisore ha scritto:La mia( la nostra?) generazione è decisamente analogica e, anche se molti di noi si sono convertiti per forza maggiore al digitale, tale rimane; questione di mentalità, l'analogico ci permette di avere razionalmente tutto sotto controllo, il digitale è imponderabile, stupido e inesorabilmente preciso e tende a renderci schiavi dei suoi sistemi, spesso togliendoci la capacità di pensare e ragionare inducendoci a credere nella sua infallibilità. 8)


In origine c’erano i meccanici che la sapevano lunga sui motori endotermici. come l’amico di Battisti, con un cacciavite in mano faceva miracoli. i circuiti erano allora al massimo idraulici, poi le macchine si fecero azionate da motori elettrici e vennero gli elettrotecnici che alla lunga sostituirono i meccanici, con i loro circuiti equivalenti a reti lineari, progettavano reti e macchine elettriche che sembravano costruire il futuro. Poi vennero gli elettronici che dissero: e se noi eliminassimo la condizione di reti lineari (di condensatori resistenze e induttanze) e inventassimo dei componenti ad hoc potremmo amplificare i segnali, trasferirli, fare comandare loro altre cose, fare un quadro comandi, finanche una macchina di calcolo... Sembrava trovata la figura più all’avanguardia di tutte. Finchè non venne l’informatico con i suoi diagrammi di flusso. egli in pratica diceva: non mi interessa cosa ci sia dentro un singolo blocco, il programma è ad un livello superiore. Al primo guasto venne lanciato il suo codice di problem solving: era del tipo funziona o non funziona? -> se non funziona -> si chiami l’elettronico -> se anche con lui non funziona -> si chiami l’elettrotecnico -> se anche con lui non funziona -> si chiami il meccanico.....”pronto, c’hai ancora quel cacciavite?”

:-D


Rolando sei incommensurabile!!!!!!! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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