Per un periodo hanno avuto successo quelli che presentano l’ora in forma digitale; poi è stato capito che non vi è nulla di piu immediato dell’associazione posizione -> valore, e per contro è richiesta più “analisi” nell’interpretazione numerica.
L’ora rappresentata come 88:88 si affida inoltre alla corretta lettura della posizione di tutti i segmenti, un errore di uno solo può comportare la totale misinterpretazione della lettura. E alla fine gli orologi sono tornati alla visualizzazione analogica anche se mossi da un cuore digitale.
Gli organi di impostazione con i quali invece l’uomo controlla le macchine nell’era pre-display erano essenzialmente: manopole (o cursori), leve e pulsanti.
I “pots” o manopole rotanti, definite “dial” anch’esse, come anche la ruote dei vecchi combinatori telefonici, sono analogiche in quanto forniscono con la posizione dell’indicatore l’informazione sul valore impostato.
Dal punto di vista ergonomico, la loro manovra è intuitiva e rapida.
I pulsanti non hanno (o quasi) parti in movimento, quindi dovrebbero garantire una maggiore affidabilità ma su cosa si perda in cambio, è significativo questo articolo sul Financial Times: la triste fine della manopola rotativa
Se pensiamo alla regolazione del volume, con i classici pulsanti del telecomando, ad esempio, ne percepiamo subito i limiti: Non c’è indicazione, se non sullo schermo, del valore corrente impostato. Non è nota la progressione temporale: l’errore tipico che si compie è un impostazione esageratamente alta o bassa e che richiede successive correzioni.
Mancando una lettura analogica, anche la reazione di controllo può divenire asincrona o sproporzionata.
E dopo lo stereo anni 70 che aveva la manopola del volume fisicamente mossa da un motore con i pulsanti up/down (forse richiesta dai primi telecomandi) adesso si trovano schemi per fare la funzione inversa cioè rimettere una manopolona ad un circuito concepito per i pulsanti.
In fondo non sono però queste le cose che mi preoccupano, quanto la fine che farà la vecchia interfaccia con l’altra metà del cielo....[*] Già il pannello a manopole faceva impressione, a pulsanti sarà come andar di notte.

