Naja ....

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Messaggioda mibo » ven 23 nov, 2018 19:25

Car a Cosenza poi alla brigata Acqui a L'Aquila, un anno buttato o quasi, serbo qualche buon ricordo di alcuni commilitoni e delle trattorie/ristoranti dove andavo a mangiare, la maggioranza degli ufficiali erano poveri frustrati salvo alcune lodevoli eccezioni.
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Re: Naja ....

Messaggioda foxyzalot » sab 24 nov, 2018 07:34

9°/92. quindici giorni in fanteria a verona, domanda parà e due mesi a pisa senza prendere il brevetto per una lussazzione alla spalla trasferito a bz alaa compagnia alpini paracadutisti da dove, dopo il car avanzato mi hanno rispedito a pisa per il brevetto(la funzionalità della spalla c'era e ero un buon tiratore).altro mese a pisa , rientroa bz e via subito per gli assalti a fuoco a dobbiacco.licenza premio rientro il lunedì e si doveva partire per il corso sci.già tutti pronti sul piazzale con equipaggiamento completo al fianco e arriva il colonnello che dice(mi ricordo come se fossero dieci minuti fa): signori, i vostri colleghi in Mozambico hanno bisogno del cambio.volontari?; così mi sono fatto due mesi e mezzo di casco blu in africa.rientro, licenza, assalti a fuoco a Tolmezzo e poi qui mi stufo e torno un altro mese in africa dove finisco la naja.il tutto in un anno dove non ho fatto in tempo ne ad annoiarmi ne a contare i giorni in modo ossessivo come certi miei amici.ricordo con piacere quel periodo e sono d'accordo che un po' di naja farebbe solo bene al giorno d'oggi sia ai ragazzi/e che a tante mamme/papà.forse attualmente la naja come la facevamo noi, sarebbe anacronistica e nonostante i miei trascorsi, pensare a mia figlia spedita in qualche angolo di mondo con un fucile in mano,probabilmente non mi farebbe dormire tranquillo, ma pretendere un anno dai giovani in un paese come il nostro dove si passa da terremoti ad alluvioni con una costanza ormai preoccupante, non mi sembra un furto alle loro vite e la naja nonostante tutto era un bacino di manodopera sparso su tutto il territorio da cui si e potuto attingere parecchio, altro che anno buttato!
sani voi e grathie de tut :mryellow:
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Messaggioda Elia » sab 24 nov, 2018 07:50

esentato per il terremoto in Irpinia del 23-11-1980 (ieri anniversario) :(

In quell'anno di esenzione ho fatto il disoccupato che lavora in nero. ;-)
... sarebbe stata, comunque, una esperienza da fare, nel bene o nel male. :mryellow:
... l'emozione in un opera d'arte appartiene a tutti, anche all'autore ...
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Messaggioda Dm » sab 24 nov, 2018 09:33

pontello ha scritto:Normale militare, 8/88...
CAR a Macomer... una compagnia tutti romani, una compagnia tutti sardi, una unica squadra con tutto il resto d'Italia più i ritardatari... :risata:
Poi a Roma... e dato che avevo già un po' di esperienza informatica, mi hanno cooptato in quel campo.

Che dire... prima di partire, pensavo che sarebbe stato un anno buttato.
Col senno di poi, è stata una esperienza positiva... un anno che alla fine serve per passare dalla spensieratezza della scuola al duro (perlomeno per la gente normale) mondo del lavoro.
Conosciuto tanta gente, di ogni parte dello stivale, che ricordo con piacere... ecco, anche vivere spalla a spalla con gente diversa, aiuta a capire che siamo tutti diversi... ed il bello è proprio quello!
GP


E' quello capitato anche a me: come detto era la prima volta che "uscivo da solo" (1970 - ora i ragazzi vanno in giro mooolto prima ) e dopo 24 mesi a contatto con gente diversa, dopo i primi lavori e le prime responsabilità sono tornato a casa "cresciuto"
Al mio primo lavoro, dopo un mese dal congedo, mi hanno chiesto se ero veramente di Trieste: in 2 anni di assenza, parlando "in lingua", avevo perso l'accento locale :mryellow:
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Re: Naja ....

Messaggioda Fabio25 » sab 24 nov, 2018 16:17

12' battaglione Carabinieri Sicilia
207' corso

3 mesi alla scuola allievi di Reggio Calabria

Destinazione Palermo

Palazzo di giustizia Palermo, aggregazioni altre compagnie palermitane, ordine pubblico in genere, viglianze notturne abitazioni magistrati (magistrati tipo Caselli), qualche ordine pubblico negli stadi, posti di controlli stradali, retate, etc etc

Un paio di distaccamenti sempre in Sicilia




Stipendio medio mensile 1milione di lire (contro i 175 mila lire del militare semplice)

In libera uscita ho arrestato un borseggiatore colto in flagranza(chissà magari fa punteggio....)

Firmata ferma biennale, vinta.

Rinunciato per tentare ferma triennale (quindi restare effettivo), respinta!

Fanculo!!

Volevo veramente restare, mi piaceva
Ma evidentemente ero troppo scaltro per fare il carabiniere
👮


Se il servizio di leva mi è servito?
Si, Non c'è ombra di dubbio (ma più che altro servi e serve allo stato perché ti fa svolgere sevizi di polizia a tutti gli effetti ma pagando ti metà stipendio rispetto ad un effettivo di carriera. Furbi no!?)
Ti forma, ti responsabilizza.
Noi tutti ci chiedevamo, ma a che cacchio serve marciare??
Lo capisci solo dopo che ti regola la postura e ti disciplina i movimenti



Il periodo e Il sevizio di leva, per come l'ho svolto, è stato l anno di vita più bello in assoluto
" U sparagnu non avi statu mai guadagnu! "
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Messaggioda SPIRITOCONLASCURE » gio 29 nov, 2018 04:17

Io sono un 6/99 !
Ho fatto 25 giorni di car ad Albenga e poi 9 mesi e passa a Remanzacco ( Udine) .
Un mese di addestramento individuale al combattimento,poi l'assegnazione dell'incarico 18A -conduttore automezzi vari - .
Trasferito nel battaglione alla trasporti Medi subito schiaffato di guardia in polveriera a Morsano al Tagliamento, corso per la patente dell'ACM,poi mi hanno scelto per diventare caporale, dopo 4 caporali di giornata in 2 settimane si liberavano posti per ambulanziere.
Presa la patente speciale per l'ambulanza, da qui la svolta con 0 servizi da caporale e una miriade di servizi da ambulanziere sia di giornata che di riserva e poi autocolonne e poligoni sempre come ambulanziere .
Capodanno fra 99-2000 in caserma e comandato per emergenza Millennium Bug ( non sò se ricordate...)
Tante bellissime amicizie e alcuni bei ricordi...innegabili !!!
Ma per come ho vissuto gli ambienti militari cioè a fine anni 90 inizio 2000 ,ho il ricordo di situazioni altamente diseducative che se fosse rimasta la leva obbligatoria avrebbero alimentato la sciocchezza dei tanti ragazzetti scemi che cè in giro.
Magari in altri corpi c'era più stimolo e trasmissione di alti valori della Repubblica e il rispetto delle persone e per se stessi, benissimo, ma io ho visto e vissuto tanti cattivi esempi.
Per quello che è stata la mia esperienza dico...meno male hanno tolto la leva se doveva essere fatta così....
.....Lorenzo :oops:
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Messaggioda Roland » gio 29 nov, 2018 10:38

Con tutto il rispetto per le esperienze personali, mi permetto di avanzare il dubbio che il giudizio indulgente odierno, sia mediato dai ricordi di un periodo della vita di quando si era giovani e vivaci, entusiasti e spensierati, un periodo nel quale quasi “qualunque esperienza da cui si usciva sani e salvi” sarebbe stata ricordata come positiva.
In linea di principio che ciascuno dia il proprio contributo al funzionamento dello Stato e metta a disposizione la proprie energie e tempo per la difesa della collettività è giusto, imho. Ma se si innestano su questo l’obbligatorietà, l’esaltazione del corpo o della divisa, il bullismo, il nonnismo, il culto delle armi, la disciplina imposta come punizione, tutto questo si vanifica. In fondo sono stati qui ricordati gli assalti a fuoco e i sommergibili di cui difficilmente riesco a trovare una connotazione pacifica. Non è una critica a chi ha svolto il servizio li o ha fatto la naja negli incursori o nei parà sia chiaro, ricordo che a quell’età vi era anche tra coetanei un senso di competizione e di prova di coraggio.
Penso anch’io comunque che certi modelli siano in sé diseducativi, e il pretesto che un corpo militare serva per gli interventi in caso di calamità pubbliche, o per la lotta alla criminalita, mi pare strumentale. Serve si, ma ha eminentemente altri scopi, negarlo sarebbe stravolgerne il significato.
La giustificazione poi, che si avesse bisogno della naja per sancire il taglio del cordone ombelicale con la mamma e la famiglia, è anch’essa pretestuosa. In società meno mammone della nostra, a quell’età i giovani vanno via di casa per conto proprio, senza bisogno della chiamata alla leva. Anzi spesso essa è proferita dalla madre stessa: “leva le tende!”
Mi piace pensare che più il giovane si apre, viaggia, vede, conosce altre realtà, più diventa tollerante nei confronti di altre culture perchè ne capisce le ragioni e la ricchezza della diversità.
La naja può aver assolto in modo limitato questa funzione in passato, ma ora direi che se uno si vuole muovere ci sono strade e mezzi, se è sentita l’esigenza culturale... Il timore è semmai che poco sia stato fatto in questa direzione: l’”estraneo”, il commilitone “strano” che non rientrava a casa nei permessi, perchè doveva farsi 20 ore di treno, quello delle isole o delle valli sperdute del nord, che prima si prendeva in giro e poi magari diventava l’amico fidato, è solo un po’ piu lontano, non è piu quello col dialetto diverso, ma quello con la lingua o con la pelle diversa.
Se solo volessimo i modi per allacciare rapporti di amicizia con gente di cultura diversa ci sarebbero, vedi la rete, i traduttori e quant’altro. Manca la volontà.
Forse mancano proprio i giovani, ma è tutto relativo.

PS: Una volta dovetti fare delle misure in una casa di riposo. Entrai con il medico del lavoro e dei tecnici della allora Omnitel in una stanza a posizionare le antenne. Età media dei misuratori 40-45 anni, forse di piu.
Le ricoverate che erano nei loro 80-90 esclamarono: “Quanta bella gioventù!” :risata:
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Re: Naja ....

Messaggioda Bullnose » gio 29 nov, 2018 13:31

Onestamente non vedo per niente l'esigenza di gente con la pelle diversa in Italia. Ho abitato in posti dove il cosiddetto multiculturalismo è diffuso e onestamente non ci trovo nulla di.buono è positivo. Il solito mantra dei mondialisti che vogliono distruggere le popolazioni autoctone europee per importare nuovi schiavi disposti a vivere con poco a beneficio di chi è già superricco. Onestamente non accetto più questi discorsi, da parte mia mi impegnerò a lottare contro il cosiddetto multiculturalismo negativo sia per noi che per i colorati.
Riguardo alla naja avevo fatto un anno. Grazie ai miei compagni non era stato totalmente buttato perché avevo imparato a usare bene il PC. il resto però mi aveva disgustato, le solite storie di ladrocini da parte di gente in divisa, carne yougurt benzine scope detersivi tutto finiva a casa dei militari di carriera. Compresi i soldi spicci della paga di fine mesi dei militari che venivano trattenuti nelle tasche del maresciallo. Poi canne in continuazione da gente ingenua che non era mai uscita prima di casa. Scegliendo non lo rifarei il militare. Avevo finito con un grande disgusto per l esercito e lo stato italiano e per qualche anno dopo se trovavo per strada un ufficiale o simili che lontanamente mi impotunava non avevo problemi a mandarli a quel paese. Con piacere aggiungo. Da la era nato il mio disgusto per l Italia in quanto paese, fortunatamente si è attenuato negli anni.
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Messaggioda Fabio25 » gio 29 nov, 2018 13:58

Roland ha scritto:Con tutto il rispetto per le esperienze personali, mi permetto di avanzare il dubbio che il giudizio indulgente odierno, sia mediato dai ricordi di un periodo della vita di quando si era giovani e vivaci, entusiasti e spensierati, un periodo nel quale quasi “qualunque esperienza da cui si usciva sani e salvi” sarebbe stata ricordata come positiva.
In linea di principio che ciascuno dia il proprio contributo al funzionamento dello Stato e metta a disposizione la proprie energie e tempo per la difesa della collettività è giusto, imho. Ma se si innestano su questo l’obbligatorietà, l’esaltazione del corpo o della divisa, il bullismo, il nonnismo, il culto delle armi, la disciplina imposta come punizione, tutto questo si vanifica. In fondo sono stati qui ricordati gli assalti a fuoco e i sommergibili di cui difficilmente riesco a trovare una connotazione pacifica. Non è una critica a chi ha svolto il servizio li o ha fatto la naja negli incursori o nei parà sia chiaro, ricordo che a quell’età vi era anche tra coetanei un senso di competizione e di prova di coraggio.
Penso anch’io comunque che certi modelli siano in sé diseducativi, e il pretesto che un corpo militare serva per gli interventi in caso di calamità pubbliche, o per la lotta alla criminalita, mi pare strumentale. Serve si, ma ha eminentemente altri scopi, negarlo sarebbe stravolgerne il significato.
La giustificazione poi, che si avesse bisogno della naja per sancire il taglio del cordone ombelicale con la mamma e la famiglia, è anch’essa pretestuosa. In società meno mammone della nostra, a quell’età i giovani vanno via di casa per conto proprio, senza bisogno della chiamata alla leva. Anzi spesso essa è proferita dalla madre stessa: “leva le tende!”
Mi piace pensare che più il giovane si apre, viaggia, vede, conosce altre realtà, più diventa tollerante nei confronti di altre culture perchè ne capisce le ragioni e la ricchezza della diversità.
La naja può aver assolto in modo limitato questa funzione in passato, ma ora direi che se uno si vuole muovere ci sono strade e mezzi, se è sentita l’esigenza culturale... Il timore è semmai che poco sia stato fatto in questa direzione: l’”estraneo”, il commilitone “strano” che non rientrava a casa nei permessi, perchè doveva farsi 20 ore di treno, quello delle isole o delle valli sperdute del nord, che prima si prendeva in giro e poi magari diventava l’amico fidato, è solo un po’ piu lontano, non è piu quello col dialetto diverso, ma quello con la lingua o con la pelle diversa.
Se solo volessimo i modi per allacciare rapporti di amicizia con gente di cultura diversa ci sarebbero, vedi la rete, i traduttori e quant’altro. Manca la volontà.
Forse mancano proprio i giovani, ma è tutto relativo.

PS: Una volta dovetti fare delle misure in una casa di riposo. Entrai con il medico del lavoro e dei tecnici della allora Omnitel in una stanza a posizionare le antenne. Età media dei misuratori 40-45 anni, forse di piu.
Le ricoverate che erano nei loro 80-90 esclamarono: “Quanta bella gioventù!” :risata:

Non lo hai fatto il militare vero?
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Re: Naja ....

Messaggioda Dm » gio 29 nov, 2018 14:00

Come ho detto all'inizio la mia naja risale a quasi 50 anni fa e il mondo era decisamente diverso, ben pochi avevano esperienza di uscite da casa da soli, ricordo benissimo un mio compagno di sezione, classico bullotto romano, che alla sera aveva la lacrimuccia in tasca perchè gli mancava la sorella :shock:
Come destinazione finale, il sommergibile, è stata una mia scelta un po' per la curiosità dei 20 anni e un po' per la paga, praticamente il triplo di un parigrado non imbarcato :shock: . Mi considero fortunato perchè sono capitato in un gruppo dove non c'era nessun "esaltato/assatanato", tutti dei grandi professionisti nel lavoro ma pronti a ridere e scherzare, logicamente nelle esercitazioni ci si impegnava al massimo, come nelle partite a carte: vincere fa sempre piacere ;-)
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Re: Naja ....

Messaggioda bafman » gio 29 nov, 2018 14:17

Roland ha scritto: il pretesto che un corpo militare serva per gli interventi in caso di calamità pubbliche, o per la lotta alla criminalita, mi pare strumentale. Serve si, ma ha eminentemente altri scopi
irrinunciabili.
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Re: Naja ....

Messaggioda Roland » gio 29 nov, 2018 15:24

Bullnose ha scritto:Onestamente non vedo per niente l'esigenza di gente con la pelle diversa in Italia. Ho abitato in posti dove il cosiddetto multiculturalismo è diffuso e onestamente non ci trovo nulla di.buono è positivo. Il solito mantra dei mondialisti che vogliono distruggere le popolazioni autoctone europee per importare nuovi schiavi disposti a vivere con poco a beneficio di chi è già superricco. Onestamente non accetto più questi discorsi, da parte mia mi impegnerò a lottare contro il cosiddetto multiculturalismo negativo sia per noi che per i colorati.


Il multiculturalismo per conto mio è una conseguenza di come noi occidentali abbiamo organizzato il mondo, loro non hanno conoscenza di mantra buonisti o kattivisti, vengono e basta perchè vedono l’occidente dei balocchi e perchè scappano dai territori devastati con la nostra indifferenza e complicita. E indifferente che ci piaccia o no, la gente verrà per “osmosi”, perchè viaggiare è sempre piu alla portata, perchè anche noi abbiamo creato differenze spaventose di ricchezza, perchè l’occidente ha depredato quei paesi di materie prime e di schiavi, abbiamo dato armi e seminato zizzania ed ora rifiliamo loro pure le nostre scorie e i rifiuti tossici. Perchè per cambiare tv e auto ogni anno abbiamo mezzo distrutto il pianeta ed i primi che subiranno le conseguenze del clima impazzito saranno loro.

I mondialisti non so chi siano ma non credo che ci sia bisogno di distruggere alcunchè in Europa. Siamo gia alla canna del gas, Confronta le curve demografiche nostre e della Nigeria. Noi tra 30 anni non ci saremo più. Allora l’unica possibilità che ci rimane è quella di assecondare il fenomeno e di mescolarci, e il tutto si trasformerà in una nuova popolazione in modo graduale. Mista, ok. come una volta vi erano i normanni e i greci. I romani hanno avuto persino un imperatore nero, e due millenni dopo ci spaventa il colore?
Spaventano solo se rinunciamo ad integrarli, e rimangono ai margini. Ma non sarà il colore, quanto la nostra incapacità di affrontare il problema.
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Re: Naja ....

Messaggioda Edo » gio 29 nov, 2018 15:38

Esonerato per motivi di famiglia, quando già mi avevano destinato agli Alpini...
Felice di averla scampata, ho cominciato a lavorare un anno prima e non mi son dovuto sorbire tutte le idiozie della naja: nonnismo e ubbidienza acritica in particolare.
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Re: Naja ....

Messaggioda Roland » gio 29 nov, 2018 15:54

Fabio25 ha scritto:
Non lo hai fatto il militare vero?


Infatti Fabio, avrei fatto tutto quanto nelle mie possibilità, legalmente s’intende, per evitare di farlo. Ma non c’è stato bisogno, ero orfano di madre e con il padre malato.
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Re: Naja ....

Messaggioda Bullnose » gio 29 nov, 2018 16:19

Roland ha scritto:
Bullnose ha scritto:Onestamente non vedo per niente l'esigenza di gente con la pelle diversa in Italia. Ho abitato in posti dove il cosiddetto multiculturalismo è diffuso e onestamente non ci trovo nulla di.buono è positivo. Il solito mantra dei mondialisti che vogliono distruggere le popolazioni autoctone europee per importare nuovi schiavi disposti a vivere con poco a beneficio di chi è già superricco. Onestamente non accetto più questi discorsi, da parte mia mi impegnerò a lottare contro il cosiddetto multiculturalismo negativo sia per noi che per i colorati.


Il multiculturalismo per conto mio è una conseguenza di come noi occidentali abbiamo organizzato il mondo, loro non hanno conoscenza di mantra buonisti o kattivisti, vengono e basta perchè vedono l’occidente dei balocchi e perchè scappano dai territori devastati con la nostra indifferenza e complicita. E indifferente che ci piaccia o no, la gente verrà per “osmosi”, perchè viaggiare è sempre piu alla portata, perchè anche noi abbiamo creato differenze spaventose di ricchezza, perchè l’occidente ha depredato quei paesi di materie prime e di schiavi, abbiamo dato armi e seminato zizzania ed ora rifiliamo loro pure le nostre scorie e i rifiuti tossici. Perchè per cambiare tv e auto ogni anno abbiamo mezzo distrutto il pianeta ed i primi che subiranno le conseguenze del clima impazzito saranno loro.

I mondialisti non so chi siano ma non credo che ci sia bisogno di distruggere alcunchè in Europa. Siamo gia alla canna del gas, Confronta le curve demografiche nostre e della Nigeria. Noi tra 30 anni non ci saremo più. Allora l’unica possibilità che ci rimane è quella di assecondare il fenomeno e di mescolarci, e il tutto si trasformerà in una nuova popolazione in modo graduale. Mista, ok. come una volta vi erano i normanni e i greci. I romani hanno avuto persino un imperatore nero, e due millenni dopo ci spaventa il colore?
Spaventano solo se rinunciamo ad integrarli, e rimangono ai margini. Ma non sarà il colore, quanto la nostra incapacità di affrontare il problema.


È quello che ci vogliono fare credere, il fenomeno è invece tranquillamente evitabile, basta prendere come riferimento i paesi del patto di visegrad per capire come fermare le invasioni. Per il resto io non mi sento responsabile di niente. Ne tantomeno devo scontare qualche colpa nei confronti del mondo. Comunque dopo aver vissuto in mezzo mondo, in paesi di tutti i colori, in società molto multiculturali e non, sono giunto alla mia conclusione. Onestamente non ho trovato al mondo popolazioni come quelle europee dove trovi resilienza verso la durezza della vita, dedizione al lavoro e ai sacrifici, rispetto per le regole e per il prossimo. Ti assicuro che in alcuni paesi del mondo non sono cose scontate. Perciò mi voglio tenere la mia società, le.societa dove sono cresciuto, dove la gente lavorava sempre. Non una società estranea con gente che ti chiede soldi davanti a qualsiasi supermercato. Oppure dove i giovani sono costretti a andarsene e gli africani sono accolti con il tappeto rosso. Pensa tela come volete, queste sono le mie idee.
Ribadisco l emigrazione dall Africa crea danni prima di tutto a loro.
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