vermiglio ha scritto:Ciao! Bella realizzazione, complimenti! Se ti va, spiegaci come è nata l'idea e il significato del lavoro....
Un saluto
Marco
Vi ringrazio per i complimenti, me ne posso prendere solo una parte, sono veramente da dividere in parti uguali con Fabio e Stefano.
Quello che forse interessa di più sul forum sono gli aspetti tecnici della realizzazione, ma prima mi sembra doveroso riportare qualche passaggio dal sito del premio per spiegare meglio cos’è ...
Francesco Arrigoni è stato un giornalista di grande rigore nel campo dell’enogastronomia, appassionato scalatore e cittadino impegnato nel sociale.
Il premio in suo onore è destinato a chi, nel campo dell’enogastronomia, abbia progettato e/o realizzato un’azione dal forte contenuto etico. Viene attribuito da una giuria composta dalla famiglia, da amici di Francesco e compagni di strada. Consiste in 5.000 euro e un oggetto artistico ogni anno diverso ma con tre caratteristiche fisse:
un pezzo di roccia, a ricordare la passione di Francesco per la montagna e le arrampicate
un cuore a ricordare la sua generosità (fino all’espianto degli organi) e la sua passione civile
qualcosa che spunta dalla roccia, forse una vite, perché gli uomini possono morire, le idee no: sono come semi, portati dal vento o dagli uomini di buona volontà.
Quest’anno è stato assegnato alla fondazione Ernesto Pellegrini Onlus per l’iniziativa di solidarietà chiamata Casa di Ruben: un ristorante destinato ai nuovi poveri. Un ristorante dove un pranzo completo costa un euro, bambini gratis. Trecento coperti al giorno.
Per quanto riguarda la realizzazione abbiamo utilizzato della pietra di sarnico per la base, da questa partono le radici di un albero dal tronco tortile e con la chioma a forma di cuore.
Tutto è stato ricavato da un unico pezzo di noce della Valcamonica che è stato prima tornito e scavato per dare la forma principale, poi scolpito con il dremel nella parte del tronco per riprodurre l’andamento tortile e traforato nella chioma con seghetto alternativo per creare le aperture. Infine è stato scolpito e rifinito a sgorbia nelle radici, nel tronco e nella parte bassa della chioma per accentuare l’effetto di nodosità.
Dalla base della chioma abbiamo fatto germogliare una pianta di vite: nel buco del midollo abbiamo inserito il gambo, un piccolo listello fatto prima bollire e quindi piegato per assumere una leggere forma a spirale, da cui parte una foglia intagliata in tiglio.
Anche i due viticci sono stati ricavati con l'uso di una vastringa dagli spigoli di un pezzo di tiglio.