Normativa ATEX Per I Laboratori

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Messaggioda seb87 » mer 29 nov, 2017 20:59

Domanda a chi ha un laboratorio, sarei curioso di vedere in quanti hanno seguito la normativa ATEX, soprattutto per quanto riguarda gli impianti elettrici.

Ovviamente chiedo a chi lavora di professione il legno :)
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » mer 29 nov, 2017 21:45

Perché atex? Le macchine non sono mica cablate atex!
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda seb87 » mer 29 nov, 2017 22:15

Arsenico ha scritto:Perché atex? Le macchine non sono mica cablate atex!



però l'impianto dovrebbe esserlo , o mi sbaglio ?

mi sto informando ma essendo ora troppe le spese di avvio ho rimandato al prossimo anno il progetto tecnico dell'impianto elettrico...
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda semanu » mer 29 nov, 2017 23:41

La Normativa Atex riguarda solo luoghi a maggior rischio di esplosione da non confondere con il maggior rischio in caso di incendio
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » mer 29 nov, 2017 23:43

semanu ha scritto:La Normativa Atex riguarda solo luoghi a maggior rischio di esplosione da non confondere con il maggior rischio in caso di incendio


esattamente.....se le cose non sono cambiate basta un impianto almeno IP55
Ultima modifica di Arsenico il mer 29 nov, 2017 23:44, modificato 1 volta in totale.
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda seb87 » mer 29 nov, 2017 23:44

Arsenico ha scritto:
semanu ha scritto:La Normativa Atex riguarda solo luoghi a maggior rischio di esplosione da non confondere con il maggior rischio in caso di incendio


esattamente.....


e le falegnamerie non lo sono ?

a leggere un documento dei pompieri di Trento ho trovato che le falegnamerie e relative polveri vengono classificate come altamente esplosive
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » gio 30 nov, 2017 00:05

il rischio di esplosione si ha negli ambienti dove si lavorano sostanze infiammabili e si hanno vapori delle stesse. Idem polveri secche etc. etc. ma l'atex serve specificatamente per evitare che i vapori di solventi, tipo alcool etc. penetrino dentro un quadro elettrico ed alla prima scintilla BOOOMMM!

Nelle falegmanerie il problema è dato dagli accumuli di segatura...così come pericolosa è la farina, ma un cablaggio ben fatto impedisce che tali polveri possano andare a contatto con una morsettiera oppure un relé.

Poi, se a Trento, i Vigili del Fuoco pretendono l'atex per l'impianto...allora vanno ricablate anche tutte le macchine e gli elettroutensili...pensa ad un motore a spazzole di una fresatrice....cosa pretendono che sia tutto pneumatico o con motori sigillati a trascinamento magnetico??
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda barone rosso » gio 30 nov, 2017 17:18

La valutazione ATEX va sempre fatta ai sensi del D.lgs 81/08, è un obbligo del datore di lavoro, nel documento devi fare una zonizzazione in base alle lavorazioni fatte, e stabilire se hai aree 0-1-2 o 20-21-22, dipende se polveri o gas (G-D) od entrambi
Nelle falegnamerie si fanno queste valutazioni, eccome, il tipo di impianto elettrico che salta fuori è proprio dal tipo di zonizzazione che il tecnico ha fatto,.
Infatti teoricamente prima si fa la zonizzazione dopodichè il progettista dell'impianto elettrico definisce i materiali da usare in base a questa valutazione, e non il contrario.
Per quanto riguarda le macchine la questione e il solito annoso problema, ovvero la normativa si divide sugli impianti e sulle macchine, sta al datore di lavoro in sede di richiesta di offerta specificare la zonizzazione, pertanto il costruttore predispone la tipologia di macchina adatta.
I sistemi per "abbassare" il rischio sono molti, cmq esistono molti macchinari così detti malamente "marchiati ATEX" cosi come molti impianti.
La maggior parte delle polveri è esplosiva peggio ri le condutrici, poi ovviamente dipende da vari fattori, dimensioni delle particelle, umidità aerazione etc, se volete divertirvi ci sono siti solo per atex europei o più di bocca buona esempi su scame, gewiss, palazzoli etc.
Il problema esiste non va mitizzato ma neanche sottovalutato. Cmq confermo per una SCIA o rich. di parere di conF i VVF chiedono questa valutazione così come il resto di alcune valutazioni obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, ci sono molti documenti pubblici proprio dei VVF, oltre che ISPESL
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » gio 30 nov, 2017 17:39

barone rosso ha scritto:La valutazione ATEX va sempre fatta ai sensi del D.lgs 81/08, è un obbligo del datore di lavoro, nel documento devi fare una zonizzazione in base alle lavorazioni fatte, e stabilire se hai aree 0-1-2 o 20-21-22, dipende se polveri o gas (G-D) od entrambi
Nelle falegnamerie si fanno queste valutazioni, eccome, il tipo di impianto elettrico che salta fuori è proprio dal tipo di zonizzazione che il tecnico ha fatto,.
Infatti teoricamente prima si fa la zonizzazione dopodichè il progettista dell'impianto elettrico definisce i materiali da usare in base a questa valutazione, e non il contrario.
Per quanto riguarda le macchine la questione e il solito annoso problema, ovvero la normativa si divide sugli impianti e sulle macchine, sta al datore di lavoro in sede di richiesta di offerta specificare la zonizzazione, pertanto il costruttore predispone la tipologia di macchina adatta.
I sistemi per "abbassare" il rischio sono molti, cmq esistono molti macchinari così detti malamente "marchiati ATEX" cosi come molti impianti.
La maggior parte delle polveri è esplosiva peggio ri le condutrici, poi ovviamente dipende da vari fattori, dimensioni delle particelle, umidità aerazione etc, se volete divertirvi ci sono siti solo per atex europei o più di bocca buona esempi su scame, gewiss, palazzoli etc.
Il problema esiste non va mitizzato ma neanche sottovalutato. Cmq confermo per una SCIA o rich. di parere di conF i VVF chiedono questa valutazione così come il resto di alcune valutazioni obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, ci sono molti documenti pubblici proprio dei VVF, oltre che ISPESL


Si tutto bello e tutto ganzo, ma dopo tutte le valutazioni del caso non mi sembra proprio che le falegnamerie moderne montino impianti atex.
Da me che si usano polveri e solventi tipo alcool etilico o isopropilico è bastato fare il carico massimo ospitabile nei reparti e si lavora a norme ip55, ip65 o ip44. Anzi, quando facemmo la pratica ci dissero che è inutile fare impianto atex e maccine no...o viceversa. In aree necessariamente atex, basta un cellulare per invalidare la protezione. Pertanto, al di la della valutazione del tecnico, a meno che non vi siano delle condizioni di lavoro pericolosissime , non coerenti con le attività ordinarie connesse al lavoro del falegname.....
Ultima modifica di Arsenico il gio 30 nov, 2017 17:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda barone rosso » gio 30 nov, 2017 17:59

appunto.... non esiste un impianto "atex" ma un impianto elettrico ad hoc, non confondere il grado di protezione con il tipo, atex vuol dire valutare costruire formare etc, ripeto fare la valutazione è un obbligo realizzar el'impianto secndo classificazione è un altro paio di maniche, dipende dalle aree le espansioni e mille altre cose.Infatti tu mescoli carichi di incendio, occupazioni, sostanze H226 da evaporazioni o sversamenti quindi G e polveri.
E' complesso come argomento, molto, ripeto obbligo è fare un avalutazione diverso e realizzar eun impianto.
Comunque nelle cosidette aree classificate e credimi ne ho parecchie, esistono cellulari, pc nomrati per ambienti particolari, idem i capi di abbigliamento scarpe etc, ma sei in ambienti per fortun aparticolari e quando non puoi utilizzare altri sistemi che quello. Un buon progettista zonista usa la testa e la norma per non far buttare i soldi ...ti basti pensare ch e25 anni fa le CT venivano tutte fatte obbligatoriamente in mannesmann a prescindere e senza motivo..adesso le fai in plastica od ocn condutture a vista.Anche le norme cambiano, spesso, per migliorie e studi più precisi.
A poli di Torino hanno stanze anecoiche solo per stabilire le movimentazioni particelllari di nubi pericolose. (G o D) e servono appunto per ridurre zone enormi come si faceva una volta, come dico nei corsi spesso devi avere la testa ATEX non l'impianto buona serata.
Cmq il lavoro del falegname, di una certa entità, ha zone pericolose, facilmente rimediabili, ma non dire che non esistono è un'errore grossolano
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » gio 30 nov, 2017 20:12

No non ci siamo capiti. Le falegnamerie hanno zone pericolose. Ma il laboratorio NON ha generalmente quei requisiti di pericolosità da esplosione tali da richiedere la normativa atex. Come datore di lavoro ho dovuto imparare a mie spese come gestire norme, icurezza ed intelligenza per evitare incidenti ma anche che per entrare nel bagno ci si debba mettere la tuta da artificiere.
Dimmi tu qunte falegnamerie conosci con limpianto in tutto il lab antideflagrante.
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda barone rosso » ven 01 dic, 2017 10:12

L'impianto antideflagrante è una vecchia dicitura della CEI 64/2 , ed era l'estrema ratio su zone particolari, potevi avere altre tipologie meno restrittive AD-FT , AD-SI etc, l'atex è un pò diversa, ripeto zonizzi e cerchi di ridurre il rischio, in ultima fase realizzi impianti particolari o con macchinari dedicati.
Il laboratorio ha zone "a rischio " che vanno valutate, (deposito vernici, solventi, resine, cabina/area di verniciatura, zon adi levigatura, impianto di apirazione polveri, condotti di aspirazione).
Detto questo non è detto che realizzi un impanto EX, questo è il suo nome, ma verifichi zonizzando scusami ma è un materia un pò ostica condivido solo sul fatto che molti faciloni nbanfano sparando a zero su impianti modello star trek non è così va valutato ogni volta e studiato, per capirci il vestito del sarto e quello di grossa distribuzione.
In ogni caso il piccolo laboratorio ha anche lui la possibilità di formazione di miscele esplosive, che questi poi non si inneschino è un 'altra cosa ma ci sono per forza, qiuesto non vuol dire usare impianti ex od altro ancora. Ripeto la testa atex e risolvi molti problemi
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Arsenico » ven 01 dic, 2017 11:44

barone rosso ha scritto:L'impianto antideflagrante è una vecchia dicitura della CEI 64/2 , ed era l'estrema ratio su zone particolari, potevi avere altre tipologie meno restrittive AD-FT , AD-SI etc, l'atex è un pò diversa, ripeto zonizzi e cerchi di ridurre il rischio, in ultima fase realizzi impianti particolari o con macchinari dedicati.
Il laboratorio ha zone "a rischio " che vanno valutate, (deposito vernici, solventi, resine, cabina/area di verniciatura, zon adi levigatura, impianto di apirazione polveri, condotti di aspirazione).
Detto questo non è detto che realizzi un impanto EX, questo è il suo nome, ma verifichi zonizzando scusami ma è un materia un pò ostica condivido solo sul fatto che molti faciloni nbanfano sparando a zero su impianti modello star trek non è così va valutato ogni volta e studiato, per capirci il vestito del sarto e quello di grossa distribuzione.
In ogni caso il piccolo laboratorio ha anche lui la possibilità di formazione di miscele esplosive, che questi poi non si inneschino è un 'altra cosa ma ci sono per forza, qiuesto non vuol dire usare impianti ex od altro ancora. Ripeto la testa atex e risolvi molti problemi


E questo è vero, perché il problema più grande è poi vedere laboratori 8non solo falegnamerie) in cui c'è gente che spalma metri quadri di mastice con la zibrocamin accesa etc. etc.

Credo che oltre la norma, veramente ostica, ci sia anche la necessità di una "sensibilizzazione" del singolo lavoratore, sopratutto chi lavora da solo e perciò si sente meno sotto l'occhio delle varie strutture di controllo (ASL, VVFF, NAS etc. etc.).

Personalmente a me fanno moltissima paura i sacchi pieni di segatura.
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda barone rosso » ven 01 dic, 2017 11:49

Bravo questo è il problema ma se lavori da solo non sei soggetto a niente perchè non si applica il D.lgs.81/08.....per cui libero di saltare in aria come vuoi :mryellow: :mryellow: :mryellow:
Fonte ispesl maggiori esplosioni da polvere in ambito domestico emilia-romagna perche fanno la pasta in casa e spesso hanno il caminetto.

https://www.youtube.com/watch?v=jXIPq7VnX1s&t=39s
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Re: Normativa ATEX Per I Laboratori

Messaggioda Giannone » ven 01 dic, 2017 12:03

Stamani mentre andavo su un lavoro ho visto gli operai di una ditta che montavano un ponteggio.
Vestitidi tutto punto, elmetti, imbragature, carrucola ecc.
Con loro l'ingegnere responsabile della sicurezza. Lo so perche lo conosco.
Sembrava il prototipo del lavoro ben fatto.
Peccato che ai piedi del ponteggio camminassero tranquillamente ruristi, scolaresche, postini, panettieri ecc ecc
E sia gli operai che l'ingegnere li ignoravano come fossero invulnerabili.
Io ho pensato subito alle Atex. "Guarda quell A TEX ta di c@zzo".
Ecco cosa ho pensato.
Ma che volerte sensibilizzare... é una battaglia persa.
Ultima modifica di Giannone il ven 01 dic, 2017 12:03, modificato 1 volta in totale.
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)
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