Domanda a chi ha un laboratorio, sarei curioso di vedere in quanti hanno seguito la normativa ATEX, soprattutto per quanto riguarda gli impianti elettrici.
Ovviamente chiedo a chi lavora di professione il legno :)
Arsenico ha scritto:Perché atex? Le macchine non sono mica cablate atex!
semanu ha scritto:La Normativa Atex riguarda solo luoghi a maggior rischio di esplosione da non confondere con il maggior rischio in caso di incendio
Arsenico ha scritto:semanu ha scritto:La Normativa Atex riguarda solo luoghi a maggior rischio di esplosione da non confondere con il maggior rischio in caso di incendio
esattamente.....
barone rosso ha scritto:La valutazione ATEX va sempre fatta ai sensi del D.lgs 81/08, è un obbligo del datore di lavoro, nel documento devi fare una zonizzazione in base alle lavorazioni fatte, e stabilire se hai aree 0-1-2 o 20-21-22, dipende se polveri o gas (G-D) od entrambi
Nelle falegnamerie si fanno queste valutazioni, eccome, il tipo di impianto elettrico che salta fuori è proprio dal tipo di zonizzazione che il tecnico ha fatto,.
Infatti teoricamente prima si fa la zonizzazione dopodichè il progettista dell'impianto elettrico definisce i materiali da usare in base a questa valutazione, e non il contrario.
Per quanto riguarda le macchine la questione e il solito annoso problema, ovvero la normativa si divide sugli impianti e sulle macchine, sta al datore di lavoro in sede di richiesta di offerta specificare la zonizzazione, pertanto il costruttore predispone la tipologia di macchina adatta.
I sistemi per "abbassare" il rischio sono molti, cmq esistono molti macchinari così detti malamente "marchiati ATEX" cosi come molti impianti.
La maggior parte delle polveri è esplosiva peggio ri le condutrici, poi ovviamente dipende da vari fattori, dimensioni delle particelle, umidità aerazione etc, se volete divertirvi ci sono siti solo per atex europei o più di bocca buona esempi su scame, gewiss, palazzoli etc.
Il problema esiste non va mitizzato ma neanche sottovalutato. Cmq confermo per una SCIA o rich. di parere di conF i VVF chiedono questa valutazione così come il resto di alcune valutazioni obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, ci sono molti documenti pubblici proprio dei VVF, oltre che ISPESL
barone rosso ha scritto:L'impianto antideflagrante è una vecchia dicitura della CEI 64/2 , ed era l'estrema ratio su zone particolari, potevi avere altre tipologie meno restrittive AD-FT , AD-SI etc, l'atex è un pò diversa, ripeto zonizzi e cerchi di ridurre il rischio, in ultima fase realizzi impianti particolari o con macchinari dedicati.
Il laboratorio ha zone "a rischio " che vanno valutate, (deposito vernici, solventi, resine, cabina/area di verniciatura, zon adi levigatura, impianto di apirazione polveri, condotti di aspirazione).
Detto questo non è detto che realizzi un impanto EX, questo è il suo nome, ma verifichi zonizzando scusami ma è un materia un pò ostica condivido solo sul fatto che molti faciloni nbanfano sparando a zero su impianti modello star trek non è così va valutato ogni volta e studiato, per capirci il vestito del sarto e quello di grossa distribuzione.
In ogni caso il piccolo laboratorio ha anche lui la possibilità di formazione di miscele esplosive, che questi poi non si inneschino è un 'altra cosa ma ci sono per forza, qiuesto non vuol dire usare impianti ex od altro ancora. Ripeto la testa atex e risolvi molti problemi