pier paolo masoni ha scritto:Arsenico, mi rendo conto che a causa dell'esiguo spazio di un blog il mio pensiero è facilmente fraintendibile. Non sono contrario alla scienza moderna o a sostanze in particolare. Che noi si sia bombardati da agenti chimici come non mai, questo è evidente, ma non sarebbe necessariamente un male se ne valesse la pena. È un discorso assai complesso che non vorrei assolutamente che invadesse la politica.Tenterò di sintetizzare. Non ho particolare avversione per i poveri glicoli! La mia avversione va a come viene usata la scienza. Per quasi due millenni è stata soffocata da un potere malsano. Nel 1633 Galileo deve smentire, per evitare il rogo, la teoria copernicana. Qualche anno prima era stato abbrustolito Giordano Bruno (se leggi i suoi scritti ti pare di leggere quelli di uno scienziato moderno!). È evidente che certi poteri condizionavano la scienza in un modo vergognoso portando la nostra società verso l'autodistruzione. E pensare che già nel 200 a.c. Eratostene, ottimo direttore della biblioteca e del museum, aveva misurato la lunghezza dell'equatore con un'approssimazione incredibile! La rivoluzione francese ha spostato l'asse del potere dando vita alla cosiddetta civiltà industriale. Ora, mi pare che nella sostanza non sia cambiato molto, se non nel valore dell'individuo che una volta era superiore a quello odierno. Ultimamente molti miei colleghi hanno variato il loro campo d'azione: dal restauro di opere antiche sono passati al restauro di opere moderne! Al Politecnico di Torino sono certi che un lavoro del futuro sarà il restauro del cemento armato e stanno allestendo appositi corsi! Gli artigiani del passato quando costruivano un mobile lo facevano per i contemporanei, ma non solo: doveva sopravvivere a loro e passare ai figli, ed ai figli dei figli. Ora si fa per l'oggi. Siamo arrivati al parossismo del ponte che deve stare su per il giorno dell'inaugurazione, poi se crolla non stupisce più nessuno, e chi ci muore sotto...non ha nemmeno più il tempo di incazzarsi! Capisco che un artigiano oggi sia pressato da un'infinità di incombenze ed il tempo diventi prezioso, e, quindi, sia portato ad usare certe vernici (per non parlare degli altri materiali, dal legno: quello di oggi in passato avrebbe dato il voltastomaco, a tutto ciò che ne consegue), ma ho l'impressione che si stia arrivando al parossismo dimenticando totalmente materiali e tecniche usati sino alla generazione scorsa, non tossici e duraturi. E, a conti fatti, economici. es.: cosa costa sverniciare e riverniciare degli infissi? Non sarebbe più economico verniciarli con dell'umile sano olio di lino come facevano i nostri nonni? Quando dopo 7 od 8 anni è esaurito basta ridarlo senza dover togliere bestemmiando i vecchi residui! Oltretutto, arrivando in Tunisia scopro che qua l'olio di lino costa al dettaglio € 3, ed è di gran lunga migliore di quello che si trova il Italia a € 19! Politiche dissennate hanno abbandonato a se stessi gli artigiani, lasciandoli in balia di fabbricanti che, ovviamente, fanno i propri interessi. Attenendoci soltanto alle vernici, sono convinto che con un po' di metodo i falegnami potrebbero verniciare con prodotti tradizionali atossici grossomodo con gli tessi tempi di produzione ed ottenendo esteticamente risultati migliori. Ma ciò non farebbe comodo ai fabbricanti che vendono anche grazie alla poca durabilità delle vernici.
qua non gli si puo dare torto di certo..dove mi trovo e´ ancora la prassi,cosi come ,nelle case storiche le pareti vengono verniciate con vernice a base d´uovo e olio di lino..
