TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Sezione dedicata agli argomenti relativi alla sicurezza nella pratica quotidiana dei nostri laboratori

Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Fabio25 » mar 21 mar, 2017 15:04

Edo ha scritto:
Fabio25 ha scritto:
Edo ha scritto:Ripropongo qui la mia risposta precedente, chiedendo agli esperti se le precauzioni da me seguite sono adeguate ai pericoli connessi con l'uso dei due prodotti:

Vernice all'acqua della Adler, l'Aqua-Top Antiscratch con il suo catalizzatore.
Maschera Airace con filtro P2 + filtro a carboni attivi, più la ventilazione forzata inserita, per garantire 6-8 ricambi ora....


Edo io non sono un esperto e quindi non prendere il mio. Suggerimento come certezza, ma ti dico solo di pensare ad una cabina di verniciatura a secco a norma, questa ha i carboni attivi che filtrano l aria verso l esterno, verso l esterno vuol dire verso gli esseri umani e se l impianto è stato appurato essere a norma e quindi sicuro, allora anche le tua mascherina è sicura.
Piuttosto assicurati che il carbone attivo sia ancora attivo, perché paradossalmente se dovesse essere scaduto e quindi esausto, allora proprio quello potrebbe portarti dei problemi, ho letto da qualche parte che in queste condizioni il carbone attivo può essere molto pericoloso.
Ma. Se vuoi avere la certezza che la. Tua mascherina sia adatta a proteggerti, dovresti visionare la. Scheda di sicurezza della vernice in questione, li dovresti trovare la. Risposta che cerchi


La scheda di sicurezza dice che se la ventilazione è insufficiente, bisogna usare una combinazione di filtri A2/P2.
Il filtro a carboni attivi dell'Airace è classificato come A2?

Non conosco questa mascherina mi spiace, ma nelle caratteristiche non riporta se è idonea o meno all utilizzo che ne devi fare?
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Edo » mar 21 mar, 2017 17:28

Fabio25 ha scritto:
Edo ha scritto:
Fabio25 ha scritto:
Edo ha scritto:Ripropongo qui la mia risposta precedente, chiedendo agli esperti se le precauzioni da me seguite sono adeguate ai pericoli connessi con l'uso dei due prodotti:

Vernice all'acqua della Adler, l'Aqua-Top Antiscratch con il suo catalizzatore.
Maschera Airace con filtro P2 + filtro a carboni attivi, più la ventilazione forzata inserita, per garantire 6-8 ricambi ora....


Edo io non sono un esperto e quindi non prendere il mio. Suggerimento come certezza, ma ti dico solo di pensare ad una cabina di verniciatura a secco a norma, questa ha i carboni attivi che filtrano l aria verso l esterno, verso l esterno vuol dire verso gli esseri umani e se l impianto è stato appurato essere a norma e quindi sicuro, allora anche le tua mascherina è sicura.
Piuttosto assicurati che il carbone attivo sia ancora attivo, perché paradossalmente se dovesse essere scaduto e quindi esausto, allora proprio quello potrebbe portarti dei problemi, ho letto da qualche parte che in queste condizioni il carbone attivo può essere molto pericoloso.
Ma. Se vuoi avere la certezza che la. Tua mascherina sia adatta a proteggerti, dovresti visionare la. Scheda di sicurezza della vernice in questione, li dovresti trovare la. Risposta che cerchi


La scheda di sicurezza dice che se la ventilazione è insufficiente, bisogna usare una combinazione di filtri A2/P2.
Il filtro a carboni attivi dell'Airace è classificato come A2?

Non conosco questa mascherina mi spiace, ma nelle caratteristiche non riporta se è idonea o meno all utilizzo che ne devi fare?


Dice che la combinazione filtro P2 + carboni attivi è adatta per vernici all'acqua a bassa
tossicità...
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda mikante » mar 21 mar, 2017 17:55

ragazzi ma le maschere fp3 non sono sufficenti?
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Edo » mar 21 mar, 2017 20:06

mikante ha scritto:ragazzi ma le maschere fp3 non sono sufficenti?


Quelle sono indicate per polveri da legni duri...
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda mikante » mar 21 mar, 2017 20:50

Sulle note della confezione delle mie macherine c'è scritto anche vapori.
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Ire_d » mar 21 mar, 2017 21:47

Trovo questa guida per la scelta della protezione delle vie respiratorie completa
http://www9.ulss.tv.it/Minisiti/spisal/assistenza.html
Ultima modifica di Ire_d il mar 21 mar, 2017 21:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda mastro stefano » mer 22 mar, 2017 08:30

Pierpaolo, Legnofilia è un forum di gente giovane e di altra che si sente giovane, di persone che supportano le discussioni con le loro esperienze professionali vere, per questo è giusto che tu ne faccia parte, se hai notato, l'argomento che hai aperto, procede in modo costruttivo.

Stefano
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda mikante » mer 22 mar, 2017 10:08

Ammazza Ire-d, qui c'è da studiare :mricy:
grazie!
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda pier paolo masoni » mer 22 mar, 2017 11:38

Sì, Mastro Stefano, ho notato la vivacità del forum. Si tratta di un argomento complesso che andrebbe trattato sotto molteplici ottiche. Vedo che è intervenuto qualche chimico. Vorrei porre qualche domanda:
1° a me risulta che della maggioranza dei glicoli si sa molto poco. Vero o falso?
2° quanto si sa delle interazioni fra glicoli ed altre sostanze chimiche?
3° che grado di isolamento dal legno offrono le vernici in base acqua? Spiego il concetto: le vernici filmanti sono nate nel '900 anche per un'esigenza igienica, cioè per isolare il legno dall'ambiente. In quell'epoca si era incominciato ad impregnare il legno con formaldeide (che, si sa, si rilascia lentamente nell'ambiente anche a distanza di anni. Sul fatto che tale prodotto è dannoso per la salute spero non ci siano obiezioni, dal momento che anche la comunità europea lo ammette.)
4° vorrei sapere se vi sono prove che i glicoli usati nelle vernici sono innocui.
5° vorrei sapere, dal momento che la durata di tali vernici è alquanto limitata nel tempo, dove finiscono tali residui?
Chiaro che si tratta di un argomento estremamente complesso che non si limita alla tossicità dei singoli componenti, ma si estende alla interazione con gli altri componenti chimici presenti nell'ambiente e nello smaltimento (qualcuno sciacqua l'attrezzatura nel lavandino!). Viviamo in ambienti estremamente inquinati. I nostri figli sono vittime di patologie che fino ad ieri erano molto rare. Nuove patologie aggrediscono i verniciatori. Eppure a tutti è capitato di sentir dire, nei colorifici italiani, frasi tipo “prendi la vernice all'acqua, chè non è tossica”. Per me, sin che non è provato che un componente chimico non è tossico, andrebbe considerato tossico, tanto più che esistono prodotti vernicianti migliori e decisamente non tossici. Capisco che molti professionisti hanno problemi di tempo di produzione e di facilità del lavoro, ma secondo me spesso tali problemi potrebbero essere superati dal metodo.
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Edo » mer 22 mar, 2017 11:42

Tanto per cominciare, dopo aver letto la scheda dati di sicurezza del catalizzatore usato per la vernice Aqua-Top Antiscratch, scopro che contiene Hexamethylen-1.6 diisocianat-Homopolymer Hydrophilic, aliphatic polyisocyanate cicloesildimetilammina diisocianato di esametilene...
Consigliano maschera protettiva A2/P2 e come ho già detto uso l'Airace con un filtro P2 + filtro a carboni attivi.
Qualcuno è in grado di dirmi se sono protetto adeguatamente?
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Arsenico » mer 22 mar, 2017 14:40

Provo a rispondere per quanto conosco io del settore farmaceutico cosmetico. Lascio poi il resto a chi è dentro il settore vernici etc.

pier paolo masoni ha scritto:Sì, Mastro Stefano, ho notato la vivacità del forum. Si tratta di un argomento complesso che andrebbe trattato sotto molteplici ottiche. Vedo che è intervenuto qualche chimico. Vorrei porre qualche domanda:
1° a me risulta che della maggioranza dei glicoli si sa molto poco. Vero o falso?
I glicoli sono polialcoli liqidi o solidi che vengono usati nella produzione di motlissimi cosmetici (dentifrici, creme), farmaceutici (pomate, compresse, supposte). Il loro impiego è molto comune e normalmente sono ben tollerati. La tossicità è più collegata al grado di purezza che al glicole. Un PEG "pharma grade" o "cosmetic grade" ha una certifciazione analitica che ne conferma l'assenza di sostanze pericolose. Usare il glicole per radiatori auto in un cosmetico.....è una frode perseguita. La tossicità nel caso farma/cosmesi è molto tenuta di conto dal momento che si parla di prodotti finiti che vanno a contatto con la pelle o addirittura ingeriti
2° quanto si sa delle interazioni fra glicoli ed altre sostanze chimiche?
non è una cosa a cui si può rispondere facilmente. I glicoli ed i poliglicoli son caten di idrocarburi (tipo la praraffina) che iniziano e finiscono con i due gruppi funzionali -OH degli alcoli. Non hanno pertanto reattività spiccata e si manipolano senza particolari precauzioni oltre lo standard (ho lavorato con PEG400, PEG4000 e glicoli più semplici, mai avuto problemi anche per contatto cutaneo).
3° che grado di isolamento dal legno offrono le vernici in base acqua? Spiego il concetto: le vernici filmanti sono nate nel '900 anche per un'esigenza igienica, cioè per isolare il legno dall'ambiente. In quell'epoca si era incominciato ad impregnare il legno con formaldeide (che, si sa, si rilascia lentamente nell'ambiente anche a distanza di anni. Sul fatto che tale prodotto è dannoso per la salute spero non ci siano obiezioni, dal momento che anche la comunità europea lo ammette.)
Si la formaldeide è stata riconosciuta come cancerogena. Non è un glicole ma un'aldeide.
4° vorrei sapere se vi sono prove che i glicoli usati nelle vernici sono innocui.
Non capisco questa attenzione ai glicoli, chimicamente parlando non sono una classe pericolosa nel senso stretto del termine (niente a che vedere con toluene, solventi clorurati etc), sarei molto più preoccupato dall'alcol metilico ed etilico le cui esalazioni sono estremamente tossiche, dai pigmenti ...sopratutto quelli di origine minerale di un tempo tipo il giallo di cadmio, il verde cromo, il cinabro, il bitume ed altri additivi (praticamente banditi dall'uso del presente). Le resine acriliche come le epossidiche sono ben tollerate. Probabilmente sono le impurezze e lì bisognerebbe sapere il grado di purezza delle materie prime. Ma si tratta di vernici per uso generico, quelle per impiego alimentare devono avere delle certificazioni che impongono al produttore (se è onesto) l'uso di materie prime idonee. Non so se esistono prove perché non è il mio campo. Da tossicologo però dico che la tossicità la fa la dose. Si parla di LD50, ovvero dose letale che causa il 50% di letalità dei soggetti trattati. Per esempio nell'uomo la LD50 della sassitossina (uno de iveleni più potenti) èdi circa 6 microgrammi per chilo di peso corporeo, ovvero per uccidere un uomo di 100 kg ne servono 0,6 mg. La LD 50 del glicole etilenico misurata per applicazione cutanea è di quasi 12grammi/kg....Ovvero per uccidere un coniglio lo devi praticamente immergere nel glicole. E questa era la tossicità acuta. Poi c'è quella cronica che si deve capire se si deve riferire all'operaio che manipola il prodotto o l'utilizzatore finale.......
5° vorrei sapere, dal momento che la durata di tali vernici è alquanto limitata nel tempo, dove finiscono tali residui?
Dove finiscono i residui di tutte le vernici. Poi i processi di degradazioni durante la vita del manufatto e dopo il dilavamento dovrebbero altresì decomporre in molecole più semplici i polimeri
Chiaro che si tratta di un argomento estremamente complesso che non si limita alla tossicità dei singoli componenti, ma si estende alla interazione con gli altri componenti chimici presenti nell'ambiente e nello smaltimento (qualcuno sciacqua l'attrezzatura nel lavandino!). Viviamo in ambienti estremamente inquinati. I nostri figli sono vittime di patologie che fino ad ieri erano molto rare. Nuove patologie aggrediscono i verniciatori. Eppure a tutti è capitato di sentir dire, nei colorifici italiani, frasi tipo “prendi la vernice all'acqua, chè non è tossica”. Per me, sin che non è provato che un componente chimico non è tossico, andrebbe considerato tossico, tanto più che esistono prodotti vernicianti migliori e decisamente non tossici. Capisco che molti professionisti hanno problemi di tempo di produzione e di facilità del lavoro, ma secondo me spesso tali problemi potrebbero essere superati dal metodo.

Partendo dal "dogma" che tutto fa male se usato male, credo infatti che la cosa migliore è fare tesoro dell'evoluzione delle conoscenze tossicologiche sul prodotto (interessante la storia del DDT....) ed adottare, senza farsi prendere dal panico, le protezioni adeguate. Verniciare senza le protezioni è un po' cercarsela. Come diceva il mio Prof. di Tossicologia....."tieni presente che non esiste una prodotto non tossico" se ti bevi in un sol colpo tre litri di purissima acqua di sorgente, entri in coma per lo squilibrio che generi nel tuo sangue.
Infine, tornando ai prodotti del passato.....una cosa mi permetto di aggiungerla....forse non sono conosciuti come tossici...perché ai tempi dell'uso di certe "ricette" non si era così tecnicamente evoluti e consapevoli per poter fare delle valutazioni tossicologiche
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda forUHMer » mer 22 mar, 2017 16:09

:inchino: :inchino:

Non sono un chimico, ma posso dire, avendo lavorato sull'esposizione umana ad agenti fisici, in accordo con il "paradosso" dell'acqua di sorgente, che la richiesta di una classificazione di sicura innocuità, è destinata a non trovare risposte in ambito scientifico.
Ad esempio lo IARC che cataloga le sostanze, gli agenti e le condizioni di esposizione in ragione della loro cancerogenicità, ha 5 classi. Una " sicuramente", una " probabilmente" una "possibilmente" cancerogeno, una "non classificabile" ed una "probabilmente non cancerogeno" ma nessuna "sicuramente non cancerogeno".
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda pier paolo masoni » mer 22 mar, 2017 23:02

Su alcune cose posso anche essere d'accordo con Arsenico, ma non certo sulla sicurezza di alcune sue affermazioni. La tossicologia è una scienza in continuo divenire. Per esempio ora verranno imposte nuove etichette basate su nuovi criteri (http://www.adnkronos.com/sostenibilita/world-in-progress/2015/05/29/dai-detergenti-alle-vernici-arrivo-nuovi-simboli-pericolo_PrzUIqm39QZvLDwqZ72nDM.html?refresh_ce ). Proprio l'altro giorno ho dovuto consolare una restauratrice biellese che accusa allergia all'acido benzoico e ad altri prodotti per i quali l'allergologo dice che non vi sono ancora i test allergologici. Se ho ben capito l'attenzione si è spostata su glicoli contenuti in una crema antiallergica contenente che le provoca sfoghi e gonfiore. Il problema è che siamo sottoposti ad una enorme esposizione e quindi siamo molto vulnerabili. Basta pensare all'enorme aumento delle allergie nei nostri figli. Inoltre non sono assolutamente d'accordo sulle poche conoscenze che si avevano nell'antichità. Le repubbliche marinare, per esempio (detentrici delle fabbricazione della biacca in tutt'Europa), conoscevano bene la tossicità del piombo, tanto che dislocavano le proprie fabbriche (vere e proprie industrie con catene di montaggio, tanto che la nobiltà organizzava dei tour per vederle) nel nordafrica, ovviamente per minimizzare in patria le conseguenze da intossicazione dovute al carbonato basico di piombo. Una cosa mi ha sempre impressionato e non ne ho mai trovato risposta: la biacca esiste da sempre; non si sa chi l'abbia inventata. Nell'antico Egitto era molto diffusa; era l'unico pigmento bianco conosciuto (a parte il gesso e la polvere di marmo, se vogliamo definirli pigmenti) e quindi l'unico pigmento base per la realizzazione di ogni pittura. Eppure la sua fabbricazione è piuttosto complessa. Il piombo deve reagire con vapori di acido acetico ed ammoniaca a temperatura costante. Eppure era già conosciuta in epoca precedente alle piramidi! E noi non abbiamo trovato nulla che la sostituisse sino alla metà dell'800, nonostante tutti i morti che provocava!
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda Arsenico » mer 22 mar, 2017 23:42

pier paolo masoni ha scritto:Su alcune cose posso anche essere d'accordo con Arsenico, ma non certo sulla sicurezza di alcune sue affermazioni. La tossicologia è una scienza in continuo divenire. Per esempio ora verranno imposte nuove etichette basate su nuovi criteri (http://www.adnkronos.com/sostenibilita/world-in-progress/2015/05/29/dai-detergenti-alle-vernici-arrivo-nuovi-simboli-pericolo_PrzUIqm39QZvLDwqZ72nDM.html?refresh_ce ). Proprio l'altro giorno ho dovuto consolare una restauratrice biellese che accusa allergia all'acido benzoico e ad altri prodotti per i quali l'allergologo dice che non vi sono ancora i test allergologici. Se ho ben capito l'attenzione si è spostata su glicoli contenuti in una crema antiallergica contenente che le provoca sfoghi e gonfiore. Il problema è che siamo sottoposti ad una enorme esposizione e quindi siamo molto vulnerabili. Basta pensare all'enorme aumento delle allergie nei nostri figli. Inoltre non sono assolutamente d'accordo sulle poche conoscenze che si avevano nell'antichità. Le repubbliche marinare, per esempio (detentrici delle fabbricazione della biacca in tutt'Europa), conoscevano bene la tossicità del piombo, tanto che dislocavano le proprie fabbriche (vere e proprie industrie con catene di montaggio, tanto che la nobiltà organizzava dei tour per vederle) nel nordafrica, ovviamente per minimizzare in patria le conseguenze da intossicazione dovute al carbonato basico di piombo. Una cosa mi ha sempre impressionato e non ne ho mai trovato risposta: la biacca esiste da sempre; non si sa chi l'abbia inventata. Nell'antico Egitto era molto diffusa; era l'unico pigmento bianco conosciuto (a parte il gesso e la polvere di marmo, se vogliamo definirli pigmenti) e quindi l'unico pigmento base per la realizzazione di ogni pittura. Eppure la sua fabbricazione è piuttosto complessa. Il piombo deve reagire con vapori di acido acetico ed ammoniaca a temperatura costante. Eppure era già conosciuta in epoca precedente alle piramidi! E noi non abbiamo trovato nulla che la sostituisse sino alla metà dell'800, nonostante tutti i morti che provocava!


Piano piano!

Ovvio che la tossicologia è in continuo divenire, così come la medicina e tutto il resto.
Io non difendo la sicurezza delle mie affermazioni, solo che siccome la tossicologia è il mio mestiere.....forse quello che dico, permettimi, non sono delle bischerate recuperate da wikipedia.

Altro esempio di scoperta relativamente recente di un "vecchio" prodotto come il benzene, usato per anni nel mastice da calzolaio, quello bello profumato (perché il benzene ha un buon odore), fu abbandonato a causa della leucemia.

Che il piombo fosse tossico lo sapevano fin dall'antichità, il saturnismo è una malattia nota da tempo e considera che la chimica inorganica risale a qualche millennio fa. La trasformazione di un sale idrosolubile di piombo (acetato di piombo) in biacca non ha niente di misterioso o magico e molti erano i metodi per carbonatare un sale di piombo.
Gli arabi conoscevano già la sintesi dell'acido nitrico. La chimica inorganica è molto più semplice perché se mescoli A con B otterrai sempre C indipendentemente dalle condizioni. Nella chimica organica una mia carissima amica ha fatto la tesi sui prodotti di condensazione ottenuti, come novità nel lab, semplicemente perché da nuova arrivata aveva invertito l'aggiunta dei reagenti nell'ambito di una condensazione eterociclica ....... :mryellow:

La restauratrice chissà a cosa è diventata sensibile, i glicoli, la trietanolammina persente nelle emulsioni delle creme? Chi lo sa.
Un tempo si faceva meno attenzione e si era più esposti al contatto con sostanze chimiche altamente tossiche o cancerogene.



Ma tu sei proprio sicuro che oggi TUTTI i prodotti "moderni", come stai velatamente continuando a sostenere, sono tossici e frutto di chissà quale frode o inconsapevolezza?

Come mai tanta avversione per i glicoli?

Che ne pensi della glicerina?
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Re: TOSSICITà DELLE VERNICI ALL'ACQUA

Messaggioda pier paolo masoni » gio 23 mar, 2017 22:31

Arsenico, mi rendo conto che a causa dell'esiguo spazio di un blog il mio pensiero è facilmente fraintendibile. Non sono contrario alla scienza moderna o a sostanze in particolare. Che noi si sia bombardati da agenti chimici come non mai, questo è evidente, ma non sarebbe necessariamente un male se ne valesse la pena. È un discorso assai complesso che non vorrei assolutamente che invadesse la politica.Tenterò di sintetizzare. Non ho particolare avversione per i poveri glicoli! La mia avversione va a come viene usata la scienza. Per quasi due millenni è stata soffocata da un potere malsano. Nel 1633 Galileo deve smentire, per evitare il rogo, la teoria copernicana. Qualche anno prima era stato abbrustolito Giordano Bruno (se leggi i suoi scritti ti pare di leggere quelli di uno scienziato moderno!). È evidente che certi poteri condizionavano la scienza in un modo vergognoso portando la nostra società verso l'autodistruzione. E pensare che già nel 200 a.c. Eratostene, ottimo direttore della biblioteca e del museum, aveva misurato la lunghezza dell'equatore con un'approssimazione incredibile! La rivoluzione francese ha spostato l'asse del potere dando vita alla cosiddetta civiltà industriale. Ora, mi pare che nella sostanza non sia cambiato molto, se non nel valore dell'individuo che una volta era superiore a quello odierno. Ultimamente molti miei colleghi hanno variato il loro campo d'azione: dal restauro di opere antiche sono passati al restauro di opere moderne! Al Politecnico di Torino sono certi che un lavoro del futuro sarà il restauro del cemento armato e stanno allestendo appositi corsi! Gli artigiani del passato quando costruivano un mobile lo facevano per i contemporanei, ma non solo: doveva sopravvivere a loro e passare ai figli, ed ai figli dei figli. Ora si fa per l'oggi. Siamo arrivati al parossismo del ponte che deve stare su per il giorno dell'inaugurazione, poi se crolla non stupisce più nessuno, e chi ci muore sotto...non ha nemmeno più il tempo di incazzarsi! Capisco che un artigiano oggi sia pressato da un'infinità di incombenze ed il tempo diventi prezioso, e, quindi, sia portato ad usare certe vernici (per non parlare degli altri materiali, dal legno: quello di oggi in passato avrebbe dato il voltastomaco, a tutto ciò che ne consegue), ma ho l'impressione che si stia arrivando al parossismo dimenticando totalmente materiali e tecniche usati sino alla generazione scorsa, non tossici e duraturi. E, a conti fatti, economici. es.: cosa costa sverniciare e riverniciare degli infissi? Non sarebbe più economico verniciarli con dell'umile sano olio di lino come facevano i nostri nonni? Quando dopo 7 od 8 anni è esaurito basta ridarlo senza dover togliere bestemmiando i vecchi residui! Oltretutto, arrivando in Tunisia scopro che qua l'olio di lino costa al dettaglio € 3, ed è di gran lunga migliore di quello che si trova il Italia a € 19! Politiche dissennate hanno abbandonato a se stessi gli artigiani, lasciandoli in balia di fabbricanti che, ovviamente, fanno i propri interessi. Attenendoci soltanto alle vernici, sono convinto che con un po' di metodo i falegnami potrebbero verniciare con prodotti tradizionali atossici grossomodo con gli tessi tempi di produzione ed ottenendo esteticamente risultati migliori. Ma ciò non farebbe comodo ai fabbricanti che vendono anche grazie alla poca durabilità delle vernici.
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