Arsenico ha scritto:quando non esistevano le protezioni sulle linee elettriche andava peggio perché il cortocircuito perdurava fino a quando non si fondeva il punto più debole della linea (fusibile), cavo, etc, etc.
di solito erano presenti le "tabacchiere"', dei portafusibili ceramici nel quale era morsettato un filo in serie su ciascuna fase che in origine era "dimensionato" per assolvere la funzione di fusibile, ma, visto che era manomettibile dall'utilizzatore, vi erano dei furboni che per non dover fare più o meno frequentemente la sostituzione del pezzetto di filo, vi mettevano dentro un "paletto" ... "vedrai che così non ti salta più"
Per quanto riguarda il corto circuito la protezione ora è assicurata dal disgiuntore magnetico che "sgancia" in tempi rapidi (tra il decimo e il secondo) per correnti che vanno da 5 a 10 x il valore nominale di targa per il curva C. Tanto per stimare ll danno che può produrre un corto in un circuito domestico protetto da un 16C, una corrente di 100 A per 0.2 secondi, con 100 V sul punto di "corto", (sui conduttori dell'impianto possono, con 100 A, cadere 2V ogni metro quindi la tensione cala drasticamente sul punto di guasto) danno l'energia rilasciata prima dello sgancio: il prodotto dei tre = 2000 Joule, un valore notevole.
Se si immagina il corto prodotto da una forbice con 1 cmq di superficie della lama interessato dalla corrente (peso 1 grammo, capacità termica di 0.5 J/gC) in un tempo breve da poter trascurare la diffusione del calore, la temperatura crescerebbe di 2000/(0.5 x1) = 4000 gradi
"smaterializzazione" garantita!