mi sono dato una letta a un po' di materiale ed aggiungo qualche considerazione se interessa. la resa di una batteria al Pb dipende da una miriade di fattori. La capacità in Ah è un valore che assieme alla tensione, da il contenuto energetico. In realtà si tende ora a preferirvi la carica in Coulomb anche se 1 Ah = 3600 C e quindi si può fare una rapida equivalenza.
Non è un valore "assoluto" dipende anch'esso da molti parametri in primo luogo dalla velocita di scarica. es una 50 Ah in teoria fornisce 5A per 10 h o 50 per 1h. In pratica la seconda è "meno vera" in quanto piu richiedo corrente, piu la resistenza interna me ne porta via una parte che viene dissipata nella batteria e meno energia utile posso ricavare.
La tensione poi ha una curva di scarica che superata una certa soglia, non quantificabile esattamente dipende anch'essa da molti parametri, temperatura compresa, crolla molto velocemente per cui se io continuo a richiedere corrente costante, in brevissimo tempo la "prosciugo".
Questo punto di crollo è attorno ai 10-10.5V, Fino a quel punto la carica è gestibile, ma se vado avanti ancora e non ho un limitatore di corrente nella ricarica, la batteria con una tensione residua bassa e una resistenza altretttanto bassa può assorbire decine di A nella prima fase della ricarica. Questa corrente può indurre riscaldamento, evaporazione del liquido e vari altri effetti indesiderati.
Di qui "il danno" consistente in uno scadimento della qualità che si rifletterà in un numero residuo disponibile di cicli di ricarica inferiore e anche in un contenuto energetico altrettanto ridotto. Per questo motivo la carica a bordo "potrebbe" risultare più "a rischio" per la batteria e se l'alternatore è di vecchia concezione, anche per esso.
Il regolatore se nongestito da un elettronica "smart" potrebbe "dare tutto quello che ha" riscaldando se stesso l'alternatore e la batteria.
C'è da dire che questa fase dura pochi minuti, quindi o uno, constatata la scarica della batteria, la rimuove subito o se fa partire il mezzo per spostarlo con cavi o starter, tanto vale terminare la carica a bordo.
La caratteristica di carica non si sovrappone a quella di scarica ma rimane piu bassa ovvero è presente un isteresi che tutti noi conosciamo anche su alti tipi di batterie: il 20% residuo del telefono ad esempio se sta scendendo mi dura ancora un po', se ricarico apparentemente c'arriva di colpo ma se stacco a quel punto poi dura pochissimo.
Quindi riassumendo: secondo una mia interpretazione di quanto letto, che non ha la pretesa di essere accurata,
- è vero che una batteria scesa sotto una certa soglia (es 10.5 V) durerà meno.
-È vero che ad oggi la ricarica a bordo non presenta rischi per l'alternatore, se la batteria non è proprio totalmente a zero
- è vero che una carica a corrente costante non troppo elevata, quella da banco diciamo, contiene il danno arrecato ed è preferibile rispetto a quella a bordo, ma...
- è altresi vero che non si dovrebbe nemmeno tentare un avviamento di emergenza in quanto il danno se si produce avviene nei primi minuti, superati i quali la carica con l'alternatore non si discosta apprezzabilmente da quella da banco ma, naturalmente è molto più "comoda"
Spero di non avervi tediato e che anzi possa essere di qualche utilità. Ripeto: non è farina del mio sacco ma l'argomento mi interessa e ho cercato di fare un piccolo riassunto compilativo. Non me ne vogliate per la lunghezza
