da giacomo » mer 31 ago, 2016 11:09
Salve a tutti,
ho seguito questa discussione fin dall'inizio ma ho aspettato le prime vere critiche per inserirmi. Ovviamente ringrazio tutti per i complimenti e ancor di più quelli che hanno proposto i loro spunti di riflessione. Questo perché noi in redazione siamo i primi a ritenere che ogni nostro prodotto sia perfettibile.
La storia di questo speciale è stata a dir poco travagliata. Non potevamo rinunciare ai progetti perché sono l'elemento che da sempre ci contraddistingue e non potevamo escludere argomenti di carattere più generale e organizzativo perché altrimenti non avrebbe avuto senso parlare di speciale.
Il limite con cui subito abbiamo dovuto fare i conti è stato quello dello spazio. Già al primo elenco degli argomenti da trattare ci siamo accorti che la scelta sarebbe stata dolorosa. L'unica alternativa, se non volevamo rinunciare a nulla, sarebbe stata la pubblicazione di un manuale di almeno 250 pagine. Con costi e tempi ben lontani da quelli disponibili (l'idea di un super manuale è comunque sul desktop). Abbiamo quindi deciso di lavorare sul taglio degli articoli cercando, attraverso argomenti specifici, di cogliere gli aspetti generali. Faccio un esempio concreto: nella recensione della combinata siamo andati alla ricerca di tutti quegli elementi che devono essere valutati al momento dell'acquisto, come sicurezza, robustezza e, sopratutto, possibilità di effettuare in proprio le varie regolazioni. Ora, che ci si trovi di fronte ad una Felder, una Sicar o una Damato è del tutto indifferente. Basterà controllare se determinate caratteristiche sono state rispettate dal costruttore oppure no. E' altresì evidente che un confronto tra due combinate, se fatto in modo scrupoloso, avrebbe preso più della metà del numero.
Altro esempio sui materiali (eccezione sollevata da Pierwood): Questo argomento, da solo, meriterebbe un intero numero. E lo stesso dicasi per le finiture, l'affilatura e altri argomenti come gli strumenti manuali, l'uso dei singoli macchinari e l'autocostruzione.
C'è poi un altro elemento da considerare. Non tutti i nostri lettori sono al medesimo livello e molti, per chiamare in causa atlantis 1971, un banco Moravian non sanno cosa sia e nemmeno come usarlo. In questa ottica anche la proposta di un bel tool cabinet (che sarei stato ben felice di costruire perché ne ho un bisogno mortale!) ci è sembrata fin troppo specifica.
Quindi qual'è stata la discriminante per la scelta degli articoli da pubblicare e quelli (che pure erano pronti) da sacrificare? Per trarci da quest'impaccio ci siamo riletti le lettere degli ultimi 15 mesi scoprendo che chi ci segue ha esigenze più basilari. Oppure, ma questa è una mia interpretazione, che i lettori più professionali o skilled, per dirla all'americana, sono meno meno inclini a comunicare con noi.
Il rimedio, per il futuro, credo che sia solo nell'aumentare le occasioni di scambio e condivisione. In fondo LegnoLab è come un mobile costruito artigianalmente. Se il committente è parco nel fornire indicazioni avrà un buon prodotto ma non soddisfacente al 100%. Se, al contrario, ci metterà del suo e fornirà indicazioni precise, sarà difficile che rimanga scontento e anche l'artigiano avrà maggior soddisfazione.
Naturalmente, per i più intrepidi, c'è sempre la possibilità di scrivere articoli in prima persona. Non sarebbe la prima volta che un lettore, con la scusa di chiarire dei dubbi tecnici con me e con gli altri redattori, poi se ne esca con un progetto originale e completo. Per queste ed altre cose siamo sempre disponibili.
Per il momento non mi resta che ringraziarvi per l'attenzione. Se vorrete continuare questa conversazione parteciperò con piacere.
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giacomo il mer 31 ago, 2016 11:24, modificato 3 volte in totale.