

raoul ha scritto:A giudicare dalle venature si tratta di una conifera.
Se l'ingrigimento è naturale potrebbe essere anche larice ma non mi convince.
Un trattamento troppo drastico snaturerebbe la porta togliendole quelle tracce di vissuto che le danno senso e maturità.
I solchi verticali di cui parli sono quasi certamente la conseguenza del passare del tempo e delle intemperie sugli anelli di accrescimento.
In una conifera la parte di legno cresciuta durante l'estate in modo molto più rapido che non quella cresciuta in inverno è più morbida.
Di conseguenza col passare del tempo si " consuma " e crea quei solchi di cui parli.
E questa è una caratteristica da conservare.
Io propenderei per una buona spazzolata con una spazzola con setole di plastica, tipo lo scopettone per lavare per terra tanto per capirci usando poca acqua e al limite un detergente neutro blando.
Lasciala asciugare rigorosamente all'ombra e per la verniciatura mi limiterei ad un impregnante/finitura all'acqua trasparente che protegge più che bene ed è abbastanza facilmente eliminabile.
Eviterei vernici nitro, flatting ed altre cose del genere.
ferdo ha scritto:Grazie Snick, mi intriga questo prodotto derivato dal pino ma il colore marrone e il forte odore ( consigliano di usarlo solo all’esterno )non mi garba molto, quindi vado con l’impregnante all’acqua incolore per esterno, se avete consigli su qualche prodotto sono graditi, la Sayerlack indica che per l’esterno il loro prodotto deve essere colorato per la protezione dei raggi UV e io non vorrei alterare il colore esistente e non vorrei usare l’impregnante sintetico.
Fabio25 ha scritto:ferdo ha scritto:Grazie Snick, mi intriga questo prodotto derivato dal pino ma il colore marrone e il forte odore ( consigliano di usarlo solo all’esterno )non mi garba molto, quindi vado con l’impregnante all’acqua incolore per esterno, se avete consigli su qualche prodotto sono graditi, la Sayerlack indica che per l’esterno il loro prodotto deve essere colorato per la protezione dei raggi UV e io non vorrei alterare il colore esistente e non vorrei usare l’impregnante sintetico.
Ti piace l effetto grezzo per l esterno?, cioè 0gloss
Snickare ha scritto:ciao di nuovo,si ha un odore di affumicato (che dopo una settimanella va via comunque fino a togliersi del tutto o comunque a sentirsi solo da molto vicino..) e una colorazione piuttosto nera,piu che marrone..comunque tornando all´impregnante,mi sono trovato sempre bene con questo della Veleca quando ero in italia..leggi la scheda tecnica http://www.veleca.it/prodotti/?u=Vernici-legno-per-esterno&fuseaction=prodotti&idcategoria=1&titolo=XILOVAL#prod_4 dando comunque oltre a un impregnante normale,anche due mani di cerato,non dovresti averne di problemi..
Snickare ha scritto:quello e´ larice Ferdo,un legno piuttosto grasso che regge le intemperie alla grande e assume una colorazione un po argentata invecchiando..potresti anche impregnarlo con olio di lino crudo..il legno sembra in ottimo stato..
ferdo ha scritto:Fabio25 ha scritto:ferdo ha scritto:Grazie Snick, mi intriga questo prodotto derivato dal pino ma il colore marrone e il forte odore ( consigliano di usarlo solo all’esterno )non mi garba molto, quindi vado con l’impregnante all’acqua incolore per esterno, se avete consigli su qualche prodotto sono graditi, la Sayerlack indica che per l’esterno il loro prodotto deve essere colorato per la protezione dei raggi UV e io non vorrei alterare il colore esistente e non vorrei usare l’impregnante sintetico.
Ti piace l effetto grezzo per l esterno?, cioè 0gloss
Sarebbe il massimo, la Sayerlack fa questo prodotto 0 gloss AT0601/00 ma è per i mobili ,la mia porta ( ne ho 3 da restaurare ) come puoi vedere è di un colore che non capisco cosa hanno usato per verniciarla ( al tatto risulta morbida quasi scivolosa come se avessero usato olio tieni presente che ha più di 2 secoli sta tinta).