molto rapidamente, perchè stasera di tempo purtroppo ne ho poco e da domani continuo la parete attrezzata e la boiserie (finalmenteee!!!!)
allora... primo punto, il più importante:
Variare i giri del motore non comporta (entro certi limiti significativi) problemi, nè strutturali nè di durata o affidabilità.
Raddoppiare o arrivare a triplicare il numero di giri di un motore elettrico implica effettivamente doversi assicurare praticamente della bontà dei cuscinetti. Non esistono altri punti d'attrito, gli avvolgimenti non soffrono a dover andare a 120 o 130 Hz, gli cambia meno di zero.
Un giogo di deflessione di un tubo catodico (deflessione orizzontale) normalmente è costituito da due avvolgimenti opposti, a 180° l'uno dall'altro. La tensione circolante è intorno ai 50...70V, la corrente intorno ai 50...80 ampere (!) e la frequenza...
...
...anche 70.000 hz (70khz - "settantamila", non "centrotrenta") e... anche oltre (!) meno di 18.000 non si va MAI.
non vengono neanche mai raffreddati, non serve, non accade mai niente, di solito dopo molti anni si brucia il tubo catodico e si butta.
Nella mia esperienza ormai ben oltre che ventennale di progettazione e riparazione di apparati video, gli unici gioghi di deflessione rotti sono stati quelli che ho danneggiato io per tararli o per smontarli.
Mai visto uno bruciato o danneggiato per cavoli suoi.
Non esiste un "fuorigiri" come esiste in un motore a scoppio. In quest'ultimo, quando si supera il numero di giri massimo di progetto le molle di ritorno delle valvole superano il modulo di elasticità del loro progetto, tendendo a non far richiudere le valvole in tempo perchè l'azione è troppo repentina (!) si va incontro ad abbassamenti repentini di rendimento per perdita di compressione e alla fine a danneggiamento totale della testata perchè le vavole rimangono "giù" mentre sale il pistone, dal momento che le molle non fanno in tempo a ritirarle su. Ma in quel caso si adotta la distribuzione desmodromica, per tirare su le valvole di "botto" senza molle... in un motore elettrico tutto questo non esiste: esistono solo avvolgimenti nello statore, un indotto che può avere avvolgimenti a sua volta (ma non connessi elettricamente col resto del motore) e cuscinetti per supportare l'albero, uno avanti e uno dietro. Questi due sono implicati in discorsi di attrito ed eventuale danneggiamento. Se quelli vanno bene... fine della fiera (!)
Il discorso "rendimento del motore " è assolutamente corretto, ma qui il dicorso è macroscopico e molto più importante, oltre che semplice e lampante:
1) far girare un motore a 2840 giri, usando due pulegge in moltiplica (circa 2,3x) per ottenere 6000 giri ...(!);
2) far girare un motore a 6000 giri (entro certi limiti lavora anche meglio e in teoria dovrebbe durare di più perchè meglio raffreddato - i moderni cuscinetti sopportano regimi rotazionali di 30.000 giri flawless...) con piena coppia e potenza e trasferire tutto all'albero della tupie, 1:1, senza moltiplicare alcunchè...
facile-facile.
Tutte le tupie possiedono perlomeno 4...5...6 pulegge a diversi rapporti (cambio velocità, come i torni).
Invece di usare uno in forte moltiplica si sceglie con la cinghia un rapporto 1:1 e il gioco è fatto (meno di due minuti secchi).
La differenza è enorme, senza implicare qualsiasi altro ragionamento, è come viaggiare a 30 km /h in seconda o in quinta, con il vantaggio che a 6000 giri il motore elettrico può andare anche per anni di seguito.
cià
Rò.