nikigio ha scritto:Chicco ha scritto:parere mio:
le aziende di mobili tendono sempre a esagerare le qualità dei propri prodotti, spesso azzardano e decantano come massello mobili in cui di massello c'è ben poco, diciamo il minimo sindacale sotto forma di abete nei tamburati o piallaccio (e sempre se di piallaccio vero si tratti)
quindi se un'azienda scrive che sono piallacci, non ho motivo di dubitare che lo siano.
però.... però... però... guardando le foto (grazie per averle postate perchè dal link originale non riuscivo a fermare lo scroll ed era alquanto fastidioso), il dubbio mi viene.
onestamente non riesco a capirlo, non tanto dalle sedie (se si riuscisse a fare uno zoom come dio comanda ci toglieremmo il dubbio se è legno di testa o no), ma quanto dalla testiera del letto. caspita! impiallacciare l'interno di quelle fresate verticali mi sembra impresa antieconomica rispetto a una banale lavorazione al cnc direttamente su massello.
non riesco veramente a capirlo.
secondo me, se devi riprodurli, ti tieni il dubbio e procedi come meglio credi, tanto se la differenza non la capiamo noi, non la capirà nemmeno il committente.
se preferisci farlo in massello spendi di più in materiale ma impieghi molto meno tempo. al contrario prendi come diceva stefano il tranciato 20/10 e impiallacci tutto, ma quelle fresate...
Valuterò i costi...
Ma zioPelo deve spiegarci lo stesso come si fa!!! ed anche MastroStefano.
Quanti ne vendono di questi comodini?
20 copie all'anno?
Per questa piccola produzione, si può pensare di poter mettere lì un'operaio a farli quasi manualmente curando i materiali la strutturazione e i particolari distintivi? Per me si
Non so quanto costano ma un'idea ce l'ho.
Mettiamo il caso che i due modelli fotografati siano interamente in noce e per questo tutto lo scritto di quattro pagine salta, come farei a costruire un mobile con quei particolari distintivi usando il compensato e il lastronato?
I macchinari sono molto importanti, ma non sono quelli che supponiamo, alla Riva di Sarnico si usano tutt'oggi macchine generiche o specifiche come le trance e le cucitrici nel reparto impiallacciature, pantografi, circolari e presse sempre molto precise, l'attenzione sulla scelta dei materiali incluse le colle e le vernici.
La mia procedura è:
Taglio i compensato a misura, prendo le biglie di piallaccio, le refilo con la trancia e le cucio, le trancio in lunghezza facendo attenzione alla consecutività, vado alla pressa e facendo attenzione alla posizione delle giunte incollo i piallacci su faccia interna ed esterna, dopo dieci minuti tolgo dalla pressa e refilo il tutto, ora faccio gli smussi circolare, toupie, se ho la fresa inclinata perfetta è quasi meglio, ma anche la circolare con l'incisore, taglio i tre compensati con i gradi e impiallaccio teste e il filo con bostih o vinilica sempre se ho voglia di mettermi a predisporre un sistema con i morsetti, limo con la bastarda e mi preparo per la fresatura, freso anche gli innesti per l'assemblaggio fatti a lamello, toupie o domino, levigo l'interno e mi preparo per l'incollaggio, quindi inserisco il piano preparato in precedenza ed assemblo, volendo si potrebbero incollare solo alla fine i lastroni esterni
cosi facendo saldo molto meglio la giunta, levigo e vernicio.
Le tre erre dell'eccellenza lombarda e cioè Riva 1920, Riva cantieri e Rivadossi usanoper forza questi metodi, non vi sono grandi soluzioni ingegneristiche per trattare il legno.
Stefano
PS

Non chiedermi queste cose
