Non per fomentare polemiche, ma forse si sta facendo un po di confusione sulla questione del restauro. Premetto che non sono un professionista della materia ma solo un hobbista appasionato.
Esistono diversi tipo di restauro (e prego chi è più informato di me di correggermi quando dico castronerie). Un primo passo è la riparazione di un danno fatto in casa o da restauratori improvvisati, e qui si vedono le peggio cose. Vi faccio un esempio: prima di iniziare ad interessarmi delle materia in casa abbiamo dato ad un amico di famiglia una madia in abete verniciato che tenevamo in garage per essere restaurata. Premetto che il tipo in questione è un ex dipendente di un'ebanisteria e ci aveva già risistemato tutti gli infissi di casa con ottimi risultati.
Il risultato del "restauro" è stata un'abbondante carteggiata del mobile seguita da una mordenzatura (tintura) color noce. un angolo danneggiato del piano era stato segato via e sostituito con un pezzo di legno con la venatura a 45° rispetto al piano ed un vuoto esistente tappato con abbondante stucco ed un pezzo di multistrato incollato con la costa a vista.
Ho poi avuto modo di passare nella bottega del tipo che sta "restaurando" i mobili di tutto il paese a suon di carteggiatrice, mordente ed integrazioni "ad minchiam". Gli ho fatto presente che spatinando un mobile ne compromette in gran parte il valore e mi ha risposto che i suoi clienti li preferiscono così "rimessi a nuovo".
Questo è quello che solitamente viene considerato, oltre che un pessimo lavoro, un resauro "commerciale" finalizzato alla sola vendita del mobile senza alcun rispetto dello stesso.
Ci sono poi i restauratori (ed i clienti) per i quali il mobile deve tornare come nuovo e questi, che sono la maggioranza, sono abbastanza simili dei precedenti. In questi casi il pezzo dannegiato viene sostituito con uno nuvo senza pensarci su.
Diverso è quello che solitamente viene considerato un restauro "conservativo" dove quelli che sono gli acciacchi che il mobile ha collezionato nella siua vita sono mantenuti, i pezzi ammalorati conservati, rinforzati e se è il caso reintegrati con elementi quanto più simili e coevi oltre che lavorati spesso con gli stessi strumenti del tempo. In pratica tutti gli interventi effettuati dovrebbero essere completamente reversibili (e qui solitamente sorgono polemiche / diatribe a non finire tra gli addetti ai lavori).
E' un lavoro lungo, complesso e solitamente poco capito ed altrettanto poco remunerato; è però l'unico accettato (solitamente) dalle Sovrintendenze e dagli intenditori / antiquari.
Ovviamente è anche l'unico tipo di restauro applicabile a pezzi di alta epoca, dove un alvoro non fatto come si deve potrebbe vedere il "restauratore" chiamato a rispondere dei danni arrecati.
Scusate la lungaggine, la prossima volta mi imbavaglio!
Ch.