gpgsm ha scritto:Semplice e delicato, ha il fascino dell'oriente!
Grazie Max
Il lontano e il medio Oriente sono sempre fonte d'ispirazione;mentale prima che fisica.
Se ne avessi la possibilità credo che vagabonderei all'infinito in quei luoghi
gpgsm ha scritto:Semplice e delicato, ha il fascino dell'oriente!
corydoras ha scritto:Cecco ha scritto:corydoras ha scritto:Questa peró é la schiena! Dai, facci vedere l'altro lato!![]()
Hai ragione, c'è tanto lavoro su sto pezzo, e di quei lavori che è un attimo mandare tutto a quel paese!
Tu l'hai portata a casa!![]()
Ottimo lavoro!
Grazie Richard![]()
Nelle foto vedi entrambi i lati;il pezzo (come ha notato Pietro) è girato fra le due foto
E allora è Irino!ahahaha
traffichino ha scritto:eccomi qui, dopo il giusto tempo per guardarlo e riguardarlo (ho deciso che per certi tuoi lavori mi prenderò una pausa per deliberare, quindi ti dovrai abituare).
molto bello, fine, direi "elegantemente delicato"![]()
unico appunto è sul piede
immagino che sia quel che resta di una presa mandrino in compressione... certo per fare uno scavo in una "turbina" del genere (se ho capito bene), ci vuole una bella presa mandrino....
ma sull'oggetto finito non mi dice un gran che...
troppo alto e/o troppo stretto, nel senso che in prima battuata avrei detto "sicuramente da levare", riguardandolo però, poteva starci anche un piede più basso ( 1/3 dell'altezza attuale) e più largo, quasi a lambire il profilo del vaso
comunque siamo sempre e solo sui gusti perssonali ...
sulla tecnica non potrei![]()
Sono d'accordo con te... forse sbagli.Odisseus ha scritto:Forse sbaglio, ma alcune cose a mio avviso non dovrebbero essere analizzate con dettaglio microscopico.
E' un po' come l'esploso di un macchinario. Vedi tanti pezzi particolari, tecnicamente quotati con misure e tutto ma alla fine non ti danno la percezione della funzionalità della macchina.
Mi ricordo che al liceo affrontammo l'analisi strutturalistica de L'infinito di Leopardi. Il testo analizzato nelle sue parti (fonetica, semantica, ritmica ecc.), spulciato fin nei minimi particolari, ogni parola il suo senso, la sua ragion d'essere, il perché e il per come.
Ma L'INFINITO è un'altra cosa; ti piace perchè è bello, oggettivamente e soggettivamente bello: bello e basta, a prescindere se sia stata usata una metrica piuttosto che un'altra, una parola piuttosto che un'altra.
Perciò le creazioni di Cecco mi piacciono. Perché sono belle, oggettivamente belle, belle nel loro insieme. Credo che quando si guarda un oggetto d'arte non siano valutabili le scelte analitiche che hanno portato alla produzione (il piede, il non piede). E' l'insieme, l'oggetto tutto che parla.
Come diceva Totò, "a me... piace!"
Odisseus ha scritto:Perché no? Certo, potrebbe essere sbagliato.
Ma c'è una differenza tra "guardare" e "vedere", tra "ascoltare" e "sentire", tra "rammentare" e "ricordare"? Qual è?
Ooops, scusate, sono uscito fuori tema.
Volevo solo dire, anche nella risposta precedente, che il "lavoro" di Cecco mi piace molto.
mumu ha scritto:Sono d'accordo con te... forse sbagli.Odisseus ha scritto:Forse sbaglio, ma alcune cose a mio avviso non dovrebbero essere analizzate con dettaglio microscopico.
E' un po' come l'esploso di un macchinario. Vedi tanti pezzi particolari, tecnicamente quotati con misure e tutto ma alla fine non ti danno la percezione della funzionalità della macchina.
Mi ricordo che al liceo affrontammo l'analisi strutturalistica de L'infinito di Leopardi. Il testo analizzato nelle sue parti (fonetica, semantica, ritmica ecc.), spulciato fin nei minimi particolari, ogni parola il suo senso, la sua ragion d'essere, il perché e il per come.
Ma L'INFINITO è un'altra cosa; ti piace perchè è bello, oggettivamente e soggettivamente bello: bello e basta, a prescindere se sia stata usata una metrica piuttosto che un'altra, una parola piuttosto che un'altra.
Perciò le creazioni di Cecco mi piacciono. Perché sono belle, oggettivamente belle, belle nel loro insieme. Credo che quando si guarda un oggetto d'arte non siano valutabili le scelte analitiche che hanno portato alla produzione (il piede, il non piede). E' l'insieme, l'oggetto tutto che parla.
Come diceva Totò, "a me... piace!"
Odisseus ha scritto:Perché no? Certo, potrebbe essere sbagliato.
Ma c'è una differenza tra "guardare" e "vedere", tra "ascoltare" e "sentire", tra "rammentare" e "ricordare"? Qual è?
Ooops, scusate, sono uscito fuori tema.
Volevo solo dire, anche nella risposta precedente, che il "lavoro" di Cecco mi piace molto.
Odisseus ha scritto:
...nella valutazione di un'opera che è quella della non necessaria perfezione tecnica per un'opera bella.
... nessuno sta mettendo in discussione la tecnica, anzi... dubito che la tecnica di Cecco possa essere messa in discussione
ho provato a nasconderlo, ma non ti sembra che con il piede il "personaggio" è più slanciato, più elegante, più "precario", più rispondente al suo nome? Irina non ti rimanda alla mente una figura alta e slanciata, leggera ed elegante? Senza (piede) mi sembra che la figura diventi più tondeggiante, più matronale, con un altro nome, che so, "Giuditta".
in parte concordo... il "senza piede", probabilmente, avrebbe fatto sembrare il lavoro più "ordinario", con un profilo già visto, ma solo se non si considera tutto il lavoro di scultuta che c'è dietro e la difficoltà di tenere sul tornio due pale che girano in quel modo
Per il discorso dell'oggettivamente bello, io penso che esista....
forse, ma credo che un oggetto debba trasmettere qualcosa... stupore, fascino, senso di rillassatezza ma anche perplessità, dubbi .... non farti dire semplicemente che è bello e non deve essere necessariamente bello per darti emozioni... ma anche in questo Cecco è un artista