da vincenzo-92 » gio 17 mag, 2012 16:10
Si.. più che altro il raw è estremamente versatile per le modifiche che ti permette di fare poi sul pc.. e anche la macchinetta se scatti in raw non apporta delle modifiche alla foto.. Se ad esempio modifichi in un formato jpeg il bilanciamento del bianco, sarà quasi certamente un risultato disastroso (o almeno perdi molta qualità) mentre se la modifica la fai un raw la qualità rimane la stessa.. i raw ti permettono di modificare di più la foto senza dover perderne la qualità..
Qui c'è una bella spiegazione.. Io l ho trovata interessante, anche se un pò più tecnica aiuta a capire la differenza e se conviene o meno il RAW
L'occhio della gran parte delle macchine fotografiche digitali (ad esclusione di quelle basate su tecnologia Foveon) è costituito da un sensore digitale che legge le immagini attraverso un insieme di aree sensibili ai coloro rosso, verde e blue disposti secondo una combinazione denominata Bayer Pattern dal nome del suo inventore Bryce E. Bayer che lo realizzò per la prima volta nel 1976 alla Eastman Kodak.
Il Bayer Pattern combina un pixel rosso ed uno blu con 2 pixel verdi, ognuno di questi misura la rispettiva luce rossa, blue e verde secondo una scala di valori che va, nel caso di un sensore da 12 bit, da 0 a 4095.
Visto che le immagini catturate devono avere milioni di colori, è necessario passare dall'analisi delle singole intensità dei tre colori ad un immagine complessa attraverso una interpolazione (interpolazione Bayer) in cui vengono rilevate le intensità di un pixel relativamente ai valori di intensità di quelli adiacenti secondo i tre colori: alla fine ogni immagine sarà descritta da un insieme di pixel aventi i valori rosso, blue e verde più l'intensità di ognuno.
RAW, che significa letteralmente "grezzo", è il valore originale dei dati provenienti dalla matrice del sensore e che passano attraverso un convertitore da analogico a digitale.
Per avere una immagine compressa in JPEG dai dati RAW viene prima applicata l'amplificazione dei valori ISO attraverso la regolazione della sensibilità (con valori analoghi a quella della fotografia tradizionale)e poi l'interpolazione Bayer, , la regolazione del bianco, del contrasto e della saturazione e infine la compressione vera e propria prima della memorizzazione finale sulla scheda di memoria.
Nel caso di RAW questa serie di passaggi viene saltata e si passa dall'acquisizione del sensore direttamente al salvataggio sulla memoria flash con la regolazione della sensibilità e la registrazione dei dati dello scatto.
Come e' composto un archivio RAW?
L'archivio RAW è composta da due o tre parti: iMage Data, Meta Data e in molti casi anche anteprima JPEG.
- Image Data: la descrizione dell'immagine come viene rilevata dal Bayer Pattern per ogni colore: una immagine da 10 milioni di pixel sarà comporta da 2,5 milioni di pixel per il rosso, 2,5 per il blue e 5 milioni per il verde
- Meta Data: è la registrazione dello stato della fotocamera al momento dello scatto e include, apertura diaframma, velocità, regolazione ISO e tutta una serie di informazioni aggiuntive..
- Anteprima JPEG (si veda sotto)
Normalmente le immagini vengono salvate dagli utenti "consumer" sulle fotocamere in solo formato Jpeg perche' "pesano" di meno ed è più semplice maneggiarle per il poco spazio occupato e la buona qualità (a bassi interventi di compressione) che si ottiene. In questo caso ci si affida alla interpolazione realizzata dai progettisti della fotocamera.
Se salvate in formato RAW e volete rivedere l'immagine sul computer dovete effettuare la conversione con un software che applica l'interpolazione Bayer secondo algoritmi decisi dallo sviluppatore che puo' essere il produttore della fotocamera stessa o una terza parte come Adobe o Apple.
Importante è, oltre alla qualità dell'algoritmo di conversione, anche la correttezza del profilo colore sia della fotocamera che del dispositivo di riproduzione che può essere un monitor di controllo o una stampante.
Perché scattare in formato RAW?
Perché come già detto, siete in grado di gestire l'immagine come vi arriva, senza interpolazione e compressione e siete in grado di apportare tutte le modifiche in un tempo successivo mantenendo tutte le informazioni che sono state catturate dal sensore nel momento dello scatto senza che venga efettuato l'intervento di interpolazione del convertitore interno della macchina fotografica .
Spetterà al vostro software o a diversi software l'interpretazione dei dati e il loro rendering finale per l'uscita su schermo o in stampa.
Il formato RAW è ottimo anche per la successiva conversione in formato TIFF per la stampa. TIFF gestisce le immagini non compresse a 16 o 8 bit (ovviamente i 16 bit "contengono" i 12 o 16 bit del RAW data) e permette di salvarle su disco e passarlo alle operazioni di prestampa e stampa anche in un formato LossLess, in pratica senza perdita di informazioni contrariamente a quello che avviene con JPEG.
Lo svantaggio di scattare e poi visualizzare gli archivi registrati formato RAW è che la fase di postproduzione richiede tempo ed un hardware veloce ed efficiente perché, specialmente se si trattano immagini in quantità, per ognuna devono essere calcolati i valori corretti di esposizione, bilanciamento e livello colore.
Nello stesso tempo però, se il software lo permette (come nel caso di Apple Aperture) possono essere applicati valori di correzione simili a gruppi omogenei di foto come ad esempio una serie di scatti di soggetti in studio nelle stesse condizioni di luce ma in diverse pose del soggetto stesso.
Nelle fotocamere digitali piu' recenti potete effettuare uno scatto con la registrazione contemporanea di una immagine RAW e una JPEG della stessa inquadratura rendendo la manipolazione successiva più semplice o più accurata a vostra scelta. Ovviamente questo comporta un aumento dello spazio occupato sulla memoria flash ma rende più versatile l'utilizzazione dei vostri scatti potendo gestire rapidamente la preview o manipolare i dati grezzi per successive rielaborazioni.
Infine alcune note aggiuntive inviateci dal nostro lettore Giorgio Pedretti.
- I dati catturati dal sensore in forma grezza sono riferiti alla sola luminanza, cioè non ancora elaborati e convertiti in RGB:. è un grande vantaggio perché permette di comprimere senza perdita quest'unico dato, riducendo le dimensioni di un archivio Raw fino ad un terzo rispetto al derivato RGB a 16bit: grandi archivi ed agenzie, per esempio, conservano i dati Raw ed uno o più set di regolazioni, garantendo la più alta qualità, la possibilità di giovarsi di futuri sviluppi nei software di conversione, nel minor spazio di archiviazione. Su 100 immagini in formato 3F Imacon (.fff) il risparmio è pari a circa 8Gb
- Il formato raw non è libero, ma proprietario: non ne esiste uno solo, per cui spesso di parla "dei" raw. Già oggi è quasi impossibile leggere i primi raw apparsi sul mercato, perché le fotocamere sono obsolete, le case produttrici non sviluppano più i software e Camera Raw non le comprende.
-è in corso una vera e propria "Battaglia per il Raw", con produttori di fotocamere che cercano accordi commerciali direttamente con i produttori di sistemi operativi (caso Nikon-Adobe a vantaggio di Microsoft). Il formato Raw attira grossi investimenti. Apple conferma.
DNG di Adobe è un Raw che imbocca la strada dell'unificazione del formato. Ad oggi tra i produttori di fotocamere solo la Leica ha aderito.