Estintore In Laboratorio

Sezione dedicata agli argomenti relativi alla sicurezza nella pratica quotidiana dei nostri laboratori

Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Maurice » lun 14 nov, 2011 11:22

... estintore a mercurio ?
E' una battuta ? non l'avevo mai sentito , ma il mercurio dovrebbe essere un attimino tossico o sbaglio ...
ciao
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Pirfy » lun 14 nov, 2011 11:51

mi sono espresso male scusa.

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ha la valvolina di apertura al mercurio! appena l'ambiente supera una certa temperatura ...la valvola si apre!
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Maurice » lun 14 nov, 2011 12:03

ah , quindi il mercurio è quello del termometro .
Beh , avevo immaginato che non fosse un estintore che ti allagava il lab di mercurio , mi aveva incuriosito il nome .
Grazie
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda AlbertoA » lun 14 nov, 2011 12:50

I bleeder... ma a cosa sono? A secco?
Ciao,
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Pirfy » lun 14 nov, 2011 12:54

a liquido.
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda POMI » lun 14 nov, 2011 18:54

Artista, si sa che le assicurazioni sono fatte per le assicurazioni e non per gli assicurati. A volte bisogna dare un'occhiata alla polizza per verificare se il danno viene coperto anche in caso di tumulti, ecc. Devo dire che rispetto a quando ero ragazzo che non c'era l'RCA obbligatoria, il fatto che quando ti capita qualcosa e l'altro conducente sia assicurato ti dà una certa tranquillità, non porterai a casa tutto ma almeno ti salvi. La reticenza dello Stato è questa: fino a che l'Europa non ci ha messo in mora abbiamo cercato di scansarla (anche se tra Codice civile e D. 1124/1965, l'INAIL è stato fondato nel 1933 al tempo di Benito, le norme c'erano già). Il D.Lgs.626/94 ha reso l'obbligo formale in quanto devi fare la valutazione del rischio, avere il medico competente, ecc.. Trattandosi di normativa europea, va detto, che questi sono adempimenti presenti anche negli altri stati comunitari. Solo che noi siamo partiti con 50 anni di ritardo, e la sicurezza non è solo dare i DPI o la formazione, ma analizzare i processi lavorativi dal punto di vista dei diversi tipi di efficienza. Le normative restrittive hanno avuto sempre una funzione di stimolo rispetto al settore di applicazione. Proviamo a fare un confronto tra una Panda diesel e una 1100 degli anni 50^. Sono le criticità ed i vincoli i veri motori del progresso. I vecchi capitalisti, per capirci quelli di cui parla Marx nel Capitale, facevano lavorare i bambini anche di 4/6 anni fino all'esaurimento (nell'Inghilterra del tempo c'era un corpo di ispettori che non si facevano piegare neanche dal potente di turno e relazionavano al parlamento inglese ed alla pubblica opinione sul reale stato di sfruttamento e degrado specie dei bambini e delle donne, si parla anche di 20 ore di lavoro al giorno) . Leggi successive hanno via via imposto una riduzione dell'orario lavorativo e un aumento dell'età di lavoro e nonostante questo la produttività un lavoratore odierno è enormemente più alta rispetto ad un suo collega del 1850, quindi, ribadisco che siamo noi che non vogliamo crescere (non le leggi sbagliate ma che magari potrebbero essere migliorate), anche perchè molti ragionano in termini di profitto immediato ed oltre a quello non vedono altro. Cordialmente Pierluigi
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda - » ven 20 gen, 2012 16:01

Normativa cita 150 m2 ogni estintore...perciò in un locale di 250 m2 due esintori.
Costo singolo estintore che affronti una volta sola 50,00 €/cad. , contratto annuale con controllo semestrale (la norma cita ogni 6 mesi) costo 25,00 € cad/uno.
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda vincenzo-92 » ven 20 gen, 2012 16:17

se si fanno 2 conti, conviene più un sistema a pioggia. L estintore dura 12 escondi appena, e se non sei bravo ad utiliszzarlo ne perdi 4 o 5 per capire dove direzionale il getto di polvere... Rimane poco per spegnere una macchina o una tavola. E mettiamo il caso che ci sia l impianto di aspirazione acceso e si incendia la pialla... non rimane molto.
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda - » ven 20 gen, 2012 17:07

Si parlava di estintori....e non di sistemi antincendio.
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda vincenzo-92 » ven 20 gen, 2012 17:58

Oltre all estintore non dovrebbe essere necessario l'addetto antincendio che ha frequentato apposito corso?
Mi pare che gli estintori possono essere sostituiti da impianti antincendio centralizzati, sempre tenendo conto del tipo di luogo in cui viene utilizzato. Sono meglio gli estintori a co2, più rapidi e più sicuri.
Quando feci il corso antincendio mi dissero una cosa del genere..
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Oreste » ven 20 gen, 2012 18:55

Davanti casa degli imbecilli diedero fuoco all'imondizia in un cassonetto.
Per spegnere quel piccolo incendio ho dovuto utilizzare ben tre estintori a polvere.
Alla fine presi con un secchio l'acqua del fiume che scorre vicino casa
Conclusione: quelli a polvere non sono affatto efficienti.


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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda Dm » ven 20 gen, 2012 20:22

Alcuni anni fa ho fatto il corso antincendio di primo livello in azienda. Se non ricordo male il miglior metoto antincendio per materie solide è l'acqua, l'estintore a polvere ha il vantaggio di essere polivalente: solidi, liquidi e, se non sbaglio, anche roba elettrica.
Quanto alla sua efficacia ci facevano spegnere il fuoco di una vasca di circa 1x2 metri con cherosene che bruciava, riuscivamo a spegnerla in pochissimi secondi tanto un estintore di quelli standard serviva per più spegnimenti.
Ho provato ad usare, senza fiamme, anche una manichetta: sembra un palo e bello pesante !!
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda troncarami » ven 20 gen, 2012 20:44

Mi sembrate un po confusi sugli estintori vi faccio un copia incolla che sono un po di corsa...

Tipi di fuoco [modifica:dbe88d2f]

A questo scopo sono stati definiti dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) dei tipi di fuoco, a seconda del tipo di combustibile. Vi sono quindi:

fuochi di classe A generati da combustibili solidi quali legno, carta, pelli, gomma e derivati, tessili, con l'esclusione dei metalli;
fuochi di classe B generati da combustibili liquidi, quali idrocarburi, alcol, solventi, oli minerali grassi, eteri, benzine e simili, e da solidi liquefabili;
fuochi di classe C generati da combustibili gassosi, quali idrogeno, metano, butano, acetilene, propilene;
fuochi di classe D generati da metalli combustibili quali potassio, sodio e loro leghe, magnesio, zinco, zirconio, titanio e alluminio in polvere. Essi bruciano sulla superficie metallica a temperatura molto elevata, spesso con fiamma brillante. Dal punto di vista normativo, non esiste un focolaio standard su cui eseguire prove per il riconoscimento della classe D, ma il costruttore dell'apparecchio deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, l'idoneità dell'estintore per questa classe di fuoco. Le norme ISO prevedono una classificazione più fine, che distingue ad esempio tra metalli liquidi e solidi.
fuochi di classe F (classe introdotta con la norma EN.2 del 2005) generati da oli e grassi in apparecchi per la cottura;

Se guardate sul vostro estintore ci sono di sicuro delle lettere A B C D seguite da die numeri che per dirla corta è l'efficenza sul tipo di materiale.

Per quel che riguarda gli estintori a CO2 non sono cosi malaccio sul legno ma di certo non vi danno la sicurezza di un polvere dove l'effetto è immediato perche agisce per separzione tra combustibile e comburente. Inoltre un estintore a Co2 buttato sulla segatura farebbe volare pezzi da tutte le parti.

Come avevo detto gia in un altro post gli estintori servono solo per piccoli principi d'incendio. Se la cosa degenera non cè nulla da fare se non una bella manichetta da 45 a getto frazionato.
Fate caso dove sono gli idranti vicino al vostro laboratorio (o garage che sia) e compratevi lancia e manichetta.

Scusate taglio corto che sono di fretta. Appena posso torno a chiarire qulache punto
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Re: Estintore In Laboratorio

Messaggioda iulio » gio 24 nov, 2016 17:27

Ciao,

riprendo io, in attesa dell'amico troncarami.

Tutto bene. Vi ho letto tutto !

Ma è anche vero che bisogna saperli usare gli estintori.
e non è certo così ovvio come appare.
Per una questione di educazione e cultura, io credo, non si argomenta prima sulle emergenze.

Quando non si ha l'obbligo di installare un certo tipo specifico di estintore ( polvere , schiuma),si farebbe bene a differenziare
il materiale estinguente.
Avete mai provato ad usare un estintore a polvere ?
Avete forse un' idea se l'estintore a polvere ha la valvola per modulare la quantità di estinguente ?
Avete una pallida idea di quanto duri un getto da un estintore( a polvere) di 2 kg. oppure 6 kg. ?
La durata è risulta insufficienza anche perchè non sempre si riesce ad indirizzare il getto alla base del fuoco !
Non sempre risulta sufficiente la manutenzione annuale dell'estintore (specialmente se a polvere): infatti sarebbe auspicabile ogni tanto, prenderlo in mano e scuoterlo per
far muovere all'interno la polvere. Sebbene il manometro segni una pressione buona, potrebbe succedere che la polvere non esca ! Pare incredibile !!!
Di questo e di altro ho argomentatao con il titolare di una ditta specializzata in sistemi antincendio.

Da ciò, ho ricavato:
1) con laboratorio in casa, quindi sempre custodito, io mi metto un estintore a CO2;
2) accanto all'estintore metto a diposizione immediata un paio di guanti, possibilmente di pelle.

Anche per il semplice e banale estintore sarebbe bene conoscerne l'uso e proprietà.
Al momento del fattaccio s'è in preda a lnervosismo eccitazione per il disatro.

La manica d'acqua sarebbe ideale per estinguere il fuoco di categoria A( legno e simil)i. Ma con fuoco fi segatura che proviene da una
macchina sottotensione ?
Poi nei laboratori professionali, aziende ed altro, la normativa prevale .

Saluti.
iulius
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