Legni Per Liuteria: I Palissandri

Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda Nyagatwa » sab 17 apr, 2010 10:46

Se nella costruzione di strumenti ad arco l’acero regna pressocchè incontrastato, gli strumenti a pizzico – e più in particolare le chitarre – sono il regno dei palissandri e degli altri legni duri.
In passato “il legno” per chitarra era il palissandro brazil, ora però divenuto raro e riservato soltanto a un piccolissimo numero di strumenti artigianali di grande pregio. Tutti i palissandri sono legni piuttosto duri e pesanti, che richiedono stagionatura lenta ed accurata. Non facilissimi da piegare (alcuni veramente ostici) e spesso di difficile incollaggio, conseguenza del contenuto di oli essenziali (a questo proposito è bene ricordarsi di sgrassare le superfici prima di procedere all’applicazione della colla). Tali difficoltà vengono però compensate con gli interessi dal suono che donano agli strumenti, sempre di livello elevato, e – in alcuni casi - assolutamente superbo.
Per la maggior parte hanno pori piuttosto aperti e richiedono una lucidatura prolungata e laboriosa.
Hanno quasi tutti odore piacevolmente rosaceo o floreale, non a caso in inglese sono detti “rosewood” (legno di rosa).

Ecco i Palissandri più diffusi e/o richiesti


• Dalbergia Baroni / Palissandro Madagascar
Come aspetto e qualità generali questo Palissandro può tranquillamente competere con il Palissandro Brazil. Tuttavia con una sua personalità di suono ben definita. Si lavora piuttosto bene nonostante la notevole durezza e si piega senza eccessive difficoltà (per essere un Palissandro, beninteso).
E’ raramente disponibile nelle larghezze necessarie per i fondi di chitarra e viene per lo più impiegato in fondi a tre o a quattro pezzi. La maggior fatica viene ampiamente compensata dalla qualità del suono di cui è capace.
Il colore è piuttosto vario, si va dal rosso-arancio, al rosso-bruno, al marrone, al marrone-porpora.


• Dalbergia Latifolia /Palissandro Indiano
E’ attualmente il legno più usato per chitarre di qualità. Soprattutto per le classiche. In questo ruolo ha sostituito il palissandro brazil che era la scelta quasi obbligata dei grandi liutai del passato. Rispetto a quest’ultimo ha minore densità e compattezza ma è più stabile e ha grana e venatura più omogenee. Inoltre è facilmente reperibile ed è ampiamente utilizzato per ombreggiare le piantagioni di the e caffè, cosa che lo rende una scelta ecologicamente sostenibile e ne mantiene il prezzo accessibile.
Si lavora senza particolari difficoltà, probabilmente il più facile da usare fra i vari palissandri, ma ha odore non sempre gradevole e richiede un po’ più tempo degli altri per la finitura e pulitura a gommalacca. Come per tutti i palissandri è’ preferibile sgrassare le superfici interessate prima dell’incollaggio.
Tende a dare agli strumenti un timbro caldo e robusto sia quando usato per le fasce e fondo che per il manico.


• Dalbergia Maritima / Ebano Viola / Bois de Rose
È una delle varie Dalbergie chiamata “bois de rose” si tratta di un legno entrato in uso in liuteria da tempo relativamente breve. Ha un colore che varia dal “borgogna” (hic!) a un nero con riflessi violacei. La densità è simile a quella del palissandro indiano (0,75-0,9) ma battendo con le dita esibisce un “tap tone” più aperto e brillante che impartisce anche agli strumenti.
Si lavora senza grossi problemi ed ha odore leggero e abbastanza gradevole. Tende comunque un po’ a scheggiare e non è facilissimo da piegare. Come per tutti i palissandri è’ preferibile sgrassare le superfici interessate prima dell’incollaggio. Non molto poroso, prende abbastanza facilmente una buona pulitura.
Personalmente lo trovo una valida alternativa per le fasce e per il fondo tanto per chitarre classiche che acustiche, con l’unico accorgimento di usarlo a spessori leggermente più alti (10% ca.) di quanto si faccia usualmente con i palissandri. Non ho esperienza (né notizie) del suo uso nella costruzione dei manici.


• Dalbergia Melanoxilon / African Blackwood / Ebano Mpingo
Il re degli ebani è in realtà un palissandro a tutti gli effetti.
Densissimo (1,2-1,4), rarissimo, costoso, difficile da lavorare al punto da richiedere lame di acciai particolari, è – abbastanza ovviamente – usato solo da pochi esperti liutai. Tuttavia - e nonostante la sua recente introduzione - è ormai considerato come il “sacro Graal” dei legni per liuteria.
Colore variabile dal cioccolato con venature evidenti a un nero quasi assoluto. Molto stabile una volta stagionato. Va stagionato però con molta attenzione per evitare che si spacchi o si deformi. Difficilissimo da piegare, tende a “temprarsi” durante il processo di piegatura, dunque è importante ottenere la curva giusta al primo tentativo. E’ comunque preferibile fare uso di forme per la sua lavorazione. In compenso ha un piacevolissimo profumo di fiori con una dominante di rosa selvatica e di viola e prende molto velocemente e facilmente una bella pulitura che dà risalto alla profondità della venatura, specie negli esemplari meno scuri.
Usato a spessori relativamente sottili ( -10-15 % ca.) rispetto agli altri palissandri, impartisce agli strumenti un timbro unico e praticamente indescrivibile che sembra capace di toccare le corde più viscerali dell’emozione.
Secondo Jeff Elliott e Cindy Burton – due dei primi liutai a usare questo legno per fare chitarre – “C’è tanta differenza tra l’African Blackwood e il Palissandro Brazil quanta ce n’é tra il Palissandro Brazil e quello Indiano”.


• Dalbergia Nigra / Palissandro Brazil
Molto più denso, duro e ostico da lavorare del palissandro indiano.
E’ ricercatissimo per gli strumenti di maggior pregio in virtù del suo “tap tone” cristallino e della conseguente limpidezza sui registri alti, unita al tipico calore comune a tutti i palissandri nei registri gravi e a un'ottima focalizzazione e separazione delle note.
Grandissima variabilità di colori e venature. Si va dal “rigatino” marrone scuro venato di nero a marroni chiari con sfumature di rosa e di verde. Piacevolissimo il profumo marcatamente rosaceo con note di vaniglia o altre orchidee.
Attualmente è una specie protetta inserita nelle liste CITES.
Richiede esperienza sia per la difficoltà nel piegarlo sia perché ci sono quasi sempre fori di insetti da chiudere e mascherare.
Tende a spaccarsi facilmente, dunque è bene fare grande attenzione all’umidità prima di procedere all’incollaggio delle catene.


• Dalbergia Retusa / Cocobolo
Più denso e pesante del Palissandro Brazil, ne è un ottimo sostituto per le caratteristiche timbriche molto simili. Tuttavia è particolarmente oleoso e richiede grande attenzione negli incollaggi.
Diffuso sulle coste del pacifico dal sud del messico a buona parte dell’America meridionale.
E’ un legno veramente bello, appena tagliato ha colore rosso-arancio con venature più scure e piuttosto nette. Con il tempo si ossida assumendo una calda tonalità rosso-mattone con venature quasi nere.
E’ facile da rifinire, si lavora particolarmente bene con le rasiere e prende una bellissima lucidatura.
E’ costoso e molto ricercato per strumenti di altissimo pregio. Purtroppo sta divenendo via via più raro.
E' la scelta di elezione di alcuni prestigiosi liutai (tra cui Jose Oribe) per gli strumenti di maggior pregio.
Have a bright day

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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » mar 27 apr, 2010 19:42

Se posso permettermi integrerei la perfetta descrizione con delle foto reali non prese da internet:

Pau violeto http://i42.tinypic.com/xpyna9.jpg

Cocobolo del Guatemala : http://i41.tinypic.com/2rnekit.jpgTop

Bois de Rose : http://i41.tinypic.com/fdccib.jpg

African Blackwood : http://i40.tinypic.com/25572iw.jpg

Palissandro Madagascar : Qui

Palissandro Indiano : Palissandro Indiano
Ultima modifica di solidbody il mar 27 apr, 2010 19:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda Nyagatwa » mar 27 apr, 2010 20:12

Ottima cosa, le foto sono di grande aiuto per capire meglio di che si parla ;-)
Have a bright day

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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » mar 11 mag, 2010 22:08

Altre foto di fondi e tastiere che ho sfettato sta sera:

http://i41.tinypic.com/o5dert.jpg

http://i39.tinypic.com/346l4kk.jpg

http://i42.tinypic.com/b85zjp.jpg

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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda Nyagatwa » mer 12 mag, 2010 07:24

solidbody ha scritto:Se posso permettermi integrerei la perfetta descrizione con delle foto reali non prese da internet:

Pau violeto http://i42.tinypic.com/xpyna9.jpg

Bois de Rose : http://i41.tinypic.com/fdccib.jpg



Aggiungiamo anche che il Pao Violeto è la Dalbergia Cearensis

e che sotto il nome commerciale di bois de rose vanno sia la Dalbergia Maritima (più scura)che la Dalbergia Frutescens (quella in foto)
Have a bright day

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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda Guido512 » mer 12 mag, 2010 07:48

Ho del palissandro santos del brasile Dalbergia Nigra. serve una foto?
Ultima modifica di Guido512 il mer 12 mag, 2010 07:49, modificato 2 volte in totale.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » mer 12 mag, 2010 11:27

Guido il santos non è un palissandro.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda sbuccino » lun 10 gen, 2011 22:13

Guido512 ha scritto:Ho del palissandro santos del brasile Dalbergia Nigra. serve una foto?


Maremma boia!!!
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda sbuccino » lun 10 gen, 2011 22:15

solidbody ha scritto:Guido il santos non è un palissandro.


e ti pareva !!! non ne azzecca mai una....mai una volta che faccia un fioretto e l'indovini.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » lun 10 gen, 2011 22:17

http://www.solidbody.it/solidbody_vecchio/rio.JPG

questo è Rio nelle due diverse colorazioni.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda sbuccino » lun 10 gen, 2011 22:23

ma il palissandro boliviano, è veramente un palissandro ?
Io ci faccio trottole, è un legno molto bello.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » lun 10 gen, 2011 22:24

Che io sappia il Palissandro Boliviano è l'altro nome per chiamare il Santos alias Pau ferro,che è una cesalpinea ferrea non una dalbergia.
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda sbuccino » lun 10 gen, 2011 22:34

Il pau ferro è il pau ferro,...io dico questo :http://www.mangore.net/bellucci-guitars-gallery.html
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » lun 10 gen, 2011 22:36

Non esiste un solo tipo di Pau ferro,infatto quello della chitarra è Pau ferro
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Re: Legni Per Liuteria: I Palissandri

Messaggioda solidbody » lun 10 gen, 2011 22:39

Bolivian Rosewood :

Botanic Name
Machaerium schleroxylon

Bolivian Rosewood, or "Morado" as it is more commonly known, is a dense, easily worked wood from Central and South America. Purplish tan in color and streaked with brown or black figure. Walnut like scent. Takes a beautiful natural polish.



In Italia,ma un po' ovunque si confonde spesso il Pau ferro con il Morado.
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