L'avevo depositata in un angolo del lab e per molto tempo è rimasta abbandonata lì,
senonché questa estate mi è venuta la curiosità di provare ad assemblarla.
Metto insieme i pezzi a disposizione e che scopro?
Manca una gamba, un elemento per collegare i raccordi delle gambe e 4 elementi torniti della spalliera.
Che faccio? Lascio perdere?
No, non si può rinunciare alla soddisfazione di ricostruire un oggetto, specialmente se la ricostruzione richiede la collaborazione del tornio.
Un tronchetto di noce lì vicino mi faceva l'occhiolino rivelandomi la sua disponibilità a fornirmi la quarta gamba.
Non è la stessa essenza, ma che importa!
L'attimo successivo il tronchetto giaceva sul tavolo operatorio per il taglio esatto.
Poi il tornio ... con copiatore a vista prosegue l'opera
e mi aiuta anche a modellare l'elemento di raccordo inferiore.
Ecco un primo assemblaggio a secco.
4 cilindri in faggio recuperati da un'altra sedia rottamata si offrono volontari per ricostruire la spalliera.
Siamo a buon punto, possiamo passare all'incollaggio; fisso prima con colla poliuretanica gli elementi inferiori e li tengo in pressione con una cinghia
Successivamente provvedo ad incollare gli elementi superiori della spalliera aiutandomi con qualche morsetto.
Ora mi resta da scartavetrare un pochino, uniformare la colorazione con una passata di mordente ad acqua color noce chiaro, passare il turapori e qualche mano di gommalacca, ma questo ve lo farò vedere più in là.
Il lavoro ha richiesto circa un mese perchè ho utilizzato i ritagli di tempo durante le mie visite a casa, spesso solo pochi minuti per volta.
Avevo altro da fare.

