poteva il ristorante di un estroso interprete del legno chiamarsi diversamente?
Probabimente no.
Il locale è un esposizione delle sue creazioni dai tavoli, agli orologi alle pareti alle torniture sulle mensole che caratterizzano l'ambiente molto accogliente
Il posto e' un paesino in Abruzzo tra le colline di ulivi e viti, la terrazza domina la valle incantevole. Lo chef è poliedrico, ........reinterpreta gli arrosticini col nome di tarlini, le deliziose focacce di antipasto sono fatte da lui, e una portata su tutte.... il cui nome la dice lunga, gocce d'oro e perle nere, e' da libidine.
Io me lo aspettavo che si sarebbe stati da re, ma ovviamente, essendo un amico legnofilo ci sono andato per reincontrarlo e passare una serata in compagnia.
Se non fossi stato pero' cosi' incantato dal livello di questa "osteria" non avrei scritto un messaggio che sembra una recensione....da guida michelin, piu' che da legnofilia.
Ma oltre a ringraziare l'amico, la moglie, le figlie e il fratello per la splendida serata mi chiedo: potevo non parlare delle gioie del palato, provate dal "tarlo"?
Se volete un consiglio, se passate diciamo nel raggio di 3-400 km cacciatevi nel suo "buco" ....... vale da tutti i punti di vista, legnoso e gustoso
Di chi tarlo parlo?


