riparz ha scritto:... per favore, in tutta serenità, trasparenza e pacatezza, mi aiutate a capire il perchè di quello che sta succedendo sul tema rifiuti o almeno quello che è il vostro punto di vista?
Ho tante domande in testa e ve ne riporto solo alcune:
1. come è possibile che si sia arrivati ad un punto simile?
2. le cattive amministrazioni vi sono in tutta Italia.. e nella Campania. Perchè solo a Napoli un tale casino?
3. i giornali dicono che non si vogliono termovalorizzatori. Perchè?
4. perchè i cittadini bloccano i camion di raccolta....
Vi giuro che dai telegiornali è difficile capire, quindi quale occasione migliore che chiedere direttamente a chi ci vive.
Ciao a tutti....
Mauro
Oggi sono rientrato a Napoli dopo una settimana di ferie; a dire il vero ho trovato la città con meno immondizia di altre volte, almeno dalle mie parti. Proverò ad affrontare, come fatto in passato, questo difficile argomento e di rispondere alle domande, sperando di chiarire almeno in parte ai dubbi.
La città di Napoli conta circa 1 milione di abitanti, anche se con l'interland si arriva fino a 5 milioni; nella regione Campania vi è un solo termovalorizzatore, con una produzione annua di circa 2,5 milioni di tonnellate di spazzatura all'anno; Milano conta circa 1,2 milioni di abitanti con una produzione di circa 5 milioni di tonnellate di spazzatura all'anno, in Lombardia vi sono 13 termovalorizzatori. Roma è a quota 2,5 milioni di abitanti e 3 termovalorizzatori nel Lazio.
Napoli è pertanto la 3a città d'Italia in quanto a popolazione, ma non quella che produce + immondizia, eppure l'emergenza rifiuti è una cosa che dura da sempre. Le motivazioni non sono misteriose, ma occorre tornare indietro nel tempo.
Quando circa 20 anni fa iniziò la realizzazione dei termovalorizzatori nelle varie regioni italiane, in Campania il ciclo si smaltimento dei rifiuti era controllato (come oggi) dalla criminalità organizzata, che si occupava di realizzare le discariche, vincere gli appalti per la raccolta, sversare ovunque (dentro e fuori le discariche) sia la spazzatura urbana che sostanze tossiche di provenienza dalle zone industriali (prevalentemente dal nord). La costruzione dei termovalorizzatori rappresentava un forte ridimensionamento di questa attività e pertanto venne fortemente osteggiata, grazie alle infiltrazioni nelle amministrazioni, che si preoccuparono di utilizzare i fondi statali per altri fini, come assunzioni di personale che di fatto non faceva nulla (mascherando la cosa come "ammortizzazione sociale"), consulenze miliardarie, mazzette e sempre nuove discariche. Negli anni le terre campane si sono letteralmente riempite di spazzatura, proveniente da tutta l'Italia, fino alla saturazione: oggi non si sa dove mettere questa immondizia. Le discariche sono ultrapiene e trovarne di altre è pressocchè impossibile.
Per gli stessi motivi la raccolta differenziata rappresenterebbe un forte ridimensionamento di questo ciclo di denaro, che fluisce dritto nelle tasche della criminalità. Fare la differenziata significa ridurre la quantità di spazzatura che va in discarica, con un calo di entrate monetarie per la camorra, che da decenni chiama la monnezza "oro nero".
Lo stato di emergenza è pertanto una situazione che non fa altro che convenire alla camorra: sommersi dalla spazzatura, pressati dai cittadini infuriati (spesso ad arte), si bussa sempre a soldi che lo stato passa alla Campania, per realizzare nuove discariche e arricchire sempre gli stessi. La camorra, infatti, da decenni pilota gli acquisti dei terreni dove realizzare le discariche, che vengono comprati a due euro e rivenduti allo stato a milioni di euro.
Spesso si sente dire che la colpa è dei napoletani, incivili, sporchi, trogloditi e terroni, che non fanno la differenziata. Se da una parte è vero, però, che nessuno fa la differenziata (di fatto sul territorio napoletano la media è sotto il 10%), mai si sono fatte politiche di educazione sociale, informazione dei cittadini. La TARSU è aumentata a dismisura negli ultimi anni (nel 2008 io ho pagato 452 euro, nel 2009 ne ho pagati 906, nel 2010 oltre 1000 per vivere immerso nella monnezza), senza nulla ottenere in cambio, nemmeno i sacchetti. Fare la differenziata è una impresa quasi impossibile anche per i + volenterosi: io ci combatto da anni, e alle volte veramente ti passa la voglia. Le campane per la raccolta sono pochissime, non vengono svuotate, sono difficili da raggiungere. I cittadini non sanno dove si butta il polistirolo, o le lampadine, o le pile usate, perché nessuno mai si è preso la briga di spiegarglielo. I centri di raccolta (le cosiddette isole) sono pochissime e lontane per molti: io raccolgo in casa una marea di polistirolo (ne ho riempito una cantina!!! ) perché l’isola ecologica dista da casa mia almeno 60 minuti di macchina, fa orari assurdi e ti permette di smaltire solo un piccolo quantitativo alla volta. Ai Colli Aminei, un quartiere di Napoli, da due anni il comune ha avviato la raccolta porta-a-porta sperimentale: ogni condominio è dotato di contenitori con il codice a barre che identifica il condominio ed il tipo di bidone, sono stati rimossi i cassonetti dalle strade, sono stati introdotti degli incentivi (dopo il superamento di una certa quota % la TARSU viene ridotta): in due anni la raccolta differenziata ha raggiunto l’80% e di spazzatura non se ne vede in strada nemmeno durante i periodi di emergenza! Questo significa che anche i trogloditi sono in grado di fare la differenziata se educati, messi in grado o semplicemente costretti.
Se la monnezza campana potesse parlare, avrebbe accenti di tutte le regioni, e se potesse tornare li da dove viene oggi il triangolo della morte non sarebbe ad Acerra (una delle zone a maggiore mortalità per cancro in Europa) ma a Cinisello Balsamo, i cassonetti stracolmi sarebbero sotto casa di Calderoli.
Ma la colpa non è solo della camorra.
La colpa è della classe politica, perché attraverso i politici passano i soldi che arrivano ai camorristi, perché in decenni non si è riusciti ad affrontare con un minimo (dico solo un minimo) di decenza e di rispetto per la salute dei cittadini un problema tanto serio. Si parla di emergenza sanitaria come un qualcosa che potrebbe verificarsi da un momento all’altro. L’emergenza sanitaria dura da anni, con una incidenza di malattie respiratorie, allergiche, infettive ed oncologiche che, se fossero ben censite e registrate, dovrebbero indurre all’evacuazione di tutta la regione. Napoli non è una città sporca, è lurida, è essa stessa una discarica: anche senza monnezza per le strade, tutto è terribilmente lercio, con ratti e blatte che si muovono indisturbati, veicolando malattie e arrecando danni incalcolabili. Da almeno dieci anni faccio da me derattizzazione e deblattizzazione, perché il comune se ne infischia (vedi i danni che i ratti hanno fatto ai miei alberi di limoni).
La colpa è dei magistrati, perché in decenni non hanno avviato una sola inchiesta, quando i crimini erano alla luce del sole: si sono dovuti trovare i sacchetti fuori la porta di casa per decidersi a fare qualcosa. Eppure in molti sapevano: io stesso ho avuto un paziente la cui famiglia era stata decimata da malattie oncologiche e che si occupava di smaltimento illecito di rifiuti urbani e tossici, ben prima che potessi leggere le stesse cose nel libro di Saviano. Se certe cose le sapevo io dove erano i magistrati?
La colpa è nostra, di noi napoletani, perché siamo tutti camorristi. Siamo camorristi quando compriamo il CD pirata o la borsa Luis Vitton falsa dal marocchino, siamo camorristi quando parcheggiamo sul marciapiede e diamo un euro al parcheggiatore abusivo quando ci sono le strisce blu libere, siamo camorristi quando ci rubiamo i tergicristalli dalla macchina affianco (alla 500 di mia moglie in due anni li hanno rubati 3 volte), siamo camorristi quando ce ne infischiamo di fare la differenziata, siamo camorristi quando parcheggiamo in doppia fila, siamo camorristi quando ci compriamo il tagliando dell’assicurazione fasullo pagandolo 100 euro, siamo camorristi quando pretendiamo dal medico un certificato fasullo (a me capita quasi tutti i giorni) per avere l’assegno di accompagnamento, siamo camorristi quando compriamo il pane dal carretto abusivo, siamo camorristi quando facciamo i lavori a casa nostra e paghiamo tutto a nero.
La verità è che siamo (e questa volta ce l’ho con tutti gli italiani) un popolo di 4 soldi, ed i politici ci rispecchiano in pieno. Ognuno di noi pensa di essere migliore di loro, ma in fondo le persone “sane” sono solo una % minore rispetto alla massa di arrivisti, approfittatori, incivili, maleducati, egoisti, senza rispetto per il bene comune.
Vivo nella città che reputo tra le + belle nel mondo, e lo dico avendo vissuto per un totale di 6 anni tra Stati Uniti, Parigi, Barcellona, Bruxelles, eppure lavoro per andare via da qui, anche in un altro paese, come hanno già fatto i fratelli di mia moglie, per far si che i miei figli vivano in modo decente. Sono incazzato nero, perché Napoli potrebbe essere un posto meraviglioso, vivere di solo turismo tutto l’anno tante sono le bellezze artistiche, architettoniche, culturali, paesaggistiche, storiche che ci sono nella regione, sommerse dalla monnezza e destinate a crollare nell’incuria.