Ma come si posizionerà la robinia sulla scala della durezza?
Ero convinto che il faggio fosse più duro, ma è solo la mia impressione.
Adesso ci devi far vedere una scraping plane
Ciao
Luca
Luca ha scritto:Complimenti Claudio anche da parte mia!
Ma come si posizionerà la robinia sulla scala della durezza?
Ero convinto che il faggio fosse più duro, ma è solo la mia impressione.
Adesso ci devi far vedere una scraping plane![]()
Ciao
Luca
AlbertoA ha scritto:Grazie Claudio! Bellissimo tutorial.
Fai venire voglia di costruirne una... Anzi... anche due o tre!
Della robinia ne ho, non l'avevo mai pensata per le pialle, è un legno molto duro, oleoso... Unico difetto è che tende a scheggiare... Da provare quindi! Non dire che hai difficoltà a trovarne... che dopo l'alianto è l'albero più invadente!
Ciao,
Alberto
Luca ha scritto:
Ma come si posizionerà la robinia sulla scala della durezza?
Ero convinto che il faggio fosse più duro, ma è solo la mia impressione.
Andrea ha scritto:Gli altri due fattori che la rendono, secondo me, ideale per le suole delle pialle, sono quelli accennati sopra: resistenza all'usura e "cerosità".
Andrea ha scritto:Ha un difetto, che io non ho mai riscontrato, ma mi fido di ciò che mi ha raccontato un vecchio falegname: anche dopo 20 o 30 anni di stagionatura, tende a storgersi.
Andrea ha scritto:Teoricamente, per via che è un legno a poro aperto, non sarebbe il più adatto per la suola delle pialle, perchè non si riescie a renderlo ben liscio.
Invece, secondo me, questi suoi microsolchi naturali la rendono simile ad una pialla metallica con la suola corrugata e quindi essendoci un minor contatto tra la pialla e il legno, scivola meglio.
Immagino che Christian riderà di questa mia affermazione visto che ne ho fatto una simile a proposito delle seghe arrugginite. :-)
mumu ha scritto:Un difetto però ce l'hanno: sono pieni di spine!
legnofilia ha scritto:Il tutorial è stato spostato in area contenuti: i riferimenti li trovate anche nel primo messaggio di questo topic.
Christian ha scritto:Se non ho capito male stiamo parlando della robinia pseudo acacia quella che qui da noi in dialetto è chiamata "caccìa".
Una pianta parecchio infestante, che se beccate la stagione delle pulizie a bordo strada, potreste recuperare in quantità.
Solitamente non sono mai grossi pezzi, perchè appunto vengono tagliate spesso.
Andrea ha scritto:Gli altri due fattori che la rendono, secondo me, ideale per le suole delle pialle, sono quelli accennati sopra: resistenza all'usura e "cerosità".
Quindi concordo.
Andrea ha scritto:Ha un difetto, che io non ho mai riscontrato, ma mi fido di ciò che mi ha raccontato un vecchio falegname: anche dopo 20 o 30 anni di stagionatura, tende a storgersi.
Anche qui, ma uno dei suoi problemi, se non ricordo male, è anche quello che tende a spaccare...
Andrea ha scritto:Teoricamente, per via che è un legno a poro aperto, non sarebbe il più adatto per la suola delle pialle, perchè non si riescie a renderlo ben liscio.
Invece, secondo me, questi suoi microsolchi naturali la rendono simile ad una pialla metallica con la suola corrugata e quindi essendoci un minor contatto tra la pialla e il legno, scivola meglio.
Immagino che Christian riderà di questa mia affermazione visto che ne ho fatto una simile a proposito delle seghe arrugginite. :-)
ac445ab ha scritto:Complimenti a Claudio per la realizzazione e il tutorial.
Mi piace la linea della tua pialla, mi ricorda una fuoriserie degli anni '30.