Per accette, asce e scuri ho una particolare attrazione, anche perché le utilizzo abbastanza regolarmente per prepararmi la legna per la stufa.
Lascerei parlare le - poche - immagini che ho fatto durante i vari passaggi. Integro solo qualche step che non ho fotografato.
In questi casi non ho schemi rigidi, mi affido volta per volta all'intuito del momento.
Condizioni iniziali:
Il vecchio manico risultava fortemente danneggiato ed evidentemente accorciato e rifissato - malamente - nel tempo. Non ho avuto dubbi sul fatto di rimuoverlo e rifarlo ex-novo. Ma ne parliamo dopo.
Prima mi sono dedicato alla pulizia della testa, che presentava un pesante strato di sporcizia e ruggine, sotto le quali ho trovato una importante corrosione superficiale (quelli che gli anglosassoni chiamano pitting se non sbaglio.
Nulla di problematico, comunque, per la funzionalità. mi ha richiesto solo un bel po' di lavoro di pulizia e abrasione con spazzole e carte.
Nel mezzo, una notte a bagno nell'aceto di vino per favorire ulteriormente la rimozione della ruggine.
Per il manico ho utilizzato un ritaglio di noce nazionale, esteticamente interessante per la presenza di una fascia scura. Non ho fatto foto della fase di disegno del manico, ho usato quello vecchio per abbozzare un profilo di massima, poi ho fatto ritocchi a mio gusto. Quindi sgrossatura alla sega a nastro, poi raspa grossa > vastringa > tela abrasiva.
La sede per la testa mi ha un po' impegnato perché ho voluto sagomarla per ospitare la caratteristica forma della testa stessa. Diciamo che è venuta benino... speravo in un risultato più preciso, ma visto che non parliamo di un bisturi da chirurgo, può andare.
Per il fissaggio della testa ho prima effettuato un taglio longitudinale con sega a mano con lama rip cut, in fondo al quale ho fatto un foto passante di 3 mm per mitigare il rischio di fenditura sulla linea di taglio stessa (no foto, sorry).
Poi ho ricavato un cottile cuneo di larice che ho innestato martellandolo con delicatezza, dopo averlo cosparso di colla da legno (alifatica, idonea a resistere al bagnato).
Poi ho tagliato l'eccesso sporgente nella parte alta e levigato i bordi.
Quindi finitura con olio di lino cotto passato a straccio.
Affilatura della lama prima con lima da ferro, poi con pietra grana 240 e 400. Con un po' di garbo, perché la lama presenta un doppio bisello a differente angolatura che non volevo compromettere.
Chiusura con il consueto passaggio con olio di vaselina a proteggere tutta la testa.
Sulla lama è tuttora visibile il logo del produttore.
Ho fatto una breve ricerca in rete ed ho trovato che il disegno della testa rappresenta un tipico modello inglese da carpentieri, "Kent", che presumo prenda il nome dalla omonima contea dell'isola.
Ora il pezzo riposa - temporaneamente - vicino alle compagne


