zampa85 ha scritto:Riprendendo il parallelo con la musica, c'è appunto da distinguere sempre gusto, tecnica, preparazione, inventiva...
C'è il musicista tecnicamente eccelso, che ti spara mille note al secondo, che ti fa dire "che bravo!", ma che alla fine combina poco, se non suonare con la sua band in cui mette in mostra tutta la sua tecnica.
C'è quello preparatissimo, che casomai fa il turnista. Va in studio, un giorno registra un brano rock, un giorno uno latin, e lo fa sempre in modo preciso e pulito. Quello che gli chiedi, lo esegue.
Poi c'è quello che casomai non è chissà cosa tecnicamente, anzi a volte è pure scarsetto, ma sa scrivere e scrive hit su hit...
Poi c'è anche quello che suona male, ma capisce cosa va di moda, si veste da scemo, fa parlar di se per le fidanzate, e fa successo con canzoni orrende....
C'entra qualcosa col discorso?.No, effettivamente no, scusate

Il discorso sulla musica c'entra perfettamente
Sulla falegnameria ovviamente non posso pronunciarmi, ma secondo me certi principi sono fondamentali e trasversali... Quindi magari c'entra pure sulla falegnameria
In linea generale io credo che la questione sia che un lavoro è sempre un match tra domanda e offerta. Quando la tua offerta nasce da una passione travolgente, quale è tipicamente una professione in direzione artistica, può essere più complicato indirizzare ciò che vorresti fare (per passione) con quello che è richiesto, o che "il mercato" richiede.
Almeno io ai miei tempi feci - anche se in maniera immatura - questo tipo di ragionamento e non volli costruire una vita nella quale per andare avanti avrei dovuto fare i turni in studio, le serate col gruppo blues, quelle con il gruppo reggae, le lezioni... E magari uno due dischi autoprodotti in 20 anni.
Proprio perché sentivo di non avere
il talento, non ho creduto che avrei sfondato o che avrei trovato un bacino di domanda per quello che avevo da offrire.
Per mia grandissima fortuna avevo un'altra grande passione e questa mi ha portato ad una professione che comunque ha la sua domanda
Per tirare l'acqua al mio mulino ed in chiusura, a me pare che "la domanda" odierna in ambito manufatti/mobili vada appunto in direzione "design", e magari come nella musica c'è uno spostamento del baricentro dalla ricerca armonica ed esecutiva alla produzione, ossia la cura dei suoni e degli arrangiamenti, sostanzialmente, così come nella falegnameria conta la linea curva e l'accostamento cromatico più che il particolare incastro o la perizia tecnica, anche perché il lavoro complicato magari lo fa la CNC...