Ciao a tutti,
qui stiamo andando a fare i fini, quindi mi sento di citare uno "fine":
Snickare ha scritto:Albe mi sa che Tim Rosseau e´ un pelino meglio come ebanista di Sellers..voglio dire,Rosseau si guadagna da vivere costruendo mobili e insegnando;Sellers..boh.non ho ancora capito cosa faccia.da qui forse la differenza tra chi fa una dima per lavorarci davvero e usarla e chi la fa per trastullarsi o trastullare altri
e dico che, secondo me, ha ragione.
Per riportarci su un piano materiale, in linea di principio qualunqe lavoro può essere fatto con o senza l'ausilio dei macchinari, siano essi elettroutensili o macchine stazionarie. In fondo, Piffetti non le usava e
guardate che gioielli!
La differenza fondamentale sta nella maestria dell'artigiano e nel saper sfruttare le peculiarità dei suoi strumenti, spesso autocostruiti. Si aggiunga la capacità di scelta dei legni (e la loro qualità che, anni orsono, era molto migliore!) ed il loro accoppiamento, anche cromatico e grafico.
In questo senso, vorrei suggerire un altro modo di impostare i cassetti, in questo caso per una normalissima cassettiera su ruote a 5 cassetti che sto facendo.
Stabiliamo che la cassettiera sia larga 300 mm ed alta 715 mm, ruote comprese. Tolte le ruote h 50 mm rimangono 665 x 300 mm. Decidiamo che i cassetti sono appoggiati (quindi esterni) e a frontale riportato, come classicamente si faceva una volta. Decidiamo anche che lasciamo 2 mm di luce tutto intorno al frontale. Questo ci permetterà di avere uno spazio di 4 mm tra un cassetto e l'altro, in altezza, per poterli regolare nel caso usassimo delle guide moderne. Ma arriviamo ai dettagli del frontale.
Decidiamo che lo spessore sia di 18 mm, ad esempio e quindi andiamo a scegliere un bel pezzo di asse che risulti spesso 45 mm una volta piallato completamente (anche sui dorsi). La sua larghezza non dovrà essere di 296 mm (300 -2 -2 mm) ma solamente della metà, quindi 148 mm. A questo punto sfettiamo il pezzo, per tutta la sua lunghezza di 665 + 12 mm (3, lo spessore della lama della circolare x 4, numero dei tagli) + altri 10 mm arbitrari di sicurezza. Totale: 687 mm.
Abbiamo quindi ottenuto, dopo aver sfettato, due pezzi di dimensione 687 x 148 mm spessi circa 21 mm. Lo spessore dipende da come abbiamo sfettato il pezzo, ovviamente, se con un taglio coperto alla circolare o semplicemente (ed in maniera più sicura, imho) alla sega a nastro. A questo punto possiamo piallarlo o alla spessore o con una bella Stanley n7 ed otterremo, alla fine, due tavolette da accoppiare, ponendo le due facce interne a vista, creando così un bel disegno simmetrico e molto gradevole alla vista.
Spero, entro stasera o domani, di inserirvi le foto.
Ciau!