Angoscia

Sezione dedicata agli argomenti relativi alla sicurezza nella pratica quotidiana dei nostri laboratori

Re: Angoscia

Messaggioda Torniosubito » gio 11 lug, 2024 08:54

io per quel che conta posso dire la mia.
quando ho iniziato nei primi anni 2000 le cnc non avevano ancora preso il sopravvento (più che altro le avevano le grandi aziende), i dispositivi di sicurezza erano già ad un ottimo livello
rispetto agli anni passati ma le abitudini delle falegnamerie erano ancora aggrappate alle loro tradizioni/convinzioni , quindi si sono ritrovati con macchine più sicure e prestanti ma fondamentalmente nessuno le sapeva utilizzare o sfruttare tutto il potenziale visto che non era prevista nessuna formazione.
Anche io mi sono ritrovato tante volte a copiare alla Toupie direttamente all' albero, una volta entrai erroneamente contro la fresa ed una cornice di ciliego esplose letteralmente.
un pezzo mi sfreccio a 200km/h (credo :lol: ) vicino al viso; me la cavai con un cerotto ma avrei potuto perdere entrambe le mani, un occhio o forse peggio.

purtroppo da noi i dispositivi di sicurezza o aggregati per lavorazioni particolari finiscono o nell'angolo del capannone a prendere polvere o non si acquistano o peggio ancora non se ne conosce l'esistenza.

dopo 15 anni di lavoro in italia in varie aziende da 4 fino a 200 operai mi son trasferito in Germania.
Quello che avevo imparato in italia mi ha permesso di trovare un lavoro (chiaramente sottopagato) non appena 2 mesi dal mio arrivo, nonostante sapessi dire solo 3 parole in tedesco.
Sapevo leggere i disegni e usare le macchine, insomma sapevo fare il mio lavoro ma vedevo che il modo di lavorare e soprattutto l'approccio ai macchinari e anche l'utilizzo dei DPI dei miei colleghi(compresi i più giovani) era diverso dal mio, molto più responsabile e anche ben strutturato.
D'altronde quando ti formi in una zona dell'Italia dove d'estate i vecchi falegnami vengono a lavorare con i sandali, qualche differenza passato il confine forse è facile notarla(magari il clima :lol: )

Insomma dopo due anni di lavoro e corsi di lingua un pò per curiosità, un pò per insoddisfazione ma più che altro per migliorare il tedesco ho deciso di fare la scuola di falegname (presupposto) per poter poi accedere alla scuola di maestro falegname.

Già nei primi due anni ho capito come mai tutti i miei colleghi lavoravano cosi e perchè per certe cose , fatico a dirlo , anche i più giovani fossero più avanti di me.
La scuola si struttura in un mix lavoro/scuola 3mesi/1mese ed in più sono previsti dei corsi obbligatori presso la camera dell'artigianato HWK:

3 corsi sui macchinari funzionamento e sicurezza, 1 e solo sulla Toupie (3settimane)
1 corso incastri tradizionali (1settimana)
1 corso di verniciatura (2settimane)

e corsi facoltativi:

cnc e disegno cad (decide il datore, io li feci) 2 settimane

tutti i corsi sia a scuola che presso HWK erano incentrati sulla sicurezza a 360 gradi e sull'utilizzo consapevole ed in sicurezza di tutti macchinari.
brutto a dirsi ma dopo due anni mi son reso conto che in italia (almeno nella mia zona) non sappiamo lavorare in sicurezza e non sappiamo usare i macchinari se non per le sue funzioni basilari.
Chiaramente se questo non sa farlo chi deve insegnare va da se che da un lato si porterà avanti la nostra invidiabile tradizione sulla falegnameria ma dall'altro mancherà la formazione sulla sicurezza e sui macchinari di nuova generazione questo anche perchè senza uno stato a supporto le sole aziende non possono farsi carico di tutto.

Finiti i due anni ho fatto la scuola da maestro, presupposto quì per poter avviare un aziende.
In questo anno vengono ripresi sia tutti gli argomenti del corso base che nuovi argomenti e trattati in modo approfondito, questi vengono poi valutati con 4 grandi esami finali.
1 di questi è proprio incentrato sulla figura del maestro/formatore il quale affrontando due esami, uno pratico ed uno teorico, dovrà dimostrare di avere le competenze e la formazione
adeguata per poter insegnare alle nuove generazioni.

in conclusione dico che il nostro modo di lavorare , la nostra capacità di risolvere problemi (spesso creati da noi stessi) è molto ricercata ed invidiata, ma la nostra scarsa formazione ed aggiornamento porta a eccessivi ed evitabili incidenti (morti) sul lavoro e fa si che i formatori non siano all'altezza del loro ruolo.
Sicuramente anche in Germania e nel Nord Europa ci sono morti sul lavoro(non conosco i dati) ma almeno con la formazione di base si da ad un giovane la possibilità di mandare a cagare un datore di lavoro incosciente o incompetente e con quella specializzata la possibilità di immettersi nel mercato con una consapevolezza maggiore della realtà attuale e di portare avanti la tradizione sia passata ma sempre aggiornata
Ultima modifica di Torniosubito il gio 11 lug, 2024 09:00, modificato 2 volte in totale.
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Re: Angoscia

Messaggioda PeppeV » gio 11 lug, 2024 14:32

Torniosubito ha scritto: ... omissis

Concordo con te
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Re: Angoscia

Messaggioda PeppeV » gio 11 lug, 2024 15:05

gmgd ha scritto:Io probabilmente ( togliamo anche il probabilmente) non mi rendo conto di cosa significa
fare un corso di aggiornamento sul tema sicurezza, mi immagino un formatore, che magari
non fa realmente il " mestiere" di quelli che va a formare ai quali dice una serie di cose scontate.

Ripeto non so di cosa stiamo parlando, perché avendo lavorato autonomamente nessuno mi ha
mai imposto di partecipare ai corsi, magari non è esattamente così.
Nelle mie statistiche famigliari riferite al settore falegnameria, e di quella tosta ( scontornare alla
toupi direttamente sull’albero, il babbo :consola: ) un nonno, un babbo, due zii ed io stesso, nessun incidente
degno di nota, al massimo roba da cerotti.

Poco tempo fa ho scritto un post nel quale riferivo la mia esperienza "nell’addestrare" realmente
mio figlio all’uso delle macchine, sarei curioso di vedere come in un corso sulla sicurezza
verrebbe trattato un tale argomento.
Io credo che il "formatore" al massimo direbbe/farebbe le stesse cose che potrei dire/fare io,
potrei per questo definirmi un formatore?

Ma magari non è così. :oops:

A Gianni è successo l’ imponderabile, e lì c’è poco da fare.


Ciao Michele, ogni giorno milioni di lavoratori adempiono alle loro attività.
Artigiani, golf, casalinghe, impiegati, dirigenti, imprenditori etc che con automobili, macchinari o attrezzi svolgono la loro attività.
Se di questi milioni li moltiplichiamo per il numero di giorni in un anno ... fa un numero enorme di lavoratori annuali (365 * numero di milioni giornalieri).
Supponiamo 20 milioni di lavoratori in Italia ==> abbiamo 365*20.000.000 = 7.300.000.000 lavoratori che agiscono in un anno
Se prendiamo l'anno 2022 come riferimento, con 1208 morti sul lavoro, abbiamo che 7.300.000.000 - 1208 = 7.299.998.792 lavoratori annuali che non hanno avuto nulla o qualche graffietto.
Quindi portare ad esempio, che nell'arco di una generazione non sia avvenuto nulla di grave, non è attendibile per avallare l'inutilità della formazione.
Lo scopo della formazione è di ridurre quel 1208 a zero (perché anche 1 sola persona ha diritto di vivere).
Nel caso di Gianni, l'evento non è stato del tipo "imponderabile" ma di un errore nella procedura applicata.
Sarebbe stato di tipo imponderabile se qualcosa (oggetto e/o persona) si fosse interposto in modo aleatorio tra lui e le sue operazioni lavorative.
Ma nel tuo post non si evince tale caso.
Con questo chiudo perché presumo che staremo annoiando il resto degli amici che visionano e operano sul forum.
Ribadisco: un grande in bocca al lupo a Gianni ma ... resto della mia idea.
Ciao
Peppe
Ultima modifica di PeppeV il gio 11 lug, 2024 15:06, modificato 2 volte in totale.
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Re: Angoscia

Messaggioda gmgd » ven 12 lug, 2024 08:45

Ok Peppe,
non ne farò una polemica perché potrei rischiare di risultare più "ignorante" di
quanto forse non lo sono. :mrgreen:

Chiedo:

Esiste in rete un corso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e specificatamente
nell’ambito della lavorazione del legno ?
È possibile visionarlo/scaricarlo gratuitamente, sottolineo gratuitamente perché
della sicurezza, e qui sono polemico, non se ne dovrebbe fare un business.
Un amico muratore mi diceva che gli era stato imposto il patentino per il montaggio
dei ponteggi con relativo corso, che secondo lui era un mero adempimento burocratico
costato diverse centinaia di euro, non gli avevano detto niente che lui già non sapesse.

Io credo che nel 99% dei casi quando contravveniamo alle norme sulla sicurezza lo facciamo
non perché ignoriamo la norma, che il più delle volte sono cose di assoluto buon senso,
ma per una serie di altri motivi e li non ci sono corsi che tengono,
questo a maggior ragione in attività dove non possono esserci figure preposte al controllo
dell’osservanza delle norme, piccole attività individuali.


Ps. Ho visto di sfuggita Gianni ancora tutto infasciato ma di buon umore, " Miche' volevo farmi
un giro in elicottero" mi ha detto.
Conto di farmi spiegare bene la dinamica dell’incidente.
Michele.
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Re: Angoscia

Messaggioda Nikkor » ven 12 lug, 2024 13:07

Mi pare abbiate già scritto molto ma mi sento di aggiungere una piccola postilla.
La partecipazione ai corsi sulla sicurezza, sicuramente invisa ai titolari e noiosa ai lavoratori, è svolta in Italia, per mi esperienza personale in maniera pessima: affidata a ditte specializzate spesso l'unica cosa che fa il formatore è parlare delle norme e della necessità di fare il corso. In pratica è un espletamento per l'azienda che deve mettere la spunta su una imposizione burocratica.
Si perde spesso così il senso di spende tempo e soldi e struggimenti del legislatore.

Resta però a mio avviso il risultato di mettere per un attimo il focus sul fatto che lavorare è pericoloso, cosa spessissimo sottovalutate, e tenere accesa la lampadina nei lavoratori.
In ligno veritas.
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Re: Angoscia

Messaggioda Francesco Ranalli » ven 12 lug, 2024 13:17

gmgd ha scritto:Ok Peppe,
non ne farò una polemica perché potrei rischiare di risultare più "ignorante" di
quanto forse non lo sono. :mrgreen:

Chiedo:

Esiste in rete un corso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e specificatamente
nell’ambito della lavorazione del legno ?
È possibile visionarlo/scaricarlo gratuitamente, sottolineo gratuitamente perché
della sicurezza, e qui sono polemico, non se ne dovrebbe fare un business.
Un amico muratore mi diceva che gli era stato imposto il patentino per il montaggio
dei ponteggi con relativo corso, che secondo lui era un mero adempimento burocratico
costato diverse centinaia di euro, non gli avevano detto niente che lui già non sapesse.

Io credo che nel 99% dei casi quando contravveniamo alle norme sulla sicurezza lo facciamo
non perché ignoriamo la norma, che il più delle volte sono cose di assoluto buon senso,
ma per una serie di altri motivi e li non ci sono corsi che tengono,
questo a maggior ragione in attività dove non possono esserci figure preposte al controllo
dell’osservanza delle norme, piccole attività individuali.


Ps. Ho visto di sfuggita Gianni ancora tutto infasciato ma di buon umore, " Miche' volevo farmi
un giro in elicottero" mi ha detto.
Conto di farmi spiegare bene la dinamica dell’incidente.



Mi permetto di dire la mia, senza voler offendere, in alcun modo, chi fa della sicurezza il proprio mestiere.

Premesso che nella vita mi occupo di informatica (ed anche in questo ambiente vi sono normative in termini di sicurezza), premesso che, in tutte le mie occupazioni extra, quali: lavorazione del legno, taglio alberi alto fusto, coltivazione ecc Cerco sempre di attenermi scrupolosamente, ad ogni regola di sicurezza conosciuta. DPI sempre, aspirazione, protezione occhi, quadri elettrici a norma ecc.

Tuttavia il business derivato da tutto ciò (e mi riferisco principalmente ai corsi) ha notevolmente risdotto la qualità della formazione, limitando l'utilizzo dei corsi stessi ad uno scarico di responsabilità.
Leggasi: se te fai male, perchè non segui le regole, non è un problema dell'azienda.

Ho avuto modo di partecipare a svariati corsi:
Uso di motoseghe e decespugliatori
Lavori in quota
Sicurezza sul lavoro in ambienti di produzione ecc.

In fin dei conti è stato interessante solo quello sulle motoseghe e sui decespugliatori. Per il resto erano cose che si sapevano.
Nessuno ti insegna come operare correttamente su una pialla, ad esempio. È solo un modo per puntualizzare cose che già si conoscono.

Non mi meraviglio a leggere i commenti riferiti alla Germania ed alle cose fatte in maniera totalmente opposta alla nostra
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Re: Angoscia

Messaggioda PeppeV » ven 12 lug, 2024 15:52

Signori, lungi da me il riferire che i corsi sulla sicurezza vengano svolti, in Italia, in modo efficace.
Anzi sono stato spesso additato, in azienda, come quello che ha sempre da ridire.
Io, nei miei commenti, ho scritto (e chiedo venia se mi sono spiegato male) di seguire le procedure.
Procedure che spesso, o quasi sempre, sono sconosciute ai non addetti ai lavori (cioè gli insegnanti dei corsi sulla sicurezza).
Cosa intendo per procedura: io sono referente di un teams per la certificazione di sistemi per la sicurezza ferroviaria.
I miei collaboratori sanno, da procedura, quali sono gli input progettuali, e quindi come applicare le specifiche procedurali per arrivare all'obiettivo.
Però, ed anche spesso, ciò che era presente per un contesto ferroviario non è applicabile nell'altro e quindi l'anomalia fa scattare l'allerta in quanto si esce fuori standardizzazione. Soluzione: se ne parla in teams e si analizzano gli aspetti e le eventuali azioni atte ad evitare l'inconveniente.
Quindi non esisterà nessun corso, sulla sicurezza, che può darci tale soluzione.
La soluzione è intrinseca nelle esperienze accumulate e nella capacità di condividerle in teams.
Non conosco il mondo dell'artigiano e della falegnameria e lungi da me dare consigli, però sono portato a pensare che: se Gianni avesse analizzato la casistica prima di agire, oppure avesse chiesto se qualcuno avesse avuto mai quel caso, oppure avesse detto dentro di se "è la prima volta che faccio quest'operazione, è giusto fare così?", oppure "oggi sono stanco, ho dormito poco stanotte, è meglio che mi fermi ad analizzare l'attività sotto un altro punto di vista" ==> allora "forse" (e lo metto virgolettato per ovviare sempre all'imprevedibilità che accennava Michele) la probabilità d'infortunio sarebbe più bassa.
Detto ciò, sarà interessante avere una descrizione da parte di Gianni (con la speranza che si rimetta preso) su cosa è successo.
Descrizione che, come detto sopra, aiuterà tutti (il teams di questo forum :wink: )
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Re: Angoscia

Messaggioda gmgd » ven 12 lug, 2024 18:33

Passavo nei pressi del capannone di Gianni e avendo visto il portone aperto mi son fatto aprire il cancello.

L'ho trovato su una sedia a rotelle con la gamba destra tenuta alzata, il vetro camera cadendo gli è strisciato
su tutta la tibia destra andandosi a fermare sulla scarpa ( antinfortunistica) aveva i pantaloni a mezza gamba
ma anche se fossero stati lunghi il danno sarebbe stato lo stesso, il vetro gli ha tirato giù tutto quello che ha trovato
sulla sua strada, pelle, vasi e tendine, mi raccontava di dolore atroce, immediatamente è stato portato alla vicina
postazione del 118 ma questi avendo constatato che potevano fare ben poco e che i tempi tra lo stabilizzarlo e portarlo
con l'ambulanza ( 30 km di tortuosa strada di montagna e l'attraversamento si S. Giovanni Rotondo spesso intasato dai
pellegrini di Padre Pio) potevano essere lunghi hanno fatto arrivare l'elicottero che in 6 min atterra sul tetto di Casa Sollievo Della Sofferenza,
la sala operatoria era stata già allertata con il chirurgo vascolare... e adesso la può raccontare, era pure di buon umore,
sosteneva che gia lavorava, in realta gestiva alcuni operai.

La dinamica:
Stava dismettendo dei serramenti, li teneva appoggiati al muro e ne calava uno alla volta sul pavimento per aprirli,
in uno di questi gli si è sfilato il vetro, lui non ricorda se hanno ceduto il fermavetri o il traverso superiore, facendogli
tutto quel macello, se la gamba fosse stata 5 cm più dietro il tutto gli sarebbe andato sulla scarpa con il puntale di sicurezza.

Sono gia 3 settimane e ne avrà ancora per altre due, poi dovrà fare della riabilitazione. Gli hanno fatto un gesso rigido per
tenerlo immobilizzato, ma con una apertura sul lato della Tibia per medicarlo.

Il capannone di sua proprieta è mt 50x10 piu una appendice per la verniciatura pressurizzata e lo stoccaggio dei materiali
esterno sotto pensiline. Tutto a norma, lui fa la certificazione iso dei serramenti che produce.
Sostiene che dell'incidente non ne ha nessuna colpa e che sono cose che capitano. :consola:

Gli ho detto di Voi, Vi ringrazia e Vi saluta.
Michele.
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Re: Angoscia

Messaggioda Torniosubito » ven 12 lug, 2024 19:19

Nikkor ha scritto:Mi pare abbiate già scritto molto ma mi sento di aggiungere una piccola postilla.
La partecipazione ai corsi sulla sicurezza, sicuramente invisa ai titolari e noiosa ai lavoratori, è svolta in Italia, per mi esperienza personale in maniera pessima: affidata a ditte specializzate spesso l'unica cosa che fa il formatore è parlare delle norme e della necessità di fare il corso. In pratica è un espletamento per l'azienda che deve mettere la spunta su una imposizione burocratica.
Si perde spesso così il senso di spende tempo e soldi e struggimenti del legislatore.

Resta però a mio avviso il risultato di mettere per un attimo il focus sul fatto che lavorare è pericoloso, cosa spessissimo sottovalutate, e tenere accesa la lampadina nei lavoratori.



Esatto, a me é capitato di farli solo nell'ultima azienda dove ho lavorato.
Una volta cambiata la ragione sociale da srl a Spa son stati costretti a far fare i corsi a tutti gli operai, come dici tu, solo per mettere la spunta.
Il corso era veramente una cosa patetica.

Per come la vedo io sarebbe giá buono se chi produce i macchinari offrisse almeno un corso di 2 o 3 gg sul macchinario sui funzionamenti e sulle innovazione, questo purtroppo avviene solo per le CNC o macchinari particolari, ma gli incidenti si hanno quasi sempre con i macchinari base😅

Se si aspetta che si muova lo Stato possiamo pure metterci l'animo in pace🤷🏻‍♂️
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Re: Angoscia

Messaggioda zampa85 » dom 14 lug, 2024 13:03

Io lavoro in cantiere, e sapete come sia importante la sicurezza in questo ambito.
Io poi sono (almeno sulla carta 😄;), il datore di lavoro, ma anche il più giovane della ditta, quindi quello che (anche per volontà) fa le cose più dure e faticose.

Noi facciamo tanti corsi sulla sicurezza, ma secondo me sono spesso inutili, e puntano più al capire cosa può essere passibile di multa e cosa no. Della serie che una passarella deve avere tot altezza, un battipiede tot cm, etc etc. Non che siano cose sbagliate, ma sono "dettagli".
Quello che invece conta è usare la testa. E infatti la maggior parte delle volte che ti fai male è perché non la usi. Perché sei sovrappensiero, stanco, troppo sicuro di te, etc etc. O perché sei scemo e non riesci a valutare il rischio.
Perché se lavori in bilico sulla scala, non deve servire nessuno a dirti che potresti cascare...

Diverso è il discorso per le attrezzature. Noi ne abbiamo relativamente poche di pericolose. Direi la flex, seghe circolari e poco altro.
E su quello, solo un collega più esperto può darti dei consigli giusti, difficilmente chi fa il corso, che quasi sempre non viene dal cantiere.

Però mi immagino che nella falegnameria sia molto diverso. Nel mio piccolo di lavoretti con pochi attrezzi mi son reso più volte conto di quanto possano essere pericolosi certi attrezzi, se non li sai usare.
Basta usare un rifilatore nel verso sbagliato e ti può sparare via il pezzo, o saltarti lui stesso di mano.
Quindi non oso immaginare cosa voglia dire lavorare pezzi grandi ad una toupie o cose del genere.
Ci sono proprio delle procedure che vanno evitate e delle precauzioni che vanno sempre prese. O almeno immagino.
Come immagino possa cambiare anche qualcosa passando dal macchinario di una marca all'altra.
E infatti proprio i produttori dovrebbero offrire corsi della sicurezza, perché loro le macchine devono conoscerle bene.

Questo perché secondo me alcune volte non si conosce proprio la pericolosità di una certa lavorazione, e quindi non se ne può calcolare il rischio.
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Re: Angoscia

Messaggioda gmgd » dom 14 lug, 2024 16:21

Dagli ultimi interventi sta emergendo:

Zampa85

- le norme dei corsi sulla sicurezza puntano più a capire cosa sia passibile di sanzione che ad un
reale addestramento verso l’acquisizione di modalità più sicure. È qui potrebbe anche starci che
avendo paura della sanzione si assumano comportamenti più responsabili, ok.

-Solo un collega più esperto può darti i consigli giusti.

Torniosubito

-Il corso era una cosa patetica.

Nikkor

- Per mia esperienza personale i corsi sono svolti in maniera pessima.

altre ed eventuali

Un operaio esperto con diversi anni di esperienza diretta, giornaliera, sul campo, che ti prende sotto
la sua ala e ti guida nel pratico sul cosa fare e cosa non, è un ottimo e validissimo ausilio a favore della
sicurezza.
Ricordo quando comprai la squadratrice con l’incisore, il tecnico dell’azienda mi disse:
" Michele hai mai lavorato con l’incisore?”, " No, ho lavorato solo con una semplice circolare" e lui, " allora
l’unica attenzione che devi avere è stare attento che il tuo anulare o mignolo non vadano a finire nello
scasso dell’incisore" , quelle parole me le sono stampate nella mente.

Non molto tempo fa ho consigliato ad un giovane pescatore che tagliava con il flex sezioni di una generosa
catena del suo peschereccio, di mettere nella maglia una zeppa per evitare che a taglio concluso le tensioni
del metallo non andassero a chiudere sul disco, a me lo aveva insegnato un anziano zio fabbro ( aveva lavorato
alla costruzione della metropolitana di Milano), a saperlo e' una cosa banale, ma quanti di voi la sanno questa cosa?

Magari per un’azienda è difficile e oneroso destinare un operaio esperto, distogliendolo dalle sue mansioni, per
addestrarne uno giovane ed inesperto, e un corso è una scorciatoia probabilmente più a buon mercato.


Boh, forse mi sbaglio. :consola:
Michele.
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Re: Angoscia

Messaggioda zampa85 » lun 15 lug, 2024 06:59

In realtà io credo che i corsi (almeno nel mio ambito) abbiano davvero la volontà di insegnare, e in parte lo fanno.
Ma sei comunque su un banco con qualcuno che spiega alla lavagna, è teoria, quando poi c'è anche la parte pratica (in cantiere od officina) che conta moltissimo.
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Re: Angoscia

Messaggioda Nikkor » lun 15 lug, 2024 08:20

Si ma occhio che spesso i colleghi anziani sono quelli che non usano le protezioni, e che tramandano questa visione anche ai nuovi.

Io ho dovuto piallare un po ultimamente e ho sempre usato la protezione per la filo. Poi per sbaglio passando da costa a faccia non ho rimesso la protezione e quando me ne sono accorto ho notato che il lavoro andava piu spedito e potevo controllare molto meglio il pezzo nella passata.
Ho fatto tre listelli prima di convincermi che qualcosa avrebbe potuto andare storto e rimettere la protezione... Purtroppo le protezioni spesso intralciano, e chi non è abitato ad usarle difficilmente si adatta se non c'e' controllo e imposizione...

E poi c'e' quel brutto meccanismo che io vedo benissimo in montagna. Lì è tutto un gioco di protezioni.
Ma spesso qualcuno ne salta una poi due, poi non mette il casco sul ghiaccaio, poi se è un pezzettino manco si lega... Il meccanismo perverso è che tu fai che una volta non metti una protezione e non succede niente, perchè le protezioni servono per quella volta su mille che va male, che ti sfugge il controllo, che la montagna (o il legno) decide di prendere una via imponderabile. E quando ti va bene due o tre volte poi ti sembra che le protezioni e le precauzioni non servano, che sei abbastanza bravo da farne a meno. Il punto è che non dipende da te. E alla fine chi fa quella attività da anni e non gli è mai successo nulla deve proprio sforzarsi per usare protezioni e precauzioni, o procedure noiose e lunghe invece di fare la cosa brevemente. Ma alla fine anche l'esperto più bravo e attento abbassa la guardia. E non siamo tutti bravissimi.
Per cui l'esperto, l'operaio anziano, non sono i docenti migliori, soprattutto perchè insegnano per la maggior parte con l'esempio.
Poi ci sono le astuzie come il cuneo per non chiudere (che io metto anche alla nastro su tagli lunghi, almeno per ora che sono un pivello, perchè altrimenti chiude e non taglia) e quelli se non hai il "vecio" che ti insegna non li impari più.
Ultima modifica di Nikkor il lun 15 lug, 2024 08:20, modificato 1 volta in totale.
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Nicola
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Re: Angoscia

Messaggioda isos1977 » lun 15 lug, 2024 09:15

io per un certo periodo mi sono occupato di salute e sicuerazza. visitavo imprese e controllavo, tra le altre cose che ci fosse una corretta gestione della salute e sicurezza.

in Italia, l'impostazione normativa è ottima. prevede obblighi chiari per la definizione delle responsabilità, regole per la valutazione dei rischi, obbligo di identificazione delle misure per evitarli e ridurli, obbligo di trovare le modalità migliori per gestire i rischi residui, obblghi di informazione e formazione dei lavoratori.

purtroppo, tante aziende (e tanti consulenti....) vivevano questi adempimenti come obblighi puramente normativi... e capitava di vedere documenti di valutazione dei rischi scritti più da un legale e non documenti operativi di gestione...


alla fine cosa succede? che tutti vedono le norme sulla salute e Sicurezza come della carta inutile... invece sarebbe uno strumento potente per impostare correttamente la gestione dei rischi.....


di fondo,,, manca la cultura della sicurezza e la testimonianza di torniosubito fotografa bene la situazione
Stefano
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Re: Angoscia

Messaggioda Maurice » lun 15 lug, 2024 12:20

Nikkor ha scritto:
E poi c'e' quel brutto meccanismo che io vedo benissimo in montagna. Lì è tutto un gioco di protezioni.

Sono OT , ma mi fai venire in mente alcuni miei amici che girano in bici col caschetto sul manubrio e lo mettono solo in discesa , come se uno sapesse quando gli capita l'imprevisto .. tant'è che uno , in salita e quindi senza caschetto , è stato centrato da uno che scendeva come un pazzo :fischietta:
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