Inverter VFD

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Messaggioda zoidberg » mer 20 mar, 2024 10:14

Ciao, qua su Legnofilia, ne abbiamo esperti di Inverter?
Da ricerche mi pare che qualcuono li usi con profitto per pilotare i motori trifase (NIKK, Edo, Settantottino, Incisore?).

Ho cercato di approfondire il tema, anche leggendo altri forum (es. www.cncitalia.net, meccanicaedintorni.morpel.it) ma mi rimangono un po' di punti oscuri su come fare al meglio il cablaggio per l'autoritenuta ed i collegamenti dall'inverter all'impianto della 220

Cosa mi è più o meno chiaro:
- Principi generali di funzionamento dei VFD
- Campi di applicazione
- Come cablare i comandi principali (es. marcia, stop, inversione, regolazione dei giri, stop in frenatura, attuazione a 2 o 3 fili)
- Come programmare i comandi
- Collegamento da inverter a motore

Dubbi / Indecisioni
1) Come fare l'impianto di collegamento a monte dell'alimentazione dell'inverter? Basta prevedere un semplice interruttore generale sulla linea a 220v che taglia l'alimentazione dell'inverter oppure va fatto un circuito di autoritenuta "come dio comanda" con un alimentatore a bassa tensione che "accende" l'inverter? La normativa propenderebbe sicuramente per la seconda, ma voi come lo avete realizzato nel concreto?
2) Come fare i comandi per lo stop di emergenza? la scelta è fra programmare una porta logica dell'inverter per essere pilotato con un comando (fungo) oppure tagliare il circuito di autoritenuta a monte (se previsto). Anche in questo caso la normativa vorrebbe il taglio dell'alimentazione a monte o un uscita STO, certo; la domanda è, voi come avete fatto?

In buona sostanza vorrei capire se devo fare un impianto come dio comanda, con alimentazione e autoritenuta con relè a bassa tensione o mi posso semplificare un po' la vita....
Ultima modifica di zoidberg il lun 08 apr, 2024 13:40, modificato 2 volte in totale.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda zoidberg » lun 08 apr, 2024 13:39

Dato che vedo che la discussione latita provo ad inserire qualche diagramma per chiarire un po'

PREMESSA: ogni indicazione fornita è puramente indicativa e frutto della mia (in)esperienza, non sono un professionista del settore. Non mi assumo responsabilità per utilizzo improprio o danni derivanti dall'utilizzo degli schemi forniti. Lavorare con l'alta tensione è pericoloso e vanno adotate tutte le precauzioni opportune

Immagine

Lo schema #1 rappresenta lo schema concettuale semplificato:
1) Allacciamento alla 230
2) Inverter
3) Motore Trifase
4) Pulsantiera di comando

È importante sottolineare che NON si può utilizzare in questo modo perché sarebbe pericoloso, ma serve per capire il funzionamento base del cablaggio; - Abbiamo una corrente monofase a 230V in ingresso all’inverter, e una corrente trifase a 230V in uscita.
- Il motore va ovviamente collegato a Delta e non a Stella (ovvero senza neutro)
- È essenziale che fra l’inverter e il motore non vi sia nulla se non il cavo, tutti i comandi e le sicurezze devono essere comandati dall’inverter, questo perché è pericoloso (per l’integrità dell’inverter) staccare il carico all’inverter; se lo fate, si rompe.
- Vedremo successivamente come cablare i comandi, ovvero la pulsantiera di comando 4


Immagine

Nel secondo schema vediamo un componente aggiuntivo, ovvero 5) un interruttore generale (sarebbe meglio usare un sezionatore da porta)



Immagine

Nel terzo schema continuiamo ad aggiungere 6) una protezione per la linea con un magnetotermico oppure un fusibile. Questo è opzionale perché l’inverter garantisce già se stesso una adeguata protezione.
Questo schema inizia ad essere più sicuro, per un utilizzo “casalingo” potrebbe anche andare, salvo verificare che:
- i comandi siano cablati in modalità “3 Wire” ovvero con pulsanti e non con interruttori
- l’inverter stesso assolva il compito di autoritenuta, ovvero che non riparta in caso di mancanza di corrente
- il carico (motore) sia sufficientemente piccolo da essere sezionato dal sezionatore generale (diciamo che non lo userei indicativamente sopra i 1.5 kW)



Immagine

Nel quarto schema abbiamo come ulteriore componente 7) una bobina di minima tensione (es. Kedu KJD17) che rende lo schema implicitamente sicuro anche se i comandi venissero cablati in modalità “2 wire” ovvero con interruttore. Anche in questo caso bisogna verificare che il carico sia sezionabile dalla bobina (Max 1.5 kW indicativamente)



Immagine

Infine il quinto schema, rappresenta il cablaggio completo: al posto della bobina di minima tensione c’è un relè di potenza o contattore 7) che viene comandato da un pulsante 8 e da un trasformatore a bassa Tensione 9). In pratica invece di agire direttamente sul carico, si accende il circuito di autoritenuta in bassa tensione che si occupa di accendere il carico vero e proprio. Forse è un po’ compicato per uso casalingo, ma se assolutamente necessario se ne fate un uso professionale o se dovete pilotare un carico superiore a 1.5 kW
Ultima modifica di zoidberg il lun 08 apr, 2024 13:43, modificato 2 volte in totale.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda zoidberg » lun 08 apr, 2024 13:55

Per cablare i comandi si può far riferimento a questo schema:
Immagine

Programmando in questo modo i parametri di comando (escludete per il momento le righe in verde):
Immagine

In questo modo abbiamo
- Pulsante Marcia,
- Pulsante Retromarcia
- Pulsante Stop

Si possono ovviamente aggiungere funzioni (e pulsanti), es Stop rapido, Stop inerziale, regolazione della frequenza, Jog etc. etc...
Ultima modifica di zoidberg il lun 08 apr, 2024 13:58, modificato 2 volte in totale.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda brocco » sab 13 apr, 2024 10:50

Molto interessante, grazie per questa condivisione e per le info che mi hai dato in privato in precedenza.
Seguo con interesse.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda homofaber » dom 14 apr, 2024 08:32

Grazie.
Proverò l'ultimo diagramma, ma solo per il pulsante di stop, per eventuale emergenza.
Per il resto..., come marcia avanti ed indietro li trovo comodi dal pannellino di controllo integrato (o esterno dove presente).
.........Gianni........
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Re: Inverter VFD

Messaggioda belle » lun 27 mag, 2024 11:16

grazie per il post mi e stato utile.
Ho da poco preso un Hammer A41 trifase e trasformata in mono tramite inverter VFD(o convertitore) della vevor Link, se mai qualcuno dovesse prendere questo faccio presente che non c'è la possibilita di utilizzare i tasti momentanei e quindi va fatto un piccolo circuitino con rele

Immagine

non sono un elettronico ma con l'aiuto di un amico sono riuscito anche a stampare il circuito.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda zoidberg » lun 27 mag, 2024 13:43

belle ha scritto:grazie per il post mi e stato utile.
Ho da poco preso un Hammer A41 trifase e trasformata in mono tramite inverter VFD(o convertitore) della vevor Link, se mai qualcuno dovesse prendere questo faccio presente che non c'è la possibilita di utilizzare i tasti momentanei e quindi va fatto un piccolo circuitino con rele

Immagine

non sono un elettronico ma con l'aiuto di un amico sono riuscito anche a stampare il circuito.


Per usare i pulsanti deve essere possbile scegliere il comando a "3 fili" (3 WIre control), alcuni VFD lo consentono, altri no.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda gmgd » dom 23 feb, 2025 08:22

In questo topic ( molto esauriente :inchino: ) non si fa nessun riferimento ad un
eventuale potenziometro da poter montare nella scatola dei comandi remoti da
installare proprio sul tornio, che deve comandare il parametro frequenza e quindi
velocità del motore.
Inoltre sul display dell'inverter mi pare sia visualizzata la frequenza e non il numero di giri
del motore, che è il parametro che più interessa al tornitore ( anche per una questione di
sicurezza).
Come stanno le cose ?

Grazie
Michele.
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Re: Inverter VFD

Messaggioda zoidberg » lun 24 feb, 2025 09:54

gmgd ha scritto:In questo topic ( molto esauriente :inchino: ) non si fa nessun riferimento ad un
eventuale potenziometro da poter montare nella scatola dei comandi remoti da
installare proprio sul tornio, che deve comandare il parametro frequenza e quindi
velocità del motore.
Inoltre sul display dell'inverter mi pare sia visualizzata la frequenza e non il numero di giri
del motore, che è il parametro che più interessa al tornitore ( anche per una questione di
sicurezza).
Come stanno le cose ?

Grazie


Di solito i VFD hanno un potenziometro che permette questa funzione. Si può anche montare un potenziometro, mi pare che di solito si usi un 10Khom lineare e occorre fare un pio di settaggi sul VFD: (bisogna leggere il manuale per verificare i parametri da settare e le porte da usare)
- Abilitare il comando esterno
- Settare la frequenza minima e massima (è bene non scendere e non salire troppo per non friggere il motore, ad esempio un range sensato potrebbe essere 30-80 Hz)
- Decidere cosa visualizzare sul display, se gli Hz o i giri motore.

A mio avviso i giri motore non sono molto utili dato che iil motore è intermediato dal cambio del tornio.
A quel punto è più indicato montare un tachimetro a effetto Hall (10-20 euro su aliexpress) e andare a misurare direttamente i giri del mandrino
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Re: Inverter VFD

Messaggioda Maurice » lun 24 feb, 2025 10:41

ciao , pur non essendo esperto di inverter commerciali mi permetto di aggiungere :
un inverter VFD non sa a che velocità sta girando il motore , sa che frequenza e che tensione gli sta imponendo , se è possibile impostare il numero di poli ( o coppie polari ) del motore potrebbe darti una indicazione della velocità teorica di rotazione del motore , al netto dello scorrimento ( la differenza tra la velocità del campo elettrico imposto e quelle effettiva del rotore ) .
Ci sono inverter più complessi ( vettoriali ) che sono in grado di stimare la velocità effettiva del rotore , probabilmente più costosi e più complessi da programmare .
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Re: Inverter VFD

Messaggioda zoidberg » lun 24 feb, 2025 10:57

Maurice ha scritto:ciao , pur non essendo esperto di inverter commerciali mi permetto di aggiungere :
un inverter VFD non sa a che velocità sta girando il motore , sa che frequenza e che tensione gli sta imponendo , se è possibile impostare il numero di poli ( o coppie polari ) del motore potrebbe darti una indicazione della velocità teorica di rotazione del motore , al netto dello scorrimento ( la differenza tra la velocità del campo elettrico imposto e quelle effettiva del rotore ) .
Ci sono inverter più complessi ( vettoriali ) che sono in grado di stimare la velocità effettiva del rotore , probabilmente più costosi e più complessi da programmare .


Si giusto, davo per scontato che l'inverter fosse vettoriale, ottima precisazione. Ovviamente per poter indicare i giri del motore occorre inserire i parametri dello stesso. Ad ogni caso andare a leggere i giri sul display del VFD mi pare utile solo in caso di rapporto di trasmissione 1-1, il che è abbastanza raro
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