Consentitemi una o due ovvietà:
- la tecnologia avanza, i processi produttivi mutano, la società cambia. Credo che essere realisti sia più proficuo che essere luddisti;
- condivido un po’ di idealismo nel desiderare che i ragazzi non vengano risucchiati dal virtuale (processi, giochi, chat, nozionismo su internet) fine a sè stesso e che maturino senso pratico, attitudini (anche) alla manualità o semplicemente a un po’ di senso pratico, esplorazione del reale, interazioni e relazioni vere;
- per quanto l’ “ambiente” in cui sono calati proponga loro modelli fuorvianti la responsabilità primaria è la nostra di genitori, attraverso l’ ESEMPIO. E non mi riferisco a piallare a mano (chissenefrega) bensì alla poca credibilità di una madre che passa le ore in chat o su foto di tramonti esotici o di un padre che offre l’esempio di starsene svaccato in divano a controllare siti di calcio o fantacalcio, per dire;
Arti mestieri e professioni mutano (l’han sempre fatto), mi piace comunque l’ottimismo e l’auspicio di Giancarlo ma ripeto il mio pensiero: in buona misura sta a noi
gwood ha scritto:che belle foto, grazie per la condivisione, non e' detto che fra qualche anno si ritorni a valorizzare l'artigianato e le piccole realta' anche perche' le grosse fabbriche hanno costi di gestione alti...
Serve educare i ragazzi a cambiare atteggiamanto verso i lavori manuali ed insegnare loro che non tutto si risole col pc o il mac...



