Tesla ha scritto:Intanto complimenti per il bel reportage che stai facendo sulla realizzazione della custodia per gli occhiali. Che dire , capisco benissimo la tua compagna... io porto gli occhiali da ottobre e ancora non mi sono abituato a tenerli sul naso.
Per quanto riguarda le fasce, quelle che si sono mosse durante l'incollaggio, la prossima volta potresti ovviare utilizzando un chiodino da tagliare quai raso alla faccia che lo accoglie in modo tale che la piccola sporgenza entri nell'altra parte del legno quel tanto che basta per non farlo scivolare. E' un trucchetto che ho imparato qui sul forum e che ora applico spesso.
Sarei curioso, se possibile, di saperne di più sul piega fasce... sia sulla realizzazione che sul suo utilizzo.
Grazie! Eh purtroppo anche io inizio inizio vedere meno bene,e aver bisogno degli occhiali per fare cose di precisione... gli anni passano per tutti, suppongo...
Per incollaggi simili sulla chitarra uso normalmente una serie infinita di pezzi di nastro adesivo oppure elastici. Uso anche la tecnica del chiodino ma in altri casi, forse ci poteva stare pure qui, hai ragione. In verità ho fatto le cose in maniera sbrigativa, il problema è più che altro quello. Certi lavoretti a volte li prendo come gioco e faccio le cose un pò troppo secondo la fantasia del momento.
Il piegafasce è presto detto: appunto vecchia resistenza forno piegata alla buona e infilata dentro a un tubo di ferro saldato su un quadrello. La parte difficile è stata piegare la lastra di alluminio con una curva progressiva, che aiuta molto nel creare curve variabili a mano libera (appunto come le fasce della chitarra o simili) ma inutile per fare archi di cerchio. Comunque anche quello fatto in casa con una morsa, tubi con diverso diametro e abbondanti martellate.
Come si usa... bisogna portare il ferro intorno ai 200° e passa, vado empiricamente : quando una goccia d'acqua salta via dal ferro bollente è pronto . Poi il segreto è il vapore, è lui che riesce a portare il calore sin dentro al legno: metto sempre un piallaccio o un fazzoletto bagnato tra il ferro e il pezzo, e lo bagno oggi volta che inizia ad asciugare e produrre meno vapore. Evita le bruciature e aumenta molto l'efficacia.
Si scalda la zona che si vuol piegare muovendo leggermente il pezzo avanti e indietro sul ferro (fazzoletto) e flettendolo dolcemente finché si sente che il legno inizia al diventare plastico, allora è il momento di insistere e piegare sino alla curva voluta e anche un pò oltre, che il legno raffreddando torna indietro. Si potrà poi modificare leggermente la curva scaldando di nuovo. Non conviene invece insistere troppo a scaldare una volta raggiunta la curva che si cerca, perché oltre alla buona probabilità di bruciatura, si blocca irrimediabilmente il legno in quella posizione senza possibilità di aggiustamenti (oltre una certa temperatura la lignina da plastica ritorna solida e cambia di stato, o qualcosa del genere...)
Ovviamente la riuscita dipende molto dallo spessore nonché dal tipo di legno e dalla venatura, ma bisogna anche farci un po la mano per capire i momenti e le temperature...