La Dolce Vite

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Messaggioda bc » sab 19 giu, 2021 10:31

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Sto riparando alla meglio una struttura da giardino piuttosto malandata realizzata in pino impregnato in autoclave. Molte parti sono ben più ammalorate di quanto una stima visiva potesse far pensare. A tenere uniti travetti e montanti vi erano dei vitoni zincati di lunghezza da 100 a 200 mm. Le teste delle viti conservano tuttora la zincatura e l’impronta, e parevano “svitabili”. Ed infatti questo avviene puntualmente: il gambo residuo cede ed esce un corto ed esile moncherino rugginoso. Il legno attorno alla vite sembra aver assorbito il metallo: si è “marcito” trasformandosi in un cilindro nerastro costitutito da rare cedevoli lamelle radiali e tra queste una polvere bruna con resistenza alle sollecitazioni pressochè nulla.
Alcune viti inox piu corte, presenti senza funzione strutturale, sembrano come nuove e così appare pure la sua sede nel legno
Il ferro si è dunque diffuso nel legno (umido); la presenza di metalli di altre speci può aver favorito?
È un fenomeno elettrochimico noto?

Naturalmente d’ora in poi per queste applicazioni solo inox. Giusto? o trascuro qualcosa?
grazie.
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda zampa85 » sab 19 giu, 2021 10:40

Non ho nozioni "tecniche", ma spesso in cantiere mi capita di rimuovere/distruggere cose in legno marcio, e spessissimo le viti o i chiodi sono consumatissimi.
E sbaglio anch'io nel non mettere sempre viti inox. Con quelle non puoi sbagliare.
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda alfredo bs » sab 19 giu, 2021 13:08

Anche l'inox pare abbia i suoi problemi, più che altro respinge lo stucco, in nautica su barche in legno si usava l'everdur (il metallo della lega nord :mryellow: )
Però penso che alla lunga la miglior giunzione possibile per il legno sia legno-legno (chiodi di legno, spine, lamelli, TENONI...) perché qualche movimento ci sarà sempre e il metallo molto più duro nel legno, sgargia oggi sgargia domani si crea spazio nel legno
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda ebanista » sab 19 giu, 2021 17:15

alfredo bs ha scritto:Anche l'inox pare abbia i suoi problemi, più che altro respinge lo stucco, in nautica su barche in legno si usava l'everdur (il metallo della lega nord :mryellow: )
Però penso che alla lunga la miglior giunzione possibile per il legno sia legno-legno (chiodi di legno, spine, lamelli, TENONI...) perché qualche movimento ci sarà sempre e il metallo molto più duro nel legno, sgargia oggi sgargia domani si crea spazio nel legno


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Re: La Dolce Vite

Messaggioda bc » sab 19 giu, 2021 21:23

grazie a tutti.
sono bastate poche parole in google tipo: “corrosion in preservative treated wood” per scoprire che alcuni metalli si corrodono ad una velocita molto elevata in quei tipi di legno trattato Ciò sarebbe dovuto ad una forma di “corrosione galvanica” principalmente dovuta al rame.
Non ho particolare esperienza ma non avevo mai visto delle viti da 6 mm consunte a quel livello con la testa ancora intatta
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda bafman » sab 19 giu, 2021 23:08

Mi incuriosisce. da dove viene il rame che farebbe sacrificare le viti? È un componente di taluni trattamenti del legno? Useranno mica il solfato
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda bc » dom 20 giu, 2021 02:31

bafman ha scritto:Mi incuriosisce. da dove viene il rame che farebbe sacrificare le viti? È un componente di taluni trattamenti del legno? Useranno mica il solfato


https://8pointshome.com/modern-pressure-treated-lumber-corrosive/

esatto, il rame, dal quale il colore verde di quei materiali, inizialmente era contenuto nel trattamento CCA (cromo-rame-“arsenicato”) Poi, dopo il 2003, data corrispondente alla rinuncia volontaria (negli USA) dei produttori di continuare ad usare quei composti per i problemi di tossicità nel frattempo evidenziatisi, si è passati a trattamenti senza cromo ne arsenico, ma con l’aumentato utilizzo di rame. Questi, suppongo, corrispondano ai trattamenti qui da noi descritti come “in autoclave” giacchè sono “a pressione” mentre, se non ho capito male, i primi si davano in forma liquida.
Ultima modifica di bc il dom 20 giu, 2021 02:47, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda biomass » dom 20 giu, 2021 05:33

Confermo
Appena acquistati pali e travi trattati in autoclave.
Il colore è tipo verdognolo derivato dal rame.
Confermato dal venditore.
Serve come antifungino/antimicotico
Nella superficie del legno, in alcuni punti, ci sono come dei "sali" non disciolti.

Dice, tutto non tossico
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda biomass » dom 20 giu, 2021 05:36

Le viti fornite dal venditore, sono zincate.
Zincate anche staffe e piedi delle colonne.
Sperem ben
Tra 10 giorni monto tutto a misura.
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda bc » dom 20 giu, 2021 16:43

biomass ha scritto:Le viti fornite dal venditore, sono zincate.
Zincate anche staffe e piedi delle colonne.


Anche queste sulla destra erano zincate. E ora sono così, peggio di certi reperti bellici di più di un secolo fa.
È vero che non da tutte le parti succede, E vicino a staffe a terra non sembra essersi accanito, ma nel dubbio ... io mi sono convertito al rostfrei.

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Re: La Dolce Vite

Messaggioda Bric » dom 20 giu, 2021 17:23

Zinco e rame, accoppiata fantastica!
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda artista » lun 21 giu, 2021 01:11

Bric ha scritto:Zinco e rame, accoppiata fantastica!


... ?
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda artista » lun 21 giu, 2021 01:16

bc ha scritto:
biomass ha scritto:Le viti fornite dal venditore, sono zincate.
Zincate anche staffe e piedi delle colonne.


Anche queste sulla destra erano zincate. E ora sono così, peggio di certi reperti bellici di più di un secolo fa.
È vero che non da tutte le parti succede, E vicino a staffe a terra non sembra essersi accanito, ma nel dubbio ... io mi sono convertito al rostfrei.

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... 2° me si è presentato un aumento anomalo di correnti galvaniche che associate ai sali presenti nelle soluzioni per autoclave ne hanno accelerato il fenomeno........fenomeno che ho visto spesso, però su manufatti pluridecennali :?
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda bc » gio 01 lug, 2021 21:58

questa è l’etichetta che accompagna un legno trattato con ACQ in canada

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Sono state pure in alcuni stati diffuse delle direttive per i costruttori, nelle quali si specifica che la “ferramenta” a contatto con l’ACQ, si corrode in tempi svariate volte (da 2 a 6 su una fonte, 5 secondo un’altra, piu di 10 per una terza) inferiori. :shock:

Per alcune fonti se zincato a freddo resiste poco per altre per nulla. Lo zincato a caldo pare già migliore. il rame è ok, ma non ricordo di aver mai visto viti e piastre di unione in rame, quanto costerebbero poi? non si provi con l’alluminio altrimenti si può fin da subito iniziare il conto alla rovescia.
Secondo una fonte nemmeno l’inox tiene e si deve ricorrere alle viti con rivestimento ceramico

Ho comprato diverse volte negli ultimi anni legno impregnato ma non ricordo di aver mai visto una etichetta cambrettata ad un estremo o che mi abbiano “allungato” una fotocopia di una scheda di sicurezza. Magari un avviso dell’esistenza di questi “corrosivi” aspetti mi avrebbe convinto che era meglio tornare al creosoto… chissá! Di sicuro per le traversine l’ACQ non lo vedo indicato ..
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Re: La Dolce Vite

Messaggioda RPLegnofilia » mer 07 gen, 2026 16:14

la corrosione galvanica e l’obsolescenza programmata.

Mi trovo mio malgrado di nuovo a interfacciarmi con il “consumismo”: stavolta non del nostro vizioso e compulsivo comportamento, ma dell’obsolescenza programmata. So che alcuni credono che sia una bufala: i guasti avvengono piu frequentemente perché causati da progettazioni piu approssimative, o da materiali piu scadenti, non credono insomma che sia un evento programmato, un fatto voluto, un complotto o una cospirazione per usare parole abusate da altri, a danno dei consumatori, per garantirsi che la domanda sia stabile nel tempo anche per oggetti che possono funzionare per decenni. I costruttori vendono una stampante con scritto nella eprom la data decorsa la quale, smetterá di funzionare. Ma ci sono altri modi. La corrosione galvanica é uno di questi.

Mia suocera ha recentemente sostituito la lavatrice una rex electrolux dopo anni di utilizzo saltuario ma soddisfacente. La diiagnosi era legata ad un rumore infernale che emetteva funzionando. Di solito questo rimanda ai cuscinetti del cesto. Ormai gia sulla via della discarica, parcheggiata sulla terrazza do una occhiata: La macchina é in uno stato di conservazione incredibile: tutto pulitissimo anche all’interno, guarnizioni che conservano invidiabile elasticitá ingrassaggi che hanno ancora l’impronta digitale dell’operaio. Carboncini al 90%, carbone generato dal consumo degli stessi, assente, insomma: nuova. come possono essere giá partiti i cuscinetti?

Mi decido ad aprirla. A me le Rex piacciono, qualcuna mi é pure riuscito di aggiustarla, non hanno una presenza di elettronica devastante, sono in qualche misura piu abbordabili nella riparazione.
Tolgo la vasca, il componente piu ingombrante. il cesto é in inox. Il resto é un vascone in PP K polipropilene caricato boh.. forse kevlar. Di soppiatto me lo porto in garage e scopro ben presto che il cesto non passando dall’apertura non si sfila e non é visibile alcun fastener …. ergo é sigillata, incollata, termosaldata- Vabbé prendo una sega jap del lidl e un multifunzione vibrante e mi metto all’opera. Nel trascinare e ruotare la vasca vedo uscire di quando in quando dei trucioli bianchi e spero non sia la plastica della vasca scavata da qualche rottame. Eccola aperta: il dietro del tamburo si mostra in condizioni opposte al resto: vi é un albero con 2 cuscinetti e 2guarnizioni che sembra girare ancora benino e cioé che rimane del collegamento cesto albero: la cosiddetta crociera chiamata supporto a ragno dagli inglesi, tre raggi disposti a 120 gradi curvati e ripiegati per conferire rigiditá. In realtá non attraverso queste lavorazioni, essendo realizzata in fusione di alluminio o di zinco. Questa appare corrosa bucata, tarlata, rivestita da quei detriti trucioli, lanuggine, visti prima e con due raggi su tre, strappati a metá, interrotti. Ti credo che faceva rumore!

Beh visto che ho scritto quasi una pagina, lascio alla vostra curiositá metallurgica l’approfondimento sulla corrosione galvanica ma in sostanza quando due metalli diversi si toccano in ambiente acquoso con aggiunti dei detergenti specie se ad alto PH ad esempio candeggina si formano le condizioni ideali: l’alluminio diventa l’anodo e si dissolve in soluzione come ossido di Alluminio. Continua cosí fino a perdere progressivamente spessore e a causare il collasso. Questo, unitamente al fatto che la crociera non é ispezionabile, né sostituibile, non compare a catalogo come ricambio perché si deve sostituire tutta la vasca con costi che spesso superano quello della macchina nuova.
Tutte le marche “migliori” Miele inclusa, sono fatte cosí.

https://www.ukwhitegoods.co.uk/help/176-stains-a-marks/washing-machine-stains/2974-washing-machine-washing-machine-sealed-tubs-a-why-you-should-care

Sono disponibili molte contromisure come prima cosa cambiare i materiali, la combinazione inox-alluminio é una delle peggiori. l’unica logica motivazione é che questo sistema, costituisca una sorta di conteggio alla rovescia al termine del quale si ha il collasso catastrofico. E intanto le discariche crescono, i panni imbiancano (di ossido di alluminio) e magari chiamano questi modelli ecologici… perché sono A++

https://youtu.be/p5jG5kRY6H0?feature=shared
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