Roland ha scritto:una volta mio suocero, venne a sincerarsi di come stavamo procedendo io e sua figlia a tirar su un tramezzo in quella che sarebbe stato il nostro attuale garage cantina. Era un muratore in disarmo e ci stava studiando, pronto alla critica. Al secondo corso di forati, io gli fornì involontariamente il pretesto: tornai da buon pignolo indietro e provai a risistemare il forato d’angolo che mi sembrava non a filo degli altri. Del resto era li da due minuti, di certo la malta non era già asciutta...
“che xxx fai?” tuonò l’imperioso l’uomo con tono (e volume) da cantiere. Si avvicinò e constatò che alcuni forati erano stati manipolati post posa e non erano a suo dire ben saldi. Affibbiò un paio di calcioni a quell’embrione di divisorio, abbattendolo e ci spiegò che la malta “ha i suoi tempi”. Quindi ci disse di usare altri forati, asciutti, per il nuovo tentativo. Ci suggerì di recitare una brevissima preghiera in rima come tempo limite, trascorso il quale era d’obbligo evitare ogni aggiustamento sul pregresso e se ne andò scuotendo il capo.
Rolando, se fossi stato tuo suocero ti menavo pure....
Scherzo ovviamente, lo sai che ti voglio bene....
Quel che dici è vero....., quel che diceva tuo suocero è vero! Quando hai posato il forato asciutto, avrai visto che il forato "succhiava" umidità dalla malta e muoverlo in questa fase rende inutile la malta. Questo passaggio, come diceva anche Massimo, deve avvenire lentamente o comunque in tempi ragionevolmente controllati.
Ora, siccome in inverno non si fa niente in muratura se le temperature rischiano di scendere sotto lo zero, perchè l'acqua rischia di congelare; così in estate il passaggio deve essere rallentato. Ciò si ottiene bagnado l'inerte che inserisci nella malta.
Concordo con Gabriele (pontello)
