la Vasa ha per certi versi una storia simbolica. Costruita per volontà del re Adolfo, era, nelle intenzioni, uno dei più grandi, sfarzosi e potenti galeoni mai costruiti. Si andò oltre le conoscenze dell’epoca circa la stabilità di una simile imbarcazione: non vi erano calcoli o modelli predittivi per simulare come si comportasse in mare e la pratica comune era quella di provare (trial and error). Questo sistema non poteva extrapolare il comportamento oltre le dimensioni massime fino ad allora costruite e quindi poteva andare in crisi per richieste che, alimentate dalle regali ambizioni, mirassero alla più grande opera mai vista prima.
La nave al collaudo, condotto da 30 uomini che correvano da prua a poppa reagì male, ma ciò non fece desistere dall’affrontare il varo. Il giorno stesso affondò nel porto da dov’era “salpata” e lì rimase 3 secoli a 30 m di profondità nella fanghiglia. Le condizoni di bassa salinità e di estrema anossia dell’acqua, causata dagli scarichi fognari dove non sopravvivevano nemmeno i batteri, conservò il galeone.
Dopo qualche ispezione infruttuosa, negli anni 70 si decise di riportarlo in superficie. Ebbe dunque inizio il periodo di sostituzione dell’acqua che impregnava il tutto e lo rendeva deperibile, con glicole. 800 tonnellate furono “rimosse” e gradualmente reintegrate in 17 anni di esposizione a 500 docce di glicole. (Dopo 300 anni nella m. ti credo!
Fu necessario vaccinare gli operatori contro malattie ormai debellate riporta l’articolo, con varie altre curiosità ed immagini che testimoniano la bellezza della nave e l’opera di recupero.
Ora questa grande e maestosa nave salvata con grande sforzo umano ed impegno tecnologico è nel museo Vasa di Stoccolma.
Io non l’ho mai vista, ne ho solo sentito parlare e letto qualche articolo.
PS il post non cela sarcasmo o altri contenuti. A scanso di equivoci.

