mibo ha scritto:Quindi Maggiolini e gli altri ebanisti operativi nel "700 lastronavano i mobili per renderli fruibili a tutti quanti?
Forse ti sfugge che , oltre ai nobili casati e alla chiesa, vi erano anche committenti comuni, che comunque avevano bisogno di mobili, magari belli, ma che non costassero uno sproposito, quindi non confondiamo gli artisti con i comuni fabbricanti di mobili.
La rivoluzione industriale, ha permesso l'evoluzione tecnologica, la costruzione in serie, e quindi la fruizione di cose belle a un pubblico più ampio, e questo già nel 700.
Il mio ragionamento, era volto semplicemente appunto a far riflettere su alcuni aspetti della costruzione dei mobili; i mobili lastronati, sono mobili che hanno si una struttura portante in massello di abete o larice, ma questa da sola non costituisce il mobile, infatti le varie parti venivano lastronate con cartelle di una certa dimensione, non meno di 5/10 mm, che portavano poi il mobile a misura finita; l'impiallaccciatura, è un procedimento diverso, ovvero, come hai accennato, è invece una tecnica volta ad impreziosire la superfice di un mobile di per se completo, la stessa cosa per l'intarsio.
I Maggiolini, o i Piffettii, erano artisti, ebanisti sopraffini, i cui manufatti erano rivolti ad una determinata committenza, particolarmente facoltosa, ma gli altri non erano tutti straccioni, e magari ambivano comunque ad avere dei mobili di un certo pregio, nelle loro abitazioni.
Tanto per chiarirsi, i musei sono pieni di mobili realizzati con entrambe le tecniche, i mobili invece realizzati completamente in massello, appartengono prevalentemente, a epoca medievale e rinascimentale, dove tali tecniche erano pressochè sconosciute.
Vi è anche da dire che, con le colle attuali, non è possibile realizzare pedissequamente, gli stessi mobili, ma bisogna attuare degli accorgimenti, per compensare la notevole trazione che queste colle attuano, da cui ne deriva, il consiglio di impiallacciare entrambe le facce della parte interessata, meno problematico invece se si lastrona con spessori importanti.
Per Alberto, 5 anni per me sono un tempo sufficientemente lungo, è tali sono gli anni in cui ho utilizzato il Makita .