... grazie ad entrambi, i complimenti sono sempre graditi e ancor di più da persone dalle quali c'è tanto da imparare.
Il patchwork (alias ammuina

) è stato in effetti proprio il primo tentativo di intarsio che feci all'epoca, poi l'ho lasciato perdere e ora, complice l'esigenza di smaltire un pò di pezzulli sparsi, è tornato; ne farò ancora, è una minaccia

.
Sulla procedura, che dire ancora, ricordo di averne parlato in un articolo su Legnolab, datato 2013 credo; comunque, si tratta della scolastica tecnica del collage, si sceglie un soggetto, si stampa in due copie, una come riferimento e l'altra da ritagliare pezzo per pezzo, riportandone la sagoma sul piallaccio scelto, ricomponendo la traccia offerta dall'altro e tenendo fermi i pezzi con sottili strisce di nastro da carrozziere; incollaggio brutalis con bostik o vinavil, ho sempre usato il primo - più veloce ma intransigente, se sbagli appoggio adios - poi ho voluto provare la vinilica con questo e mi ci trovo bene, è molto più amichevole ee permette aggiustamenti, c'è solo da curare bene il serraggio uniforme per evitare bolle; carteggiatura fine, finitura opaca all'acqua, un velo di cera sempre all'acqua e via andare.
Qui, mi sono discostato da questa procedura solo per la fase di scelta del soggetto, stampa, ritaglio eccetera ... trattandosi di un disegno caotico, sono andato a sentimento e l'ho composto come mi piaceva, liberamente, solo accostando colori e forme già esistenti; in progress, mi sono accorto che era più gradevole inserire un filetto tra i vari pezzi, per dare comunque una sorta di omogeneità e continuità all'estetica dell'insieme.
Comunque, se interessa, il prossimo lo documento meglio.
...calma & gesso...