Ci ho passato due mesi durante il servizio militare, ormai trentaquattro anni addietro, quando fui distaccato a San Giorgio a Cremano per conseguire la qualifica di marconista. All'epoca non mi piacque proprio, verosimilmente rimasi frastornato da una scena poco edificante che vidi in una strada di cui rammento solo che era incrociata da una gradinata. Non mi piacque al punto che uscivo di rado dalla caserma durante la libera uscita e questo, ovviamente, non mi ha dato la possibilità di conoscere meglio la città.
Mia moglie c'era stata la settimana prima per alcuni giorni e telefonandomi si diceva stupita del fatto che Napoli non mi piacesse dicendosene, invece, assolutamente entusiasta.
Domenica é stato il mio turno e con mia somma sorpresa, una volta sceso dal pullman e prima e dalla metro dopo, ho potuto constatare che mia moglie aveva proprio ragione. Era ancora molto presto e la luce del mattino restituiva una visione fresca e la vivacità degli esercenti diffondeva una sonorità ben diversa da certe rappresentazioni pittoresche che si fanno della città. Tutto mi è parso pulito e seducente, l'architettura l'ho trovata degna di una capitale e il caffè che mi è stato servito da Gambrinus il migliore che io abbia mai avuto la ventura di gustare in tutta la mia vita. Sono ripartito la sera con il rammarico di non poterci stare qualche ora in più e di non aver potuto condividere quella giornata con chi mi è più caro.
Quest'esperienza mi ha reso concreto il fatto che "tutto accade nella nostra testa" e che i nostri stati d'animo o, forse, i preconcetti ci inducono convinzioni non sempre riscontrabili alla luce di una diversa visione di quelle stesse cose.
Non voglio addentrarmi in considerazioni poco comprensibili se non da parte di chi soffre le mie stesse patologie psichiche, mi limito perciò a porgere un inchino a questa splendida città e un caro saluto ai Napoletani di questo forum: Roberto, Rafè, Giuliano e tutti quelli con cui, magari non ho avuto occasione di interloquire in questi anni.

