Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda Luca » gio 11 apr, 2019 11:45

androti ha scritto:
Luca ha scritto:.............Peccato non poterle sfruttare....Hai chiesto dal Buzzi segherie se te le può tagliare?

Proprio lui aveva detto al giardiniere che le avrebbe prese solo se fossero state abete. Dimensioni della base del tronco più grosso:

Immagine

Peccato con 120cm ci vengono fuori dei bei tavoloni.
Ricordatevi.........insisti,resisti,raggiungi e conquisti.
Saluti.
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda alfredo bs » gio 11 apr, 2019 12:02

mumu ha scritto:Preciso che il mio intento non era mettere in discussione la grave situazione climatica del pianeta, cosa che fanno certi negazionisti.

Più che altro è per "contestare" certi titoli sensazionalisti dei media (l'inverno più freddo/l'estate più calda degli ultimi tot anni) che si sentono sempre più di frequente :mryellow:


vero, verissimo

io vorrei regalare un bel metro da falegname ai giornalisti quando dicono: è arrivato mezzo metro di neve...
quando si vede chiaramente alle loro spalle che la neve non arriva al marciapiede...
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » ven 12 apr, 2019 08:02

androti ha scritto:
Luca ha scritto:.............Peccato non poterle sfruttare....Hai chiesto dal Buzzi segherie se te le può tagliare?

Proprio lui aveva detto al giardiniere che le avrebbe prese solo se fossero state abete. Dimensioni della base del tronco più grosso:

Immagine


Certo che gli alberi di Sandro erano tutt'altro che cariati, attaccati da funghi, morti in piedi o troppo accanto alle abitazioni, da quel che vedo.
Nulla da dire, da noi i cedri sono impressionanti, Carnevali a Brescia li cerca, per gli appassionati delle tavole che oltrepassano il metro, è che questi appassionati sono rarissimi.

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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » ven 12 apr, 2019 08:34

Comunque, ci tengo a dire che mi piace ragionare su questi argomenti, perché trovo spesso le risposte più logiche su come anticamente veniva gestito il territorio o la semplice proprietà, vedo percorrendo le strade della Franciacorta, ricche di antiche ville che, presso questi parchi, i cedri sono tenuti a breve distanza dalle case, probabilmente non sapevano che sarebbero cresciuti a dismisura, i tassi invece, più vicini alla cinta, probabilmente sapevano comunque che il tasso caria con facilità e senza che lo si noti, quindi meglio lontano per salvaguardare la casa.
I boschi invece se ragiono in fabbisogno di legna da ardere, è logico che si possa preferire la robinia, una volta ridotta a ceppaia mi da i polloni che crescono con grande rapidità, quindi legna, idem per il castagno che invece produce pali per vigneti o recinzioni.

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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda artista » ven 12 apr, 2019 09:07

...da noi invece si è preferito l'Abete, perchè dopo una guerra che ha distrutto tutto l'economia è sottozero e tutto è da ricostruire, l'Abete allora era l'albero con la crescita più veloce-più facile da gestire e dimensionalmente adatto al bisogno prima per solai e tetti, poi per tavolame...........oggi che si vive nella bambagia è facile criticare le scelte di chi si trovò in quel tempo.......e non ostante tutto rimane detiene incontrastato il titolo di legno più usato al mondo, salvo Forse nella produzione della carta
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda salen » ven 12 apr, 2019 12:05

mastro stefano ha scritto:Comunque, ci tengo a dire che mi piace ragionare su questi argomenti, perché trovo spesso le risposte più logiche su come anticamente veniva gestito il territorio o la semplice proprietà, vedo percorrendo le strade della Franciacorta, ricche di antiche ville che, presso questi parchi, i cedri sono tenuti a breve distanza dalle case, probabilmente non sapevano che sarebbero cresciuti a dismisura, i tassi invece, più vicini alla cinta, probabilmente sapevano comunque che il tasso caria con facilità e senza che lo si noti, quindi meglio lontano per salvaguardare la casa.
I boschi invece se ragiono in fabbisogno di legna da ardere, è logico che si possa preferire la robinia, una volta ridotta a ceppaia mi da i polloni che crescono con grande rapidità, quindi legna, idem per il castagno che invece produce pali per vigneti o recinzioni.

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Non capisco cosa intendi quando dici che il tasso caria con facilità, è strano, mi sembra una pianta robusta e che sia difficile che marcisca o che venga attaccata da funghi o insetti
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » ven 12 apr, 2019 12:46

La valcamonica invece è variegata, perciò secondo me, proprio perché c'era fame, che si consideravano più specie.
Scusa Massimo, perché criticano? In Italia non esiste regione più adatta di quella alpina per alcune conifere, specialmente il larice, in altre alpine più temperate, questi alberi sono di pessima qualità.
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda odnalor » ven 12 apr, 2019 12:50

cosa vi fa pensare che un evento come quello dell’abbattimento di decine di migliaia di alberi da parte del vento di inaudita intensità, non capiti di nuovo?
Se non si agisce nel senso di provare a fermare il riscaldamento globale riducendo le immissioni di CO2, fare finta che il problema non esista, sarà utile come ballare a bordo del titanic.
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » ven 12 apr, 2019 12:51

salen ha scritto:
mastro stefano ha scritto:Comunque, ci tengo a dire che mi piace ragionare su questi argomenti, perché trovo spesso le risposte più logiche su come anticamente veniva gestito il territorio o la semplice proprietà, vedo percorrendo le strade della Franciacorta, ricche di antiche ville che, presso questi parchi, i cedri sono tenuti a breve distanza dalle case, probabilmente non sapevano che sarebbero cresciuti a dismisura, i tassi invece, più vicini alla cinta, probabilmente sapevano comunque che il tasso caria con facilità e senza che lo si noti, quindi meglio lontano per salvaguardare la casa.
I boschi invece se ragiono in fabbisogno di legna da ardere, è logico che si possa preferire la robinia, una volta ridotta a ceppaia mi da i polloni che crescono con grande rapidità, quindi legna, idem per il castagno che invece produce pali per vigneti o recinzioni.

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Non capisco cosa intendi quando dici che il tasso caria con facilità, è strano, mi sembra una pianta robusta e che sia difficile che marcisca o che venga attaccata da funghi o insetti


Si, è molto facile che il tasso soffra di carie, come il cipresso arizonica, marcisce il midollo.
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » ven 12 apr, 2019 12:58

odnalor ha scritto:cosa vi fa pensare che un evento come quello dell’abbattimento di decine di migliaia di alberi da parte del vento di inaudita intensità, non capiti di nuovo?
Se non si agisce nel senso di provare a fermare il riscaldamento globale riducendo le immissioni di CO2, fare finta che il problema non esista, sarà utile come ballare a bordo del titanic.[/quote.


Infatti, penso che gli alberi soffrano visibilmente e che abbiano seri problemi di sviluppo radicale, se non è quello, perché due dita di neve primaverile abbattono un bosco?
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda androti » ven 12 apr, 2019 13:16

mastro stefano ha scritto:........Certo che gli alberi di Sandro erano tutt'altro che cariati, attaccati da funghi, morti in piedi o troppo accanto alle abitazioni, da quel che vedo.....

E vedi male, perchè a parte il "cariati", il resto c'era tutto:
    [*]Quella tagliata l'anno scorso era morta in piedi
    [*]i rimanenti quattro avevano le radici inesistenti grazie ai funghi
    [*]Hanno stimato l'altezza intorno ai 25 ÷ 26 metri,
    nell'immagine seguente, le linee rosse sono lunghe 20m, come il riferimento Google[/list]
    [align=center]Immagine ciao, sandro[/align]
per catturare il coniglio, devi fare il verso della carota (bidello Chicco, una cinquantina d'anni fa)
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda artista » ven 12 apr, 2019 13:43

mastro stefano ha scritto:La valcamonica invece è variegata, perciò secondo me, proprio perché c'era fame, che si consideravano più specie.
Scusa Massimo, perché criticano? In Italia non esiste regione più adatta di quella alpina per alcune conifere, specialmente il larice, in altre alpine più temperate, questi alberi sono di pessima qualità.


...a criticare sono i soliti Natisapienti (e sono tanti), disprezzano una scelta presa decenni fà in base ai bisogno e alle possibilità, lo fanno adducendo che l'Abete è un legno da niente e senza valore mentre il Faggio-Castagno-Frassino hanno valore.......ho sentito anche esperti dire che ora si potrà piantumare il Rovere :consola:
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Messaggioda salen » ven 12 apr, 2019 20:39

artista ha scritto:
mastro stefano ha scritto:La valcamonica invece è variegata, perciò secondo me, proprio perché c'era fame, che si consideravano più specie.
Scusa Massimo, perché criticano? In Italia non esiste regione più adatta di quella alpina per alcune conifere, specialmente il larice, in altre alpine più temperate, questi alberi sono di pessima qualità.


...a criticare sono i soliti Natisapienti (e sono tanti), disprezzano una scelta presa decenni fà in base ai bisogno e alle possibilità, lo fanno adducendo che l'Abete è un legno da niente e senza valore mentre il Faggio-Castagno-Frassino hanno valore.......ho sentito anche esperti dire che ora si potrà piantumare il Rovere :consola:


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Messaggioda bafman » ven 12 apr, 2019 22:43

mastro stefano ha scritto:..........Peccato non poterle sfruttare. [...]
Nulla da dire, da noi i cedri sono impressionanti, Carnevali a Brescia li cerca, per gli appassionati delle tavole che oltrepassano il metro, è che questi appassionati sono rarissimi.

Vedevo qualche tavolone di recente; per curiosità il cedro può essere un buon legno per un banco da lavoro ?
Immagino che la risposta sia “ni” perché è tenero e il piano magari si sciupa, penso però che un piano vada pure sciupato ma per capirci è tenero come l’abete?

E perché lo Scott lo indica per “falegnameria di qualità per interni; elementi non costruttivi dei mobili” ...perché non costruttivi? Perché tende a deformarmi?
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Re: Un Vento Funesto Che Infiniti Addusse Lutti Ai Boschivi…

Messaggioda mastro stefano » sab 13 apr, 2019 08:00

Ciao Alberto, il banco da falegnameria forse no, ma mobili da interno è molto bello, in pochi lo trattano e se venisse utilizzato come merita, potrebbe essere l'alternativa al ciliegio.
Il difetto è la sua fragilità.

Stefano
Ultima modifica di mastro stefano il sab 13 apr, 2019 08:04, modificato 1 volta in totale.
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