Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

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Messaggioda CavalloGoloso » lun 22 ott, 2018 07:18

https://www.ilpost.it/2018/10/19/manina-craxi-moro/
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda NIKK » lun 22 ott, 2018 07:25

In realta' lo "sveglione" di turno, ministro a sua insaputa , non si era nemmeno accorto di che cosa aveva sottoscrtitto . :risata: :risata: se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda Roland » lun 22 ott, 2018 09:04

la manina, ai tempi del primo matteo, si diceva avesse una Manzione: quella di salvare il berlusconi e poi di non farne menzione. Era quella di una ex vigilessa si diceva.....

https://www.michelesantoro.it/2015/01/da-vigilessa-a-palazzo-chigi-chi-e-antonella-manzione/

ricordo che il decretino modificato conteneva una bestialità, ovvero che la gravità di un evasione fiscale fosse determinata in senso relativo e non assoluto: se l’importo evaso era di un milione di €, e si trattava di una percentuale sotto il tot %, sarebbe stata un irregolarità amministrativa e non penale. :roll:
Difeso dalla Boschi poi si perse e non ricordavo che Padoan l’avesse corretto..

Poi ci si mise pure anche qualcun altro ad interpretare la questione in modo naif e questo, descritto in un vecchio topic era un errore
grossolano di logica. Mi confermi Tony?

in Francia
se evadi PIÙ del 3% O PIÙ di 150€, è un reato penale
se evadi MENO del 3% E MENO di 150€ NON è reato penale

non importa affatto l’ordine in cui compaiono gli illeciti.
l’unica cosa phastidiosa è di aver usato la canzone di povia
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » lun 22 ott, 2018 15:37

Non ho memoria della manina di Renzi, ho riportato il link perchè mi aiuti su alcune considerazioni che vorrei fare su alcuni temi che i fatti di questi giorni mi hanno riportato alla mente.
Il primo è rappresentato dalla distinzione tra i poteri dello Stato che risale a Montesqueu ma che oggi deve essere rivista perchè particolarmente datata.
La vicenda della manina mette in luce la questione sel "potere burocratico" ossia di quel complesso di quadri e funzionari che, a fronte dell'avvicendamento delle forze politiche che occupano i ministeri, restano stabili ai loro posti e possono, per questo, esercitare influenze, per molti versi intuibili ma la cui entità mi pare inimmaginabile fosse solo perchè non conoscendo nel dettaglio certe dinamicha non siamo in grado di comprendere fino in fondo cosa possa realmente fare o non fare un funzionario allocato in un ufficio chiave!
Altra faccenda è rappresentata dal ruolo che hanno i media nella generazione delle percezioni che i cittadini possono avere di certi fatti. Di questo si è giá parlato quando si è discorso di armi e di legittima difesa. Mi pare evidente, peró, che influire sul pensiero delle persone sia una prerogativa di ogni compaggine che riesca ad avere un certo credito mediatico!
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda Roland » lun 22 ott, 2018 16:25

CavalloGoloso ha scritto:
La vicenda della manina mette in luce la questione sel "potere burocratico" ossia di quel complesso di quadri e funzionari che, a fronte dell'avvicendamento delle forze politiche che occupano i ministeri, restano stabili ai loro posti e possono, per questo, esercitare influenze, per molti versi intuibili ma la cui entità mi pare inimmaginabile fosse solo perchè non conoscendo nel dettaglio certe dinamicha non siamo in grado di comprendere fino in fondo cosa possa realmente fare o non fare un funzionario allocato in un ufficio chiave!


Ma ci sono ancora veramente questi personaggi Tony? uno degli “interventi” di cui sopra ad esempio, era stato, si dice, ad opera di una persona che il premier si era portato da Firenze, aveva un importante incarico nell’ufficio legale di palazzo chigi, pro tempore, e oggi non credo ci sia giá più. Un’altra figura discussa, il portavoce M5S quello del grande fratello per intenderci; nemmeno lui è un funzionario pubblico inquadrato e stabile..
Insomma temo che, via via, gli alti burocrati, siano sempre piu spesso rimpiazzati da spin doctors o figure similari, che quando cambia il politico hanno già gli scatoloni pronti pure loro...anche se poi è naturale che in un ministero non si possa rivoluzionare tutto l’organico, ad ogni legislatura, specie nei ministeri tecnici.
Certi dirigenti strategici per “l’immagine” però, magari cambiano piu velocemente di quanto non si possa pensare.
Hai visto lo staff di giovanetti che cura i filmati fb del ministro dell’interno, ad esempio?
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » lun 22 ott, 2018 22:13

Roland ha scritto:
CavalloGoloso ha scritto:
La vicenda della manina mette in luce la questione sel "potere burocratico" ossia di quel complesso di quadri e funzionari che, a fronte dell'avvicendamento delle forze politiche che occupano i ministeri, restano stabili ai loro posti e possono, per questo, esercitare influenze, per molti versi intuibili ma la cui entità mi pare inimmaginabile fosse solo perchè non conoscendo nel dettaglio certe dinamicha non siamo in grado di comprendere fino in fondo cosa possa realmente fare o non fare un funzionario allocato in un ufficio chiave!


Ma ci sono ancora veramente questi personaggi Tony? uno degli “interventi” di cui sopra ad esempio, era stato, si dice, ad opera di una persona che il premier si era portato da Firenze, aveva un importante incarico nell’ufficio legale di palazzo chigi, pro tempore, e oggi non credo ci sia giá più. Un’altra figura discussa, il portavoce M5S quello del grande fratello per intenderci; nemmeno lui è un funzionario pubblico inquadrato e stabile..
Insomma temo che, via via, gli alti burocrati, siano sempre piu spesso rimpiazzati da spin doctors o figure similari, che quando cambia il politico hanno già gli scatoloni pronti pure loro...anche se poi è naturale che in un ministero non si possa rivoluzionare tutto l’organico, ad ogni legislatura, specie nei ministeri tecnici.
Certi dirigenti strategici per “l’immagine” però, magari cambiano piu velocemente di quanto non si possa pensare.
Hai visto lo staff di giovanetti che cura i filmati fb del ministro dell’interno, ad esempio?


Mah, in verità credo ci siano una seire i incarichi politici e funzionari che sono inquadrati in quanto dipendenti. Forse la cosa è più evidente negli apparati degli enti locali, ma, come hai osservato un cambio di ministro non implica lo sconvolgimento del gabinetto. Non sono sufficientemente informato per fare affermazioni lapidarie! quello che so è che mi è capitato di ricevere incarichi professionali da enti pubblici perché godevo della stima di un determinato sindaco mentre non ne ho ricevuto nessuno quando un altro sindaco è succeduto al primo, e fin quì la faccenda rientra nella normalità (o quasi) in quanto l'incarico è assolutamente fiduciario; quello che non è normale è che le mie parcelle languano nel cassetto dell'ufficio ragioneria che paga altri creditori dell'ente che hanno maturato il loro credito anche cinque anni dopo rispetto a quando il mio credito era diventato esigibile. Il ragioniere del comune è un dipendente che sta a capo di un settore che governa come un piccolo feudatario avvantaggiando i propri amici quando addirittura non fa di peggio. Insomma siamo i presenza di un funzionario che ha un potere ben più incisivo di quello del suo vertice politico. Non so se e quanto questo discorso valga anche per i ministeri, o nell'ambito di amministrazioni statali, certo è che qualche scandalo si è consumato anche nelle cancellerie dei Tribunali quando si tratta di pagare i Patrocini a spese dello stato. In questi casi mi è capitato di rendermi conto di certi favoritismi verso miei colleghi da parte di funzionari che, mettendo un fascicolo in coda, sono in grado di ritardare un pagamento per tutto il tempo che vogliono inducendo l'avvocato a scontare le proprie fatture se ho bisogno di liquidità.
Non sono uno che vede complotti dappertutto ma una cosa è certa, ciò che di sbagliato viene a galla è solo la schiuma!!
Questo sul versante del cittadino e della compromissione dei suoi diritti! ma quando un potere politico non più fare fronti a un repulisti generale deve mettere in conto il "tradimento" come un fatto tutt'altro che improbabile.
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda Roland » lun 22 ott, 2018 23:39


Mah, in verità credo ci siano una seire i incarichi politici e funzionari che sono inquadrati in quanto dipendenti. Forse la cosa è più evidente negli apparati degli enti locali, ma, come hai osservato un cambio di ministro non implica lo sconvolgimento del gabinetto. Non sono sufficientemente informato per fare affermazioni lapidarie! quello che so è che mi è capitato di ricevere incarichi professionali da enti pubblici perché godevo della stima di un determinato sindaco mentre non ne ho ricevuto nessuno quando un altro sindaco è succeduto al primo, e fin quì la faccenda rientra nella normalità (o quasi) in quanto l'incarico è assolutamente fiduciario; quello che non è normale è che le mie parcelle languano nel cassetto dell'ufficio ragioneria che paga altri creditori dell'ente che hanno maturato il loro credito anche cinque anni dopo rispetto a quando il mio credito era diventato esigibile. Il ragioniere del comune è un dipendente che sta a capo di un settore che governa come un piccolo feudatario avvantaggiando i propri amici quando addirittura non fa di peggio. Insomma siamo i presenza di un funzionario che ha un potere ben più incisivo di quello del suo vertice politico. Non so se e quanto questo discorso valga anche per i ministeri, o nell'ambito di amministrazioni statali, certo è che qualche scandalo si è consumato anche nelle cancellerie dei Tribunali quando si tratta di pagare i Patrocini a spese dello stato. In questi casi mi è capitato di rendermi conto di certi favoritismi verso miei colleghi da parte di funzionari che, mettendo un fascicolo in coda, sono in grado di ritardare un pagamento per tutto il tempo che vogliono inducendo l'avvocato a scontare le proprie fatture se ho bisogno di liquidità.
Non sono uno che vede complotti dappertutto ma una cosa è certa, ciò che di sbagliato viene a galla è solo la schiuma!!
Questo sul versante del cittadino e della compromissione dei suoi diritti! ma quando un potere politico non più fare fronti a un repulisti generale deve mettere in conto il "tradimento" come un fatto tutt'altro che improbabile.



si capisco quello che vuoi dire e lo condivido. Mi sembra che il filmato presentazione del libro di gianantonio stella sulla burocrazia sia abbastanza eloquente

[youtube]54YiFFGQuew[/youtube]

oltre che divertente. Ora però siamo in presenza di una classe politica talmente sprovveduta e inesperta, rozza e presuntuosa che non so sinceramente piu cosa augurarni. Anch’io ho avuto un arcigno direttore amministrativo che teneva in iscacco i direttori di ricerca e che con i suoi cavilli e lacciuoli, condizionava le promozioni, i concorsi e gli acquisti. Un po’ tutto il funzionamento dell’ente. Allora di fronte ad un dirigente “illuminato” che si fosse proposto di snellire la burocrazia per ridurre sprechi e inefficienze e che avesse potuto mandare a casa il burocrate credo che tutti se ne sarebbero rallegrati. Ma se l’alternativa fosse stata che per direttore fosse giunto un incapace borioso che volesse disfare tutto per partito preso, fare il repulisti generale, per poi metterci i suoi che non è detto che fossero poi piu onesti e integri dei precedenti, non credo si sarebbe fatto un reale passo avanti.
Io credo che il problema sia ormai culturale e di assunzione di responsabilità del servizio che uno è chiamato a svolgere. Non vedo in giro molte figure capaci e integre e temo che se oltre ai politici, che non mi pare che il loro rinnovamento stia dando buoni risultati per il paese, venisse rinnovata di colpo anche la classe dirigente, sarei molto dubbioso, oggi, su cosa potrebbe verificarsi.
Qui bisogna cambiare mentalità IMO e temo non sia così semplice ne veloce.
Ultima modifica di Roland il lun 22 ott, 2018 23:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » mar 23 ott, 2018 05:39

la macchina funziona in maniera disassata: Una parte, quella politica, che ha i suoi tempi e le sue dinamiche e quella, che per semplicitá espositiva definiamo burocratica, con le sue dinamiche e i suoi tempi oggettivamente più estesi e meglio radicati. Dati di partenza, questi, non contestabili così come non è contestabile il diverso tipo di reclutamento, cose che crano criticità e punti di forza come in qualsiasi apparato, macchina o sistema che dir ai voglia. Non è un caso che cli "organismi si distinguano in "propositivi", "consultivi", "amministrativi", e "di controllo". Aver influenza su uno o più di questi apparati ha una bella importanza.
....continua...
Ultima modifica di CavalloGoloso il mer 24 ott, 2018 04:47, modificato 1 volta in totale.
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » mer 24 ott, 2018 05:02

...... Ma esiste anche quello che dai tempi di Orson Wells viene definito i IV potere. Ne abbiamo giá parlato quando si è discusso di armi, legittima difesa ecc.. Abbiamo, cioè, parlato di differenza tra il dato reale e quello percepito e credo sia intuibile il fatto che le "agenzie di informazione" agiscano sulla percezione che ciascuno di noi ha di un certo dato. Se è vero che abbiamo più paura degli immigrati di quanto non sia necessario, non fosse altro che per il fatto dell'incontestabile e drastica riduzione degli sbarchi di migranti o, nel caso della criminalità, continuiamo ad avere paura dei rapinatori nonostante i dati diano in netto calo il fenomeno criminale delle rapine. Basta poco: una carretta del mare con centinIa di uomini sporchi e affamati che bussano disperatamente alle nostre porte o un cruento fatto di sangue per farci sentire tutti in pericolo nonostante il regresso di certi fatti!
Cosa impedisce di pensare che l'uso pilotato dell'informazione possa demolire o far lievitare indici finanziari ritenuti cruciali?
Oggettivamente, quanti possiedono gli strumenti culturali per comprendere se certe informazioni sono corrette o artatamente pilotate?
Pochi, veramente pochi, e se poi si considera che quando parliamo di economia e finanza dissertiamo di discipline e non di scienze, tutto diventa ancora piú complicato e "l'opinabile" è il solo dato di cui si può esser certi!
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda Roland » mer 24 ott, 2018 09:03

si, certo. Ed è in casi come questi, di difficile districazione, che alcuni meccanismi di ragionamento possono venire in aiuto:
il primo sempre valido, è l’esistenza di un “movente”, “cui bono?”, a chi giova? (fa sorridere dirlo a te!)
il secondo è il rasoio di Occam, cioè il principio secondo il quale, se ci sono più spiegazioni possibili per un avvenimento e meglio affidarsi a quella che per sostenerla vi è bisogno di un minor numero di assunzioni, la meno speculativa, la piu semplice;
poi vi è il sempre valido vecchio precetto di mettersi nei panni dell’altro, cioè di valutare le cose da una diversa prospettiva, leggere le fonti o gli organi di informazione con tendenze opposte alle nostre, o quelle estere ad esempio;
infine io trovo utile un metodo mutuato dalle scienze: il passaggio al limite cioè l’esercizio di supporre che un aspetto, una variabile di un fenomeno, aumenti a dismisura, fino a portare il sistema al paradosso. Di solito, fornisce indicazioni utili.

Veniamo continuamente bombardati con la nuova parole d’ordine: l’europa delle nazioni. Come può uno essere al contempo nazionalista ed europeista? Che senso ha lodare il leader ungherese perchè non accetta migranti e criticare quello francese perchè ne accetta troppo pochi?
Forse perchè dovrebbe accettare i “nostri”? La differenza è quindi che l’Ungheria non confina con noi? Quindi tra un po’ le critiche potrebbero essere rivolte all’Austria.... e le lodi pure! :mryellow:
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » mer 24 ott, 2018 15:08

Purtroppo il problema non risiede negli individui più o meno attrezzati: quale che sia lo strumento logico che usi per farti un'idea nella giungla di suggestioni che vengono propinate, hai espresso comunque la tua libertà di pensiero e, quindi puoi condividere o dissentire, in tutto o in parte, apportare un contributo alle idee ecc. ....va bene così!
Risiede, invece, nelle "masse", nei "loci", ossia in quegli ambiti in cui si forma quello che Jung avrebbe definito il "pensiero unico", quello che, per esempio, consente a Apple, e a Lady Gaga (esemplifico) di fare soldi a palate, quello che riempie gli stadi...
Una volta mi ritrovai a chiacchierare di new economy con un tizio che, compresi (dopo alcuni minuti di acceso scambio di idee) che non sapeva cosa fosse una "azione" o una "obbligazione" eppure si sbracciava sostenendo la validità di un certo investimento....
.... continua...
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda beppecv » mer 24 ott, 2018 23:42

CavalloGoloso ha scritto:Purtroppo il problema non risiede negli individui più o meno attrezzati: quale che sia lo strumento logico che usi per farti un'idea nella giungla di suggestioni che vengono propinate, hai espresso comunque la tua libertà di pensiero e, quindi puoi condividere o dissentire, in tutto o in parte, apportare un contributo alle idee ecc. ....va bene così!
Risiede, invece, nelle "masse", nei "loci", ossia in quegli ambiti in cui si forma quello che Jung avrebbe definito il "pensiero unico", quello che, per esempio, consente a Apple, e a Lady Gaga (esemplifico) di fare soldi a palate, quello che riempie gli stadi...
Una volta mi ritrovai a chiacchierare di new economy con un tizio che, compresi (dopo alcuni minuti di acceso scambio di idee) che non sapeva cosa fosse una "azione" o una "obbligazione" eppure si sbracciava sostenendo la validità di un certo investimento....
.... continua...


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ho idea che non si debba fare confusione fra Governo e Stato, chi vince qualunque elezione è legittimato ad esercitare le funzioni di governo pro-tempore, lo Stato è altro,e non va dimenticato, che una cosa sono le nomine “politiche” ,chi vince nel rispetto delle regole mette i propri uomini nei posti in cui le cariche sono politiche, un cosa diversa sono i funzionari anche di rango elevato che sono in una determinata posizione perché hanno vinto un concorso statale, sono per l’appunto funzionari dello Stato e non del Governo, e per la stessa funzione che hanno non rispondono a logiche politiche , se chi ha titolo ritiene che i funzionari dello Stato sono infedeli od incapaci, farà in modo da allontanare gli stessi.
Poni a mio avviso un tema interessante sulle modalità di formazione delle nostre idee, noi tutti riteniamo di avere le nostre di idee, ma sono veramente nostre……... venti giorni addietro ho partecipato ad un meeting di una azienda di cui siamo partner, lo stesso si è svolto a Budapest tutto molto ben organizzato devo dire, abbiamo avuto guide locali in questi quattro giorni, tutte diverse, tutte hanno iniziato il loro lavoro in pullman dicendo che l’Ungheria è un paese senza criminalità molto patriottico con una storia di mille anni etc etc e senza immigrati, e quando dico tutte, intendo tutte lascio a chi legge i pensieri od i commenti, ma mi sento di aggiungere che la formazione del pensiero unico si manifesta anche nelle piccolissime cose, personalmente ho pensato che a Berlino il muro fosse ancora in piedi…..
La decifrazione di quello che accade è complessa ma il tema vero è un altro, chi ha vinto le ultime elezioni e continua ad essere in campagna elettorale ha interpretato bene il clima del nostro paese riuscendo ad estrarre tutte le paure indipendentemente dal fatto che le stesse fossero vere o meno, focalizzando il proprio messaggio su pochi temi di immediata comprensione, promettendo esattamente quello che quella parte di paese voleva sentirsi dire niente di più e niente di meno, non è certamente la sede per analizzare in dettaglio tutto questo, personalmente mi sarei sentito più tutelato se avessi ascoltato le parole di W. Churchill pronunciate nel 1940 blood,toil,tears and sweat, ovvero sangue, fatica, lacrime e sudore invece di pensione a quota 100, laddove i sessantenni sono in numero superiore ai trentenni, reddito di cittadinanza laddove una parte importante della forza lavoro non occupata non troverà lavoro perché non specializzata, non formata, la politica dovrebbe preoccuparsi di formarli di reinventarli, ma è un processo non breve e sotto l’aspetto elettorale questo ha il suo peso quando cinicamente si decide comunque per lo scontro, la creazione di un nemico è sempre utile.

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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda Roland » gio 25 ott, 2018 08:46

beppecv ha scritto:
La decifrazione di quello che accade è complessa ma il tema vero è un altro, chi ha vinto le ultime elezioni e continua ad essere in campagna elettorale ha interpretato bene il clima del nostro paese riuscendo ad estrarre tutte le paure indipendentemente dal fatto che le stesse fossero vere o meno, focalizzando il proprio messaggio su pochi temi di immediata comprensione, promettendo esattamente quello che quella parte di paese voleva sentirsi dire niente di più e niente di meno, non è certamente la sede per analizzare in dettaglio tutto questo, personalmente mi sarei sentito più tutelato se avessi ascoltato le parole di W. Churchill pronunciate nel 1940 blood,toil,tears and sweat, ovvero sangue, fatica, lacrime e sudore invece di pensione a quota 100, laddove i sessantenni sono in numero superiore ai trentenni, reddito di cittadinanza laddove una parte importante della forza lavoro non occupata non troverà lavoro perché non specializzata, non formata, la politica dovrebbe preoccuparsi di formarli di reinventarli, ma è un processo non breve e sotto l’aspetto elettorale questo ha il suo peso quando cinicamente si decide comunque per lo scontro, la creazione di un nemico è sempre utile.
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Sottoscrivo.
La colpa viene sempre attributa a forze estranee, intrusi, nemici che si sono infiltrati e confusi tra i cittadini perbene, e devono essere isolati e, se possibile, espulsi. I nemici o le loro idee vengono sempre da fuori, l’ebreo, il musulmano, il negro o lo zingaro, e persino i politici che arraffano e rubano, visti come non appartenenti al popolo che li ha votati ed eletti, lo “stato” nemico, la Roma “ladrona”, la finanza ridotta alle manovre di “speculatori stranieri” l’Europa dei banchieri, dei burocrati, rientrano in questa narrazione.
E così si finirà per ripetere gli errori madornali del passato, ad alimentare l’odio e la discriminazione, a dividere e a distruggere in un crescendo che, nel senso del passaggio al limite di cui sopra, non potrà che portare alle stesse drammatiche conseguenze.
Un meccanismo che si autoalimenta, un feedback positivo (nel senso che ogni variazione tende a inasprire le conseguenze, senza regolazione alcuna).
In ogni periodo storico, il “presente” corrente è sempre stato visto come il peggiore, quello che per i predicatori preludeva all’apocalisse.
Io non credo in un volere superiore, anche questo, in fondo, sarebbe dare la responsabilità ad altri, all’ineluttabile. Ma bisogna riconoscere che raramente gli aspetti che concorrono a formare una visione con poche speranze per il futuro siano stati così tanti e globali.
Spero di sbagliarmi.
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » gio 25 ott, 2018 21:18

Certo che gli ambiti debbono essere distinti. Ma è anche chiaro le logiche di Governo sono costruite intorno a un'idea politica che funge da indirizzo per tutto quanto l'apparato "organico", è fuor di dubbio che la logica meccanicistica non ha un senso proprio ma deve, di volta in volta, essere indirizzata. Il problema che ho evidenziato circa le commistioni tra le due sfere che compongono lo Stato (inteso nella sua accezione più ampia. Tu hai usato questo termine per indicare l'insieme di apparati organici distinguendoli dagli organismi politici in verità il termine stato comprende entrambe le fenomenologie) è reso evidente da tutte le polemiche che riguardano ciclicamente la Magistratura e le accuse di "politicizzazione" che, sovente si muovono a parte di essa. Ogni individuo prima, ogni gruppo dopo -gruppo che sia parte di un sistema- è portatore di un'idea politica, o forse sarebbe più corretto dire, è parte di un centro di potere e non esaurisce la propria identità in un ambito soltanto ma, in più d'uno sicuramente. Provo a spiegarmi meglio. Io sono un avvocato e in quanto tale faccio parte di un organismo che si chiama consiglio dell'ordine degli avvocati di Catania, ma non solo solo questo e non appartengo solo a quel gruppo al cui interno si consumano delle dinamiche centripete ma anche centrifughe poiché il mio consiglio dell'ordine è parte e interferisce col consiglio nazionale forense e con la Cassa Nazionale Forense e per il tramite di questi organismi influisce sul mistero della giustizia e sulle commissioni camerali, ecc. ma non sono ancora solo e parte solo di quello che ho detto. Sono anche un legnofilo, un (capo?)famiglia e tante altre cose e le aree di influenza in cui mi è consentito di interferire sono innumerevoli e in parte queste aree si toccano in parte assolutamente no!
Non so se ho spiegato a sufficienza o in maniera comprensibile il messaggio che vorrei che passasse e cioè che le aree dello Stato che operano come organismi meccanici in realtà è veramente difficile che lo siano nel senso pieno del termine, le influenze politiche giungono fino alle aree più nascoste degli apparati dove stanziano quasi indifferenti rispetto ai mutamenti politici che avvengono in superficie da cui, democraticamente, dovrebbero, invece, essere influenzati. Uno stato è quasi un mondo in cui le regole che operano in superficie non sempre sono applicabili al micromondo dello Stato (parliamo, è bene ricordarlo, si Stato Apparato e non di Stato Comunità). Gli assunti, le costanti poste a fondamento dell'elaborazione delle idee sono tali solo nell'elaborazione astratta di un progetto, ma la realtà concreta, sovente, mostra peculiarità che trasformano le costanti in variabili.
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Re: Breve Storia Della "manina". Tra Complotti, Burocrazia E Vecchie Faccende Politiche

Messaggioda CavalloGoloso » gio 25 ott, 2018 21:25

Per quanto riguarda il resto, intendo il complittismo, che è un pericolo ideologico assolutamente importante, proprio al fine di stimolare le sensibilità di cuascuno, vorrei richiamare alla mente il fatto che il nostro paese ha visto fatti tanto gravi quanto incomprensibili e questo rende meno risibile l'idea di "complotto". Il nostro è il paese in cui si sono consumate la strage si Bologna, quella di Piazza Fontana, Il Paese che è nato grazie all'azione della Carboneria e della Massoneria, insomma, un paese dove a pensar male si fa peccato ma ...
l'idea che ci siano delle volontà occulte che dirigono da dietro le quinte azioni di governo o azioni amministrative-burocratiche non è così peregrina come a volte si intende far credere. La nostra storia ci impone il dubbio.
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