ANAS? No Grazie..

Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Elia » ven 17 ago, 2018 16:53

[ot user="gmgd" post="352897"]Le considerazioni di un ignorante quale sono io:
lo strallo lavora in coppia con il suo simmetrico opposto e lo fa essenzialmente in trazione,
nel cemento armato il compito di sostenere la trazione grava sull'acciaio ( la compressione
sul cls), perchè mai si è scelto di realizzare stralli in cemento armato e non semplicemente
in acciaio?
La manutenzione sarebbe stata molto più facile, come anche la valutazione dello stato di usura
dell'elemento, molti ponti americani sono fatti con gli stralli in acciaio e alcuni hanno anche un secolo di vita.[/ot]

... per quanto ho capito, gli stralli sono realizzati in precompressione. L'acciaio nello strallo comprime il cemento; Percui i carichi devono prima sopraffare lo sforzo di compressione e poi la resistenza alla trazione dell'acciaio. Ottima intuizione progettuale ma risultato :cry: catastrofico.

... anche dalle nostre parti c'è qualche ponte in ferro, che ha quasi 200 anni di vita ; roba di Regni, primati e favole, ma questa è un'altra storia. Non eravamo ancora Italia :cry: Immagine
Ponte Real Ferdinando (Garigliano) ... +/- 1830
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Bric » ven 17 ago, 2018 16:55

Condivido anch'io le perplessità di gmgd ed ho letto le considerazioni del progettista sul link di vermiglio. Di fatto, oltre che dell'allungamento dei tiranti, egli si preoccupava delle crepe e dell'integrità del rivestimento in calcestruzzo, quindi l'intenzione era di tenerlo comunque in compressione. Fin qui nulla da dire, riguardo la parte in calcestruzzo, che però non mi pare intervenga strutturalmente a sostenere il ponte, per contro mi sembra che la sollecitazione ai tiranti in acciaio aumenti, dovendo essi sia sostenere il ponte che mantenere il calcestruzzo in compressione, o no?
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda beppecv » ven 17 ago, 2018 19:09

Sommessamente mi permetto di aggiungere che relativamente a quanto scrivono Rusky e GMGD (scusate non conosco il vostro nome)

secondo il mio modestissimo parere, molto più banalmente sul fatto che qualsiasi tipo di acciaio, se non opportunamente protetto dall’ossigeno dell’aria ha un grave difetto, cioè arrugginisce: posso assicurare che il calcestruzzo che lo avvolge non gli offre nessuna protezione sotto questo aspetto)

non posso che confermare questo assunto la permeabilità del cemento fa si che l'ossigeno penetri nel conglomerato, tanto è che circa 30 anni addietro promuovevo presso i colorifici alcuni polimeri che successivamente lavorati avrebbero dato luogo ad un rivestimento da passare sulle strutture cosidette a faccia vista per proteggere il conglomerato ed il ferro , vado a memoria un polimero era di produzione Goodyear , gli altri erano invece dei comuni ma non meno efficienti polimeri stirolo acrilici, da prove di laboratorio sottoponendo i campioni a cicli bagnato umido nebbia salina raggi uv etc si era veduto un notevole incremento della durabilità.

molti ponti americani sono fatti con gli stralli in acciaio e alcuni hanno anche un secolo di vita

I cavi che sostengono quel genere di ponte sono costantemente ridipinti, il colore arancio che in genere si vede, deriva dal fatto che le prime pitture antiruggine erano fatte con il minio di piombo, oggi non più usato per le note questioni ambientali (cancerogeno classe 1), la questione è sempre relativa alla manutenzione , e questo al di là della qualità del progetto, che non dimentichiamo venne fatto per un traffico inferiore.
beppe
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Rusky » ven 17 ago, 2018 22:12

Innanzitutto occorre distinguere un ponte (o viadotto) “strallato” come il ponte Morandi a Genova da un ponte “sospeso” come il ponte di Brooklyn, in quanto sono due schemi statici molto differenti.

Sul perché il prof. Morandi usò il sistema del C.A.P. negli stralli in C.A.P. anziché semplici tiranti in acciaio si possono solo fare alcune supposizioni: le vere motivazioni verranno comunque sicuramente alla luce considerato che verranno adesso riesumati tutti i carteggi che portarono alla progettazione prima e alla costruzione poi.
Probabilmente i motivi furono più di uno, mi permetterei di azzardare.

Motivo fondamentale sicuramente quello già evidenziato in alcuni post precedenti: l’acciaio serve non per resistere direttamente alla trazione ma per indurre nel calcestruzzo uno stato di pre-compressione appunto, per cui quando nello strallo viene indotta dai carichi una “trazione” si avrà nel calcestruzzo solo una de-compressione (ma il calcestruzzo rimarrà sempre complessivamente compresso, se i calcoli sono fatti bene) assieme ad un certo incremento nella tensione dell’acciaio. In questo modo si otterrà sia una limitazione delle deformazioni elastiche assieme ad un consistente risparmio di acciaio, cosa importante per un Paese ricchissimo delle marne necessarie per ottenere il cemento ma poverissimo (allora) di ferro.

Da notare che quello che una volta si chiamavano Ferrovie dello Stato, sempre estremamente tradizionaliste, solo da relativamente pochi anni hanno adottato il precompresso per le loro infrastrutture, proprio per le criticità connesse con l’uso di questa tecnologia.
Un altro motivo può essere definito “storico”: i Romani, dei quali abbiamo tutti sotto gli occhi in Italia le costruzioni imponenti, costruivano le loro opere più importanti n pietra per cui a noi sembra del tutto logico costruire con un materiale che sembra (sembra...) identico alla pietra (ma non è identico per niente...)

Negli Stati Uniti, paese in continua evoluzione, invece la costruzione in cemento armato è vista con grande sospetto in quanto le costruzioni in C.A. sono demolibili solo con grande difficoltà e costo e dei Colleghi che hanno lavorato li mi hanno detto che i controllori dei progetti erano relativamente interessati al progetto, mentre erano inflessibili sulle relazioni che indicavano come la costruzione avrebbe dovuto essere demolita in un futuro più o meno prossimo.

Un altro motivo potrebbe essere il problema legato, in epoca pre-computer, al calcolo delle “frequenze di risonanza” di stralli costituiti da cavi d’acciaio singoli.
Ecco cosa accadde quando la velocità del vento fu, per un caso più unico che raro, tale da innescare un fenomeno di risonanza su un ponte sospeso appena costruito:

https://youtu.be/3mclp9QmCGs

Non da ultimo anche motivi estetici: l’essenzialità del design è una delle caratteristiche di tutte le opere del Prof. Morandi.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Roland » sab 18 ago, 2018 06:44

Rusky ha scritto:Motivo fondamentale sicuramente quello già evidenziato in alcuni post precedenti: l’acciaio serve non per resistere direttamente alla trazione ma per indurre nel calcestruzzo uno stato di pre-compressione appunto, per cui quando nello strallo viene indotta dai carichi una “trazione” si avrà nel calcestruzzo solo una de-compressione (ma il calcestruzzo rimarrà sempre complessivamente compresso, se i calcoli sono fatti bene) assieme ad un certo incremento nella tensione dell’acciaio. In questo modo si otterrà sia una limitazione delle deformazioni elastiche assieme ad un consistente risparmio di acciaio, cosa importante per un Paese ricchissimo delle marne necessarie per ottenere il cemento ma poverissimo (allora) di ferro.


chiarissimo!
“il prof. Sylos Labini sul periodo in questione dice:
L’acciaio per l’economia italiana del periodo era proibitivo, i costi non avrebbero resero possibile la costruzione dei ponti.”
Quindi l’opera va inquadrata nel periodo storico, erano anni dove anche nelle costruzioni di residenze, l’acciaio veniva usato con “parsimonia”.

Se poi le soluzioni per contenere l’impiego di acciaio innescano problemi di corrosione, i problemi nascono fin da subito:
Morandi, a solo 5 anni dall’entrata in servizio, rileva una corrosione evidente sulle parti metalliche e attribuisce questo all’atmosfera estremamente aggressiva della Genova di allora. Le emissioni acide dalle ciminiere combinate con il salmastro del mare forma dei sali molto corrosivi, che colpiscono specialmente i lati dei manufatti esposti verso il mare. A quel punto lancia un monito e dice che verosimilmente dopo qualche anno, si sarebbero dovuti fare degli interventi importanti di manutenzione. Ciò nonostante si attendono 25 anni per “ricablare” la torre 11, e rappezzare la 10. Sulla 9 si sarebbero attesi 52 anni, perche i lavori dovevano partire l’anno prossimo.

Edo ha scritto:
Considerando che la rottura per fatica avviene improvvisamente, potrebbe darsi benissimo che uno tiranti annegati nel cemento abbia ceduto di schianto, producendo il botto che è stato avvertito prima del crollo..


Se leggi la stampa di oggi ci sono due testimonianze di persone che hanno visto e raccontano cosa è successo. Non ho capito bene una distingue tra “tiranti” e “stralli”, probabilmente il distacco all’antenna (la punta della torre) dei tiranti metallici, dice che è stato accompagnato da un schiocco molto forte. Essi si sono forse sfilati per una quota, e hanno frustato l’aria prima che gli “stralli” (probabilmente intesa la camicia di cls di contenimento) precipitassero sulla carreggiata.
Pare che le telecamere di sorveglianza abbiano registrato un black out in quei fatidici istanti..
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Bullnose » sab 18 ago, 2018 08:17

Roland ha scritto:
Rusky ha scritto:Motivo fondamentale sicuramente quello già evidenziato in alcuni post precedenti: l’acciaio serve non per resistere direttamente alla trazione ma per indurre nel calcestruzzo uno stato di pre-compressione appunto, per cui quando nello strallo viene indotta dai carichi una “trazione” si avrà nel calcestruzzo solo una de-compressione (ma il calcestruzzo rimarrà sempre complessivamente compresso, se i calcoli sono fatti bene) assieme ad un certo incremento nella tensione dell’acciaio. In questo modo si otterrà sia una limitazione delle deformazioni elastiche assieme ad un consistente risparmio di acciaio, cosa importante per un Paese ricchissimo delle marne necessarie per ottenere il cemento ma poverissimo (allora) di ferro.


chiarissimo!
“il prof. Sylos Labini sul periodo in questione dice:
L’acciaio per l’economia italiana del periodo era proibitivo, i costi non avrebbero resero possibile la costruzione dei ponti.”
Quindi l’opera va inquadrata nel periodo storico, erano anni dove anche nelle costruzioni di residenze, l’acciaio veniva usato con “parsimonia”.

Se poi le soluzioni per contenere l’impiego di acciaio innescano problemi di corrosione, i problemi nascono fin da subito:
Morandi, a solo 5 anni dall’entrata in servizio, rileva una corrosione evidente sulle parti metalliche e attribuisce questo all’atmosfera estremamente aggressiva della Genova di allora. Le emissioni acide dalle ciminiere combinate con il salmastro del mare forma dei sali molto corrosivi, che colpiscono specialmente i lati dei manufatti esposti verso il mare. A quel punto lancia un monito e dice che verosimilmente dopo qualche anno, si sarebbero dovuti fare degli interventi importanti di manutenzione. Ciò nonostante si attendono 25 anni per “ricablare” la torre 11, e rappezzare la 10. Sulla 9 si sarebbero attesi 52 anni, perche i lavori dovevano partire l’anno prossimo.

Edo ha scritto:
Considerando che la rottura per fatica avviene improvvisamente, potrebbe darsi benissimo che uno tiranti annegati nel cemento abbia ceduto di schianto, producendo il botto che è stato avvertito prima del crollo..


Se leggi la stampa di oggi ci sono due testimonianze di persone che hanno visto e raccontano cosa è successo. Non ho capito bene una distingue tra “tiranti” e “stralli”, probabilmente il distacco all’antenna (la punta della torre) dei tiranti metallici, dice che è stato accompagnato da un schiocco molto forte. Essi si sono forse sfilati per una quota, e hanno frustato l’aria prima che gli “stralli” (probabilmente intesa la camicia di cls di contenimento) precipitassero sulla carreggiata.
Pare che le telecamere di sorveglianza abbiano registrato un black out in quei fatidici istanti..


pare che le telecamere di sorveglianza abbiano registrato un black-out? stranissimo, pochi anni fa, nel 2013, vicino avellino, c'è un indidente in cui un pullmann sfonda la barriera di contenimento di un viadotto, con il risultato di una 40ina di morti. ora dico io, come fa un pullmann a sfondare una barriera? mistero. Anche in quel caso non si è mai trovato il disco tachigrafico che avrebbe senza ombra di dubbio dimostrato la velocità a cui andava il bus.I maligni, qualche testimone evidentemente in mala fede (ironico), dicono asportato misteriosamente dal bus con i morti ancora a terra. comunque in questi giorni c'è il processo in primo grado contro autostrade. spero che quell incidente non era l inizio di una serie.
Ultima modifica di Bullnose il sab 18 ago, 2018 08:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Roland » sab 18 ago, 2018 08:50

https://www.newcivilengineer.com/latest/revealed-collapsed-italy-bridge-construction-photos-and-designs/10034288.article

molto interessante, in fondo ci sono le tavole con i ferri degli stralli.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Rusky » sab 18 ago, 2018 11:48

[align=justify]“Io quei progettisti non li ho mai visti in faccia, non so neppure di che razza fossero, però ne ho conosciuti degli altri, e tanti, e so che ce n'è di diverse maniere. C'è il progettista elefante, quello che sta sempre dalla parte della ragione, che non guarda né l'eleganza né l'economia, che nonvuole grane e mette quattro dove basta uno: e in genere è un progettista già un po' vecchiotto, e se lei ci ragiona sopra vede che è una faccenda triste. C'è il tipo rancino, invece, che sembra che ogni rivetto lo deva pagare di tasca sua. C'è il progettista pappagallo, che i progetti invece di studiarci su tira a copiarli come si fa a scuola, e non si accorge che si fa ridere dietro. C'è il progettista lumaca, voglio dire il tipo burocrate, che va piano piano, e appena lo tocchi si tira subito indietro e si nasconde dentro al suo guscio che è fatto di regolamenti: e io, senza offendere, lo chiamerei anche il progettista balengo. E alla fine c'è il progettista farfalla, e io credo proprio che i progettisti di quel ponte fossero di questo tipo qui: e è il tipo più pericoloso, perché sono giovani, arditi e te la dànno a intendere, se gli parli di soldi e di sicurezza ti guardano come uno sputo, e tutto il loro pensiero è per la novità e per la bellezza: senza pensare che, quando un'opera èstudiata bene, viene bella per conto suo. Mi scusi se mi sono sfogato, ma quando uno su un lavoro ci mette tutti i suoi sentimenti, e poi finisce come quel ponte che le sto raccontando, ebbene, dispiace. Dispiace per tanti motivi: perché uno ha perso tanto tempo, perché dopo succede sempre un putiferio con gli avvocati e il codice e i settemila accidenti, perché uno anche se non c'entra niente finisce sempre che si sente un po' di colpa; ma più che tutto, vedere venire giù un'opera come quella, e il modo poi come è venuta giù, un pezzo per volta, come se patisse, come se resistesse, faceva male al cuore come quando muore una persona.
E proprio come quando muore una persona, che dopo tutti dicono che loro l'avevano visto, da come respirava, da come girava gli occhi, così anche quella volta, dopo il disastro, tutti volevano dire la sua, perfino l'indiano dell'operazione: che si vedeva benissimo, che le sospensioni erano scarse, che l'acciaio aveva delle soffiature grosse come dei fagioli, i saldatori dicevano che i montatori non sapevano montare, i gruisti dicevano che i saldatori non sapevano saldare, e tutti insieme se la prendevano con l'ingegnere e gli leggevano la vita, che dormiva in piedi e batteva la calabria e non aveva saputo organizzare il lavoro.
E forse avevano ragione un po' tutti, o magari nessuno, perché anche qui è un po' come per le persone, a me è già successo tante volte, un traliccio per esempio, collaudato e stracollaudato che sembra che debba stare lì un secolo, e comincia a cioccare dopo un mese; un altro che non scommetteresti quattro soldi, niente, non fa una ruga. E se lei si mette nelle mani dei periti fa un bell'affare, ne vengono tre e danno tre ragioni diverse, mai visto un perito che cavasse il ragno dal buco. Si capisce che se uno muore, o una struttura si sfascia, una ragione ci deve pur essere, ma non è detto che sia una sola, o se sì, che sia possibile trovarla.”
[/align]

Primo Levi, La chiave a stella, ed. Einaudi, pagg. 120-1.
Ultima modifica di Rusky il sab 18 ago, 2018 11:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Roland » dom 19 ago, 2018 09:49

Mi auguro che si segua una percorso razionale, perchè è vero che ci possono essere tante concause, ma se si fosse trattato, come pare, di un cedimento strutturale, e fosse ceduta come pare, una parte che un anno fa un autorevole studio aveva definito in condizioni critiche, non ci sarebbe tanto da girarci attorno.
Vediamo già troppe decisioni non prese, confidando nella protezione del Santo prima, o prese sull’onda emotiva (che fa pure tanto consenso) nello sbattere con clamore la porta della stalla vuota, poi.

Ci sono migliaia di ponti vetusti sulla rete viaria italiana, fino ad ora non è stato fatto quasi nulla e negli ultimi anni qualcuno è crollato, difatti, anche di costruzione recente, anche in collaudo a parte il Morandi che costituisce la catastrofe simbolo, purtroppo.
Ora c’è bisogno di interventi pronti ma osservando delle priorità; non ha senso siano chiusi tutti di colpo, per “cautela”. Un pericolo imminente non può presentarsi ovunque e contemporaneamente, e di solito si annuncia con dei segni premonitori, a parte quello di Genova che era critico anche per questo.
L’impulsività in queste cose non deve entrare e di leggere la vita o il destino, lasciamo che ne parlino i romanzi, altrimenti al posto di ingegneri e perizie dovremmo ricorrere a esorcisti e divinazioni, che già invochiamo a sufficienza.
Chiudere tutti i Morandi solo per il nome, anche quelli senza stralli (come è stato fatto a Benevento, dopo che era stato aperto solo 2 anni fa a seguito del consolidamento) mi sbaglierò ma mi pare contribuisca ad alimentare una irragionevole fobia collegata al nome.
Peraltro reattiva, di pancia, come sempre. IMHO.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Bullnose » dom 19 ago, 2018 17:26

2 anni dal consolidamento, di un ponte che evidentemente già era critico. Chi ci dice che il consolidamento di due anni fa' era stato realizzato a regola d'arte arte? Sappiamo tutti che in Italia a volte i lavori pubblici si fanno spesso solo per interessi privati e sappiamo tutti che quando capita se non ci esce la mazzetta, ci possono benissimo uscire materiali vari per lavori a casa di qualcuno. Sappiamo anche bene che adesso molti correranno a voler fare lavori sui ponti d Italia è una occasione di guadagni dopo tutto. Il tutto senza nessun riferimento al Mastella di turno, dopotutto se è sindaco di Benevento vuol dire che non c'era di meglio come alternativa.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Roland » dom 19 ago, 2018 20:58

Bullnose ha scritto:2 anni dal consolidamento, di un ponte che evidentemente già era critico.

perchè? io non so ma leggo che sarebbe stato danneggiato da una alluvione... è ben diverso.
Poi per quanto ne so potrebbe esser critico veramente ma allora, dico, se si sapeva, perchè è stato sistemato? tanto valeva chiuderlo e buonanotte.
Temo che si pensi che era già critico per via del nome del progettista, Il nome si sapeva anche 2 settimane fa, si sapevano anche le vicissitudini che aveva già avuto la struttura di genova, ma non era ancora successo il fatto.... Mi chiedo: se fosse miracolosamente resistito fino alla sostituzione degli stralli non si farebbe tutto questo gran parlare e il ponte di Benevento sarebbe aperto. Ma allora è pericolante o no?

Chi ci dice che il consolidamento di due anni fa' era stato realizzato a regola d'arte arte? Sappiamo tutti che in Italia a volte i lavori pubblici si fanno spesso solo per interessi privati e sappiamo tutti che quando capita se non ci esce la mazzetta, ci possono benissimo uscire materiali vari per lavori a casa di qualcuno. Sappiamo anche bene che adesso molti correranno a voler fare lavori sui ponti d Italia è una occasione di guadagni dopo tutto.

nessuno al momento... e forse ce lo potranno dire solo dei giovani professionisti, seri, competenti ed onesti: i nostri figli forse, se saranno validi, in numero sufficiente e se rimarranno in italia, o chi ci sarà, italiano o straniero che sia, ma dobbiamo credere nel valore dell’istruzione, e nella professsionalità se vogliamo far crescere una generazione con una speranza. Non abbiamo atermative: altrimenti non si farà piu nulla in questo paese, neanche una manutenzione, figuriamoci una nuova costruzione.
Cosa vuoi che ti dica, a veder le foto del tempo a me piange il cuore. Perche i lavori allora si facevano, ora
si parla solamente e il drammatico è che i soldi pubblici si sprecano comunque. Quanto è costato il ponte che non c’è? dai 300 ai 1000 milioni di euro, e non si vede nulla (e per fortuna secondo molti).
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda beppecv » dom 19 ago, 2018 22:23

Comunque stiano le cose, racconto brevemente cosa mi è accaduto oggi, sono stato con la moglie ed una coppia di amici in un ridente paese della riviera tirrenica dell’isola per acquistare alcuni vasi di terracotta, ce la siamo presa comoda e dopo avere pranzato siamo andati a sederci in un bar a prendere un caffè inesorabilmente la conversazione è andata su quanto accaduto a Genova, e conversando con il mio amico dicevo che sarebbe meglio se chi ha posizioni di responsabilità prima di aprire la bocca riflettesse, perché un conto è dire che la società Autostrade è responsabile un altro è provare tutto questo, e quando nella tua posizione fai dichiarazioni, ovviamente un tot di gente prende tutto per oro colato.
Sono stato affrontato da tre tizi che dopo avermi insultato abbastanza pesantemente, hanno concluso che le cose sono cambiate e che i ladri come me (sic) hanno le ore contate, li ho invitati ad andare insieme dai Carabinieri in modo che la loro denuncia fosse subito raccolta, e si sono eclissati.
Non aggiungo altri commenti, se non il fatto che quando si aprono le gabbie escono tutti, ma proprio tutti.
beppe

p.s sono davvero amareggiato, fra venti giorni compirò 67 anni, penso che davvero non è questo il paese in cui desidero vivere
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Bullnose » lun 20 ago, 2018 08:57

beppecv ha scritto:Comunque stiano le cose, racconto brevemente cosa mi è accaduto oggi, sono stato con la moglie ed una coppia di amici in un ridente paese della riviera tirrenica dell’isola per acquistare alcuni vasi di terracotta, ce la siamo presa comoda e dopo avere pranzato siamo andati a sederci in un bar a prendere un caffè inesorabilmente la conversazione è andata su quanto accaduto a Genova, e conversando con il mio amico dicevo che sarebbe meglio se chi ha posizioni di responsabilità prima di aprire la bocca riflettesse, perché un conto è dire che la società Autostrade è responsabile un altro è provare tutto questo, e quando nella tua posizione fai dichiarazioni, ovviamente un tot di gente prende tutto per oro colato.
Sono stato affrontato da tre tizi che dopo avermi insultato abbastanza pesantemente, hanno concluso che le cose sono cambiate e che i ladri come me (sic) hanno le ore contate, li ho invitati ad andare insieme dai Carabinieri in modo che la loro denuncia fosse subito raccolta, e si sono eclissati.
Non aggiungo altri commenti, se non il fatto che quando si aprono le gabbie escono tutti, ma proprio tutti.
beppe

p.s sono davvero amareggiato, fra venti giorni compirò 67 anni, penso che davvero non è questo il paese in cui desidero vivere


la gente causa la non facile condizione economica e sociale di conseguenza, è incazzata e da quanto ho visto in sicilia ancora di più che nel resto d italia. sarà che l economia non è proprio il massimo nell isola, come non è il massimo in italia del resto. in questo contesto è normale, forse non con tutti i torti, dare tutte le colpe ai passati governi, certamente quelli degli ultimi 30 anni di colpe ne hanno. da come ricordo e da quante ne ho viste. chi c'è oggi al governo questo lo sa, e forse è un bene che ci siano loro, dopotutto fanno anche da valvola di sfogo di tanto malcontento, che oggi si sente almeno rappresentato a livello istituzionale. probabilmente con altro governo, il malcontento prenderebbe altre strade, forse meno pacifiche.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda Bullnose » lun 20 ago, 2018 09:00

Roland ha scritto:
Bullnose ha scritto:2 anni dal consolidamento, di un ponte che evidentemente già era critico.

perchè? io non so ma leggo che sarebbe stato danneggiato da una alluvione... è ben diverso.
Poi per quanto ne so potrebbe esser critico veramente ma allora, dico, se si sapeva, perchè è stato sistemato? tanto valeva chiuderlo e buonanotte.
Temo che si pensi che era già critico per via del nome del progettista, Il nome si sapeva anche 2 settimane fa, si sapevano anche le vicissitudini che aveva già avuto la struttura di genova, ma non era ancora successo il fatto.... Mi chiedo: se fosse miracolosamente resistito fino alla sostituzione degli stralli non si farebbe tutto questo gran parlare e il ponte di Benevento sarebbe aperto. Ma allora è pericolante o no?

Chi ci dice che il consolidamento di due anni fa' era stato realizzato a regola d'arte arte? Sappiamo tutti che in Italia a volte i lavori pubblici si fanno spesso solo per interessi privati e sappiamo tutti che quando capita se non ci esce la mazzetta, ci possono benissimo uscire materiali vari per lavori a casa di qualcuno. Sappiamo anche bene che adesso molti correranno a voler fare lavori sui ponti d Italia è una occasione di guadagni dopo tutto.

nessuno al momento... e forse ce lo potranno dire solo dei giovani professionisti, seri, competenti ed onesti: i nostri figli forse, se saranno validi, in numero sufficiente e se rimarranno in italia, o chi ci sarà, italiano o straniero che sia, ma dobbiamo credere nel valore dell’istruzione, e nella professsionalità se vogliamo far crescere una generazione con una speranza. Non abbiamo atermative: altrimenti non si farà piu nulla in questo paese, neanche una manutenzione, figuriamoci una nuova costruzione.
Cosa vuoi che ti dica, a veder le foto del tempo a me piange il cuore. Perche i lavori allora si facevano, ora
si parla solamente e il drammatico è che i soldi pubblici si sprecano comunque. Quanto è costato il ponte che non c’è? dai 300 ai 1000 milioni di euro, e non si vede nulla (e per fortuna secondo molti).


sono/ero della zona. quel ponte è stato per anni, a volte chiuso a volte a una corsia, se cerano danni erano anche prima dell alluvione.
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Re: ANAS? No Grazie..

Messaggioda beppecv » lun 20 ago, 2018 19:13

Bullnose ha scritto:
beppecv ha scritto:Comunque stiano le cose, racconto brevemente cosa mi è accaduto oggi, sono stato con la moglie ed una coppia di amici in un ridente paese della riviera tirrenica dell’isola per acquistare alcuni vasi di terracotta, ce la siamo presa comoda e dopo avere pranzato siamo andati a sederci in un bar a prendere un caffè inesorabilmente la conversazione è andata su quanto accaduto a Genova, e conversando con il mio amico dicevo che sarebbe meglio se chi ha posizioni di responsabilità prima di aprire la bocca riflettesse, perché un conto è dire che la società Autostrade è responsabile un altro è provare tutto questo, e quando nella tua posizione fai dichiarazioni, ovviamente un tot di gente prende tutto per oro colato.
Sono stato affrontato da tre tizi che dopo avermi insultato abbastanza pesantemente, hanno concluso che le cose sono cambiate e che i ladri come me (sic) hanno le ore contate, li ho invitati ad andare insieme dai Carabinieri in modo che la loro denuncia fosse subito raccolta, e si sono eclissati.
Non aggiungo altri commenti, se non il fatto che quando si aprono le gabbie escono tutti, ma proprio tutti.
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p.s sono davvero amareggiato, fra venti giorni compirò 67 anni, penso che davvero non è questo il paese in cui desidero vivere


la gente causa la non facile condizione economica e sociale di conseguenza, è incazzata e da quanto ho visto in sicilia ancora di più che nel resto d italia. sarà che l economia non è proprio il massimo nell isola, come non è il massimo in italia del resto. in questo contesto è normale, forse non con tutti i torti, dare tutte le colpe ai passati governi, certamente quelli degli ultimi 30 anni di colpe ne hanno. da come ricordo e da quante ne ho viste. chi c'è oggi al governo questo lo sa, e forse è un bene che ci siano loro, dopotutto fanno anche da valvola di sfogo di tanto malcontento, che oggi si sente almeno rappresentato a livello istituzionale. probabilmente con altro governo, il malcontento prenderebbe altre strade, forse meno pacifiche.


Rispetto profondamente le tue opinioni, ma mi spiace non posso essere d’accordo, dare la responsabilità di quanto accade ai cosiddetti “altri” è sempre una comoda via d’uscita, la vera casta di questo paese siamo noi il popolo italiano , tutti quelli che hanno brigato per avere esenzioni cui non avevano diritto, pensioni per fasulle invalidità, che hanno votato personaggi impresentabili che hanno scambiato il diritto per favore, sono gli stessi che invocano i processi sommari, laddove ritengono di essere dalla parte dei “giusti”; ma se i rappresentanti del popolo che hanno funzioni dirigenziali usano un lessico volutamente aggressivo declamando urbi et orbi che tutti gli altri che non la pensano come te sono collusi, ladri o quant’altro, è evidente che le menti meno attrezzate o con minore scolarità tendono ad essere senza inibizioni, senza freni ed aggressive, ed è quello che accade, ed è sotto gli occhi di tutti, banalmente il numero di aggressioni dei diversamente colorati è salito di numero, dire che vuoi cacciare i ROM , ma che quelli Italiani purtroppo te li devi tenere non mi sembra un messaggio distensivo, un delinquente lo è a prescindere dal colore o dall’etnia, si preoccupi di fare rispettare le leggi vigenti.
Mi fa specie che ad un funerale ci si faccia un selfie giustificandosi come ha dichiarato successivamente che una ragazza glielo aveva chiesto, e che faccio dico di no, ebbene dovevi educatamente dire gentile signora quando finirà la funzione volentieri, non ora, non adesso, oramai il generale disprezzo come accennavo poc’anzi la continua delegittimazione degli altri , affermare delle verità che non vengono mai dimostrate modello goebbels (ripeti all’infinito la tua verità e sarà la verità) quello sì che può fare danni devastanti, ma non ne faccio una questione ideologica, semmai mi chiedo, ma davvero questo paese ha necessità di questi personaggi?
beppe
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