Loreto impagliato e il busto d'Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)
il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,
un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti col mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,
Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po' scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti d'anemoni arcaici...
Occorrerebbe iniziare ad evocare lo spirito di Adolf Loos, di Walter Gropius, dell’existenz minimum, del Bauhaus …
Che le dimensioni degli arredi di una volta fossero più generalmente più contenute non ci giurerei: anche senza andare nella magione della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, solo cinquant’anni fa non esisteva abitazione, anche semplicemente “impiegatizia” (come la mia…), dove non ci fosse il “tinello” con il “buffet” e il “controbuffet”, oltre alla “vetrina” dove argenti e cristalli di famiglia venivano messi in bella mostra.
Armadi a quattro ante lucidati a poliestere, "comò"...
Sono piuttosto le dimensioni degli appartamenti di oggi, un trivano bibagni e cucina abitabile in sessanta metri quadri a cinquemila al metro quadro a determinare forma e dimensione degli arredi, pur con l’aumento degli oggetti disponibili oggi.
Assieme, naturalmente, ai cambiamenti della struttura sociale intervenuti in questi anni.
