Parte prima o della formazione dei denti di una sega manuale partendo da zero.
Dunque...
Ho intenzione di scrivere una serie di post sull'affilatura, cura, manutenzione, restauro e uso delle seghe manuali occidentali (per ora, ma in futuro magari anche di quelle orientali).
Questi post, corredati dalle vostre osservazioni, domande, correzioni e consigli, verranno infine reimpaginati e, se supereranno la revisione del board editoriale
Purtroppo, per un motivo o l'altro, ho veramente poco tempo da dedicare a questi tutorial, quindi portate pazienza e non aspettatevi nulla a breve termine.
Vi confesso che sono un po' intimorito all'idea di scrivere un tutorial, perchè io sono un autodidatta e alcune mie soluzioni non solo non sono canoniche, ma magari sono pure sbagliate e non mi va di insegnare cose sbagliate.
Inoltre non so bene che tempo usare. Il passato (ho fatto così e colà) o il presente (faccio così e colà)? La prima persona singolare (io faccio/ho fatto così e colà) o la seconda plurale (voi fate così e colà)?
Ditemi voi. In questo post di prova ci butto dentro un po' tutto così vediamo cosa salta fuori.
In ogni caso, cercherò di essere il più chiaro possibile, ma se qualche passaggio non lo sarà sufficientemente, non fatevi problemi a chiedere delucidazioni.
Affilo seghe da circa un anno, ho letto molte cose, ma altrettante ne ho da leggere, ho affilato diverse seghe e fatto diversi esperimenti, ma la mia esperienza è comunque limitata.
Di questo sono ben conscio, quindi non fatevi problemi anche a correggermi ogni volta che scriverò qualche castroneria. Correzioni linguistiche di ortografia e sintassi saranno altrettanto ben accette.
Di consigli, poi, aggiungetene pure ad libitum.
Comincio con questo breve post, tanto per saggiare le mie capacità e il vostro gradimento.
Si tratta di un restauro di una sega con dorso che avevo già cominciato prima di decidere di documentarlo quindi mancano alcune fotografie iniziali.
Si tratta di una sega curiosa, perchè le dimesioni della piatto della lama (saw plate), 30x8 cm, sono di una sega per tenoni (tenon saw), ma l'impugnatura aperta e lo spessore ridotto della lama (0.6 mm) sono più tipici di una sega più leggera, come una carcass saw (come si può tradurre questo temine?)
La spina (back spine) è di ferro e il manico sembra di un faggio scuro.
Manca il nome del produttore e la scritta dice sempicemente "cast steel warranted". C'è anche un disegnino, ma è incomprensibile.
Il venditore probabilmente l'aveva sabbiata perchè non c'era traccia di ruggine, ma aveva i tipici solchi del ferro arrugginito e sotto l'impugnatura era ancora piuttosto ruggine.
Purtroppo le fregature sono sempre dietro l'angolo quando si acquista su Ebay e questa sega aveva una piega (non segnalata nella descrizione) al livello dei denti, a circa 3/4 della lunghezza verso il manico.
Quando ho aperto il pacco non ho dato molto peso a questo difetto perchè solitamente si riescie a risolverlo facilmente con le mani, ma, un mesetto dopo, quando finalmente ho potuto cominciare a lavorarci, mi sono accorto che il problema non era di così facile soluzione.
Nonostante i molti tentativi, non sono riuscito a raddrizzare la lama, ne con le buone (le mani), ne con le cattive (il martello).
La piega, la bombatura, la curva (non so come chiamarla e purtroppo non ho delle foto per spiegarmi meglio) era abbastanza profonda e aveva causato lo stiramento (allungamento) del metallo e così ogni volta che tentavo di raddrizzare una curva, ne creavo automaticamente altre due sul lato opposto e così via.
Allora ho optato per una soluzione un po' più drastica: ho ridotto l'altezza della lama fino al punto in cui la piega è risultata raddrizzabile.
Come potete vedere dalla foto ho proceduto per tenativi tagliando prima una, poi un'altra fettina con la forbice per lamiere.
Il taglio è risultato molto irregolare a causa della durezza e quindi fragilità del piatto della lama, per cui successivamente ho dovuto pareggiare la linea di taglio con la lima.
Quindi ho raddrizzato la piega con delle leggere martellate strisciate verso l'esterno.
Qui ci vorrebbe un filmato per spiegare il movimento, ma io ho una vecchia e lenta connessione dial-up, quindi mi è troppo gravoso uploadare un filmato. Comunque ci provo a parole.
Ho poggiato la lama della sega su una tavoletta di legno con la bombatura verso l'alto e poi ho dato tante leggere martellate strisciando il martello verso l'esterno (il lato opposto alla spina) nel momento in cui questo sbatteva contro il l'acciaio della lama.
Il risultato di questa operazione non è stato perfetto, ma comunque molto soddifacente.
Ma in ogni caso, la prossima volta che vado da un carrozziere bisogna che mi faccio spiegare come fanno loro a raddrizzare una lamiera che ha subito un allungamento.
A questo punto comincia il lavoro vero e proprio di formazione dei denti, ma prima bisogna decidere quanti denti per pollice (tpi) o punte per pollice (ppi) metterci.
Originariamente erano più o meno 11 per pollice, dico più o meno, perchè precedentemente era stata affilata alla viva il parroco e i denti non erano molto uniformi.
Però considerato che ho ridotto la lama in altezza e lo spessore era comunque abbastanza basso, ho deciso di formare 13 punte per pollice.
Per segnare la posizione delle gole della nuova dentatura ho scaricato e stampato un paio di modelli che si trovano su internet. Li potete trovare qui:
http://www.oocities.com/plybench/saw_sharpen.html
http://norsewoodsmith.com/node/76
Ho piegato il foglio, l'ho appoggiato sul bordo della lama (volendo si può anche incollarlo con una colla spray o col Bostik) e ho stretto il sandwich tra due listelli di legno.
Poi ho preso la lima triangolare più dolce che avevo (si può usare anche una lima a coltello o a diamante o persino quadrata, basta che abbia gli spigoli taglienti e sia il più possibile dolce, in modo che non s'impunti) e ho dato un colpo di lima per ogni segnetto.
Come vedete dalla foto con questa densità di denti la carta non si strappa fino al segno successivo e quindi si può anche fare senza colla, ma con una densità maggiore, forse la colla è necessaria.
Il template di carta non era abbastaza lungo per tutta la lama e così ho dovuto usarne un altro per la rimanenza.
Come potete notare non sono stato molto preciso nell'esecuzione del dei segni.
Però c'è tempo per rimediare e comunque la prossima volta cercherò di starci più attento.
Tolto il template di carta, ho affondato unteriormente i segni delle gole con una lima più bastarda, cercando di rimediare all'imprecisione iniziale, ma senza riuscirci del tutto. Per fortuna c'è ancora tempo: al momento della formazione del dente vera e propria, basterà aumentare la pressione, con la lima triangolare, sulla faccia o sul dorso dei denti a seconda del bisogno.
Ora che l'invito è fatto, bisogna decidere la geometria dei denti.
Come ho detto precedentemente, la sega era stata affilata alla carlona, quindi non si capivano bene gli angoli dei denti. Più o meno erano affilati per tagli traverso vena (cross-cut, xcut) e con rake molto rilassato.
Approfondirò in un altro post l'argomento della terminologia riguardante la geometria e le caratteristiche dei denti, per ora fate riferimento a questo pdf: www.toolsforworkingwood.com/blogimg/sawspectra.pdf
Siccome sto facendo degli esperimenti sulle varie angolazioni, su questa sega ho voluto provare un angolo del bisello (fleam) molto acuto (34°) e un angolo di attacco (rake) discretamente rilassato (-14°).
Nelle mie intenzioni, dovrebbe tagliare molto bene i legni teneri (con cui ho spesso a che fare), ma avrà il difetto di perdere velocemente l'affilatura. Ma tanto conosco uno che me l'affila quando voglio...
A questo punto non ho fatto altro che affondare verso il basso con la lima triangolare, mantenendo gli angoli che avevo deciso, fino a quando ogni dente diventa appuntito. E in questa fase ho anche corretto gli errori di posizionamento di cui ho parlato precedentemente, forzando la pressione della lima sulla faccia o sul dorso dei denti più larghi a seconda dell'esigenza.
Qui dovrei descrivere il procedimento di affilatura vero e proprio e le guide con cui mi aiuto, ma mi sembra di avervi già annoiato abbastanza con questo post di prova e quindi lo farò prossimamente con un post dedicato.
Qualche nota finale prima delle foto conclusive.
Ho stradato i denti con un Eclipse 77 dandogli un settaggio minimo (un po' meno di 11 sulla ghiera/incudine).
Ho sostutuito le originali viti split nut con delle viti a canotto, perchè le precedenti erano davvero malconce e poi ho inserito due piallacci nella mortassa che accoglie la spina perchè era diventata molto lasca e non stringeva il dorso della sega a dovere.
Ho fatto qualche prova di taglio su diversi legni (faggio, robinia, abete) ma non sono rimasto totalmente soddisfatto
La qualità di taglio è buona, ma ho visto di meglio. Il problema in questo caso credo che risieda nel fatto che i fianchi della lama sono segnati dai solchi della ruggine e questo è un ostacolo per ottenere uno spigolo ben affilato. E' un po' come per i ferri delle pialle e degli scalpelli: non è sufficiente affilare bene il bisello, ma è necessario che anche il dorso sia preparato a dovere.
Forse avrei dovuto lucidare almeno il primo centimetro di lama quando ancora questa era senza denti. Vabeh, mi serva di lezione per la prossima volta.
Inoltre, la lama, dopo esser scesa dritta per a 3/4 cm, poi tende leggermente verso sinistra.
Ho provato a risolvere il problema con qualche colpo di pietra sul lato sinistro, anche se è un'operazione che non mi piace molto fare, ma non ho risolto il problema.
Probabilmente c'è... Boh... Una qualche curva sul piatto della sega che non riesco ad individuare oppure... Boh... Vai a sapere.
Comunque è una sega destinata a tagliare le spalle dei tenoni che non sono mai molto profonde, quindi per ora la tengo così com'è.
Sempre a causa della mia lenta connessione ad internet, le fotografie sono in bassa risoluzione, ma se ne volete qualcuna più dettagliata, sarò felice di caricarla.
Ho aperto anche un blog, ma per ora lo uso solo come base su cui caricare le foto, quindi adesso fate senza andarci, ma magari, in futuro, fatemi una visitina, per favore.
Ciao,
Andrea
http://langolodispogliainferiore.blogspot.com/

