A Proposito Di Lame Spesse E Sottili

A Proposito Di Lame Spesse E Sottili

Messaggioda Andrea » mar 02 nov, 2010 00:11

Sul libro di Ron Hock, The Sharpening Book, c'è un'interessante osservazione riguardo alla presunta superiorità delle lame spesse rispetto a quelle sottili per quanto riguarda la propensione a flettersi.

E' opinione diffusa, scrive Hock, che, maggiore sia lo spessore di una lama, minore sia la sua propensione a flettersi e a produrre il fenomeno del saltellamento che gli anglosassoni chiamano chattering.
Benchè questa riflessione possa sembrare intuitivamente vera, bisogna considrare che, in una pialla bevel down, la porzione di lama sospesa, di un ferro sottile, è la stessa anche in una lama più spessa. L'unica differenza è che, in una lama più spessa, questa parte sorgente è spostata leggermente più avanti lontano dalla seduta (frog).

Per nostra fortuna (o per suo interesse personale, come maliziosamente spiegherò più avanti), Hock riporta la stessa osservazione anche sul suo blog dove c'è anche un bel disegno che chiarisce quanto detto:
http://hocktools.wordpress.com/2010/06/14/of-thick-and-thin/

Immagine

Le lame molto spesse, continua Hock, hanno dei reali vantaggi su quelle standard: sono più facili da affilare a mano libera (in quanto il bisello è piu' largo e c'è maggiore superficie di contatto con le pietre) e aggiungono massa e rigidità alla pialla.
Ma hanno anche degli svantaggi perchè se una lama è troppo spessa, la leva a Y potrebbe non raggiungere adeguatamente la fessura nel controferro, soprattutto nell'estrema porzione ascendente e discendente dell'immaginario arco descritto dalla suddetta leva. Inoltre, per permettere il passaggio di una lama molto spessa, potrebbe rendersi necessario limare la parte anteriore della bocca. E infine, a parità di metodo, l'affilatura di una lama sottile è più rapida di una più spessa.

Se una pialla è in condizioni corrette, conclude Hock, se c'è un buon contatto tra la lama, la seduta, il controferro e il lever cap, una lama di spessore standard o simile produce gli stessi risultati di una lama molto spessa.

Mi sembra una opinione interessante e ben fondata, ma la mia esperienza con lame molto spesse è limitata alle pialle in legno e quindi non ho un termine di paragone adeguato per confermarla
Inoltre il post sul blog di Ron Hock è stato scritto pochi giorni dopo l'uscita dei nuovi ferri e controferri ultraspessi marchiati Woodcraft/IBC/Cosman e quindi potrebbe essere un tentativo di portare l'acqua al proprio mulino, visto che i ferri e controferri Hock sono un po' pù spessi di quelli standard, ma non esageratamente.

Perciò chiedo a voi.
Qual è la vostra esperienza al riguardo? E con quali spessori di lama avete avuto a che fare?
Andrea
 
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Re: A Proposito Di Lame Spesse E Sottili

Messaggioda whybob71 » mar 02 nov, 2010 10:35

Il tema è interessante; ovviamente si riferisce alle lame di ricambio per le bench planes classiche, tipo stanley o record.

Le lame Hock per pialle convenzionali sono di spessore pressochè uguale, di poco poco superiore alle normali; questo consente di non apportare modifiche alla pialla, cosa che in linea di massimo preferisco visto che ho tutte pialle vintage buone. E' pur vero che con una lama originale o di spessore simile, un chipbreaker migliore fa la differenza; occorre tuttavia anche valutare la rigidità della lama, oltre lo spessore: ho un paio di lame Samurai giapponesi che sono dello stesso spessore dell'originale ma sono rigidissime e mi trovo molto bene (anche se da affilare sono davvero toste).

In linea di massima preferisco una lama bella spessa se possibile.
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Re: A Proposito Di Lame Spesse E Sottili

Messaggioda AlbertoA » mar 02 nov, 2010 11:09

E' molto interessante... per ridurre la "flessione" della lama, su una lama da finitura, si può anche aumentare l'angolo di affilatura, tanto non serve che "mangi" tanto legno. Si riduce la lunghezza del bisello e diventa subito più spesso, meno leva e maggiore spessore, anche di poco aumenta molto, se si considera che spessore doppio è 8 volte la resistenza alla flessione, con una leva minore...
Ho sinceramente anche qualche dubbio che la causa del chattering sia una flessione dell'intera lama... semmai proprio dei dintorni del "filo".
Per far flettere anche 1,5 (che inclinati a 45° diventano 2,2) mm di acciaio larghi 4 cm con una leva di... 3.5mm (che inclinata a 45° diventa 1,2 mm di proiezione, diciamo solo che la forza applicata viene ridotta sensibilmente, senza stare a fare calcoli di risultanti), mi sembra che servano delle forze decisamente elevate... affilatele queste lame!
Mi trovo ugualmente bene con ferri spessi e con i ferri della Lie Nielsen fatti per le pialle "tradizionali".. Conta più la qualità dell'affilatura e della tenuta del filo che una lama spessa 2,5 o 3,5 mm (specie se, come quelle della Clifton ti arrivano così malmesse sul dorso da costringerti a lappare con uno spessore solo l'ultima parte vicino al filo).
Ciao,
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Re: A Proposito Di Lame Spesse E Sottili

Messaggioda ac445ab » mer 03 nov, 2010 00:06

Io dico che a parità di qualità di acciaio il valore aggiunto di una lama più spessa è soprattutto per il contributo in massa che essa fornisce. Il chattering è un fenomeno da pialle in legno, raramente si presenta in una pialla metallica di qualità ben regolata.
Nelle pialle da finitura aggiungere un bel po' di peso in più prprio in direzione della bocca aiuta a lavorare con pochissima profondità di taglio, migliorando la finitura e riducendo la probabilità di strappare.
Ne approfitto per mostrarvi l'ultima supersmoother che ho realizzato:

http://woodworkingbyhand.blogspot.com/2010/10/record-testa-rossa.html
Ciao,
Giuliano :-D
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