Quello nero messo in verticale che cade sotto il filo rosso con scritto pare B50...
La vite di regolazione è parallela allo stampato
Paquito ha scritto:Sì ha ragione Rolando, è quello nero targato B503.
Giannone ha scritto:Rolando, più semplice di quanto pensi. E' riferito al fatto di dibattere su di un guasto "a distanza", senza avere, ovviamente, il quadro completo della situazione impiantistica. Mi piace perchè avete l'entusiasmo e la giusta temerarietà per farlo (le competenze sono ovvie). Ai tempi che facevo gestione commesse e direzione lavori mi è successo spesso che dal quadro della situazione si potevano trarre una serie di congetture, che poi portavano ad altre congetture e magari anche a qualche forzatura tecnica e poi, a forza di non risolvere, quando potevi andare finalmente sul posto scoprivi che la situazione era un po' diversa. Tutto qui.
C'è un punto di partenza di questa faccenda che mi sembra sia stato un po' tralasciato, ma è importante, ed è quello di individuare questo famoso "sfrigolio" che proviene dal quadro. Lo dico perchè quel quadro presenta una conformazione che può prestarsi a qualche problema, e Stefano capirà certamente quello che voglio dire, essendo collocato in ambiente dove alla lunga il tipo di lavorazione deposita comunque polveri. E quelle che si insinuano all'interno delle apparecchiature poi non le togli con una soffiata. Sicuramente non è questo in sè il problema, ma capire quale è l'apparecchiatura che "sfrigola" darebbe molte indicazioni, non tanto sull'origine del guasto che sembra essere evidente, ma quanto sulle conseguenze che invece non sono poi cosi tanto scontate.
Un paio di osservazioni su quanto detto: l'interruttore di protezione caratteristica D al posto del caratteristica C potrebbe avere un senso per il fatto che alimenta un motore, ma per uso "domestico" vorrei vedere quanti D sono installati ad alimentare una nastro o similari in Italia, da sempre. Probabilmente zero. Si potrebbe dire che ora hanno il freno elettronico, ma ho dei dubbi che si eliminerebbe lo sfrigolio (se provenisse dall'interruttore di protezione) cambiando la caratteristica dell'interruttore. Secondo punto è che, ipotizzando una Icc non superiore a 4,5 KA nel punto di installazione del quadro, il fatto di utilizzare un interruttore da 10KA è totalmente indifferente dal punto di vista dell'intervento. Non è che lascia passare più corrente o energia o ha bisogno di una Icc più alta per funzionare (probabilmente Stefano intendeva dire un'altra cosa). E' solo svantaggioso da punto di vista economico. Per il resto le vostre analisi sono pertinenti, per quanto posso capire.
Una nota per Edo: lo so che sei attaccato alle tradizioni, ma quelle due prese multiple sotto il quadro sono un residuato del 15-18. Buttale.![]()
Gianni
Giannone ha scritto: ...Una nota per Edo: lo so che sei attaccato alle tradizioni, ma quelle due prese multiple sotto il quadro sono un residuato del 15-18. Buttale.![]()
Gianni
barone rosso ha scritto:.
Roland la stanza è anecoica va bene sia per il suono ch ele emc di di labo sarà per quello che si son confusi![]()
orione ha scritto:Andando avanti nel tentativo di comprensione del funzionamento:
Il circuito che avevo indicato prima da 16A non è quello giusto perchè quello montato pare più una variante custom (riporta la sigla della sega in targa) di quello da 10 che come similitudine a quello di Edo combacia
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Lo schema a blocchi è questo:
http://www.klibo.de/fileadmin/klibo/redaktion/PDFs/schaltplaene/87020000_schaltplan_e_1ph_230v_10a.pdf
Non è che mi sia tutto chiaro ma una cosa abbastanza evidente è che il gruppo di raddrizzamento schematizzato dal diodo + tiristore somministra la dc pulsata ai due avvolgimenti del motore posti in serie ed escluso il condensatore dal fatto che non appena si spegne br e sw vengono isolati e collegato bl dal contatto nc del commutatore. Il motore non gioirà a subire questa iniezione, ma in caso dovesse riscaldarsi troppo, un termico tra ws e rt (bianco e rosso) stacca.
Una cosa interessante che menziona il produttore è che l'impedenza della rete elettrica vista dal punto di alimentazione non deve essere superiore a 0.39 Ω.
Il motivo è che le correnti di disturbo assorbite dalla rete, danno luogo a tensioni e quindi potenze di disturbo locali tanto maggiori quanto maggiore è l'impedenza. Per un impianto civile, in un luogo rurale, mi sembra possibile che quel valore possa essere ecceduto . A spanne corrisponde ad un 40 m di linea da 2.5 mmq .. Ma qui serve l'esperienza di stefano o di gianni per ditlo.....
PS grazie Pasquale
PPS confesso che sono curioso, Gianni
barone rosso ha scritto: ...Per concludere condanno l'imputato (EDO![]()
) ad una VERIFICA ATEX!!!! Fornisci però pirma scheda granulometrica dei tipi di polvere ed il loro spessor emedio espresso comediceva il veccio amico AVO (gadro) in moli/giorni-anno......scusate le dissertazioni ma di ste cagate vivo.....e ho detto cagate......
orione ha scritto:Edo parli della messa a terra, immagino. Io parlavo dell'alimentazione enel o chiperesso Se l'ultimo tratto è in ambito civile, l'impedenza vista da un utilizzatore è determinata principalmente da quella dell'impianto interno all'abitazione, la tratta dopo il contatore, ma in realtà dovrebbe tener conto di tutto anche della distanza che ti separa dalla cabina di trasformazione.