Spianare una mola

Spianare una mola

Messaggioda mumu » ven 21 nov, 2014 19:18

Ho trovato una mola ad acqua con la pietra bianca (circa 200x30) che a un solco profondo al centro... secondo voi c'è il modo di spianare questa pietra? :roll:
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda masterbeat » ven 21 nov, 2014 19:21

Potresti usare un ravvivamole a bastone :

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Oppure con diamante:

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Ma ne esistono di tanti altri tipi.


Oppure a pietra come questa che vende Catoccimacchine:

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Ultima modifica di masterbeat il ven 21 nov, 2014 19:25, modificato 2 volte in totale.
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Re: Spianare una mola

Messaggioda mumu » ven 21 nov, 2014 19:26

masterbeat ha scritto:Oppure a pietra come questa che vende Catoccimacchine:

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Ho una roba simile ma più piccola, la uso ogni tanto sula mola a secco grana 60, posso usarla anche su una mola bianca, quindi probabilmente più fine?
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda Oro » sab 22 nov, 2014 02:39

io uso questa.. http://www.axminster.co.uk/diamond-dressing-block

comprata anni fa.. è uno spettacolo..
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Re: Spianare una mola

Messaggioda Christian » sab 22 nov, 2014 14:10

Oro ha scritto:io uso questa.. http://www.axminster.co.uk/diamond-dressing-block

comprata anni fa.. è uno spettacolo..

Immagino sia di uso non quotidiano, ma è ancora "in forma"?
Ciao e grazie, Christian
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda ac445ab » sab 22 nov, 2014 17:39

Oro ha scritto:io uso questa.. http://www.axminster.co.uk/diamond-dressing-block

comprata anni fa.. è uno spettacolo..

Ciao
Io l'ho preso di recente insieme a un nuovo disco.
Hai qualche consiglio per l'uso? Anche il disco nuovo va prima ripulito e rettificato?
Ciao,
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda homofaber » sab 22 nov, 2014 18:30

Secondo me sono da chiarire i vari usi degli attrezzi postati.
Il diamante serve a rettificare; gli altri a "ripulire" la superficie della mola.
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda Andrea » lun 24 nov, 2014 15:17

ac445ab ha scritto: Anche il disco nuovo va prima ripulito e rettificato?


No, non credo.
Se vibra, prima di rettificarla, di solito si prova a fargli fare un quarto di giro rispetto all'asse seguito da un'altro quarto di giro se il primo non dovesse funzionare.

Eventualmente si possono arrotondare gli spigoli per evitare che facciano danni.
Io ho provato a dargli un profilo arcuato come consigliato qui:
https://www.toolsforworkingwood.com/store/blog/453/title/Further+Thoughts+On+Grinding
Ma ancora non mi sento di esprimere un giudizio su questa tecnica.

-------

Ne approfitto per ricopiare un mini-corso sulle mole che aveva scritto Luigi Perissinotto (aka Paulhass) su it.hobby.fai-da-te, lo stesso che aveva scritto queste cose sulle lime:
http://www.legnofilia.it/viewtopic.php?f=6&t=7588

A dispetto del nome denigrante (purtroppo ormai hobby, fai da te, bricolage, bricoleur sono diventati termini da sfigati) era un newsgroup frequentato anche da persone molto esperte e altamente competenti.
Uno di questi, decisamente il più compentente per le questioni inerenti alla meccanica, era Paulhass il nickname di Luigi Perissinotto. Ne parlo al passato perchè purtroppo è deceduto.
Oltre ad avere una cultura immensa (come immensa pare che fosse la sua libreria tecnica) era anche una pesona squisita sempre pronta ad aiutare il prossimo, ma la cosa più importante per un gruppo di discussione solamente testuale, aveva un eloquio tecnico che io invidiamo moltissimo. Pur utilizzanto tutta la terminologia tecnica adeguata riusciva a spiegare le cose in una maniera altamente comprensibile anche ai più profani.
In quel gruppo era una vera leggenda e nel caso che queste mie parole vengano lette per caso da qualcuno dei suoi eredi o conoscenti, voglio dirvi che Luigi era una persona stupenda che io stimavo moltissimo e se voleste contattarmi, mi piacerebbe conocere qualcosa di più delle sua vita privata.

Finito anche l'epitaffio veniamo al suo breve corso sulle mole abrasive che potete trovare in molti posti su internet e io mi limito a linkare Google Gruppi:
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.hobby.fai-da-te/ROkjFvVyH7Q
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.hobby.fai-da-te/inAOwaT8wdo

-------

Mole abrasive & Co. - Corso breve per bricoleurs.

Lezione N° 1.
(Dove si spiega che tutto ha inizio dalla carta vetrata,
e si spiega come utilizzare mole tenere per molare
materiali duri, e mole dure per molare materiali teneri).
------------------------------------------------------

Cominciamo quindi dalla carta vetrata, che altro non è che
un supporto sul quale sono collate minuscole particelle abrasive.
Ciascuno di questi granuli taglienti si comporta come un piccolo
dente di lima, avente la capacità di asportare, sotto la pressione
di lavoro, un microscopico truciolo di materiale.
Se si insiste, il granulo tagliente si smussa, e non taglia più.
Oppure si staccherà dalla carta o tela di supporto, rendendola
via via meno efficace, con grande gioia del nostro ferramenta.
L' ideale sarebbe che, man mano che si consumano i granuli
abrasivi, altri (nuovi) prendessero il posto di quelli usurati.
Ecco, ci siamo già arrivati !
Una mola altro non è che un utensile abrasivo formato da tantissimi
granelli taglienti dispersi in un impasto di supporto, avente la capacità,
durante il lavoro, di rinnovare continuamente il "filo" tagliente, in
quanto man mano che si usurano i granelli abrasivi questi vengono
sostituiti da altri nuovi.
Altra ovvia caratteristica è quella di essere un solido di rivoluzione,
per poterla fare girare e quindi avere una certa velocità di lavoro.
Ma non è detto che tutti i solidi abrasivi siano di forma rotonda.
Alcune macchine di rettifica, ad esempio i lapidelli, lavorano con
inserti abrasivi di forma prismatica, che strisciano sul pezzo in lavoro
trascinati dal piatto della macchina.
Cose che non ci interessano. Torniamo alle mole rotonde.
Abbiamo detto che sono composte da un abrasivo e da un impasto
di supporto.
Ma di quale tipo ?
Così come le carte abrasive non sono tutte uguali, anche le mole
hanno un sacco di opzioni a seconda del tipo di impiego previsto.
Dobbiamo tener conto quindi delle seguenti varianti :
- natura dell' abrasivo
- grana dello stesso
- durezza della mola
- struttura della mola
- tipo di impasto (detto anche agglomerante).
Combinando in vario modo gli elementi di cui sopra, si ottengono
un' infinità di utensili, adatti ad ogni possibile applicazione, dalle
piccolissime mole di pochi millimetri di diametro che usiamo sul
nostro Dremel sino alle gigantesche mole profilate che si usano
sulle rettificatrici a tuffo usate nell' industria automobilistica, per
esempio in grado di eseguire, incredibilmente, una completa rettifica
di un albero a camme di un motore d' auto in un tempo di pochi
secondi !
Vediamo le varianti una ad una.

NATURA DELL' ABRASIVO :
In ambito tecnico, è identificato da una lettera maiuscola, e può
essere uno dei seguenti :
A - Corindone o Alundum
B - Nitruro o carburo di Boro
C - Carburo di Silicio
D - Diamante
Permettetemi qualche divagazione sui signori di cui sopra :
-La durezza dell' abrasivo è crescente dalla lettera A alla D.
-Il Corindone è un abrasivo naturale, mente l' Alundum è artificiale,
ed in pratica altro non è che ossido di alluminio. Le mole composte
con tali materiali sono di colore grigio, o rosa, o bianco.
-I composti del Boro non sono di uso frequente, ed io in verità non
ho mai avuto occasione di vedere mole che li impiegassero.
-Il Carburo di Silicio, chiamato anche Carborundum, è particolarmente
adatto a lavorare materiali durissimi, come ad esempio il Widia.
E' normalmente di colore verde, ma si può trovare anche nero.
-Il Diamante, per noi poveretti, è accessibile solo con le piccolissime
mole a gambo da montare sul Dremel, ma se bazzicate le bancherelle
dei "Polacchi" potrete trovare mole diamantate con diametri di riguardo,
anche nella versione con matrice in gomma flessibile.

GRANA DELL' ABRASIVO.
E' l' indice della "finezza" dei granelli abrasivi della mola, un po' come
con le carte o tele abrasive. Si identifica allo stesso modo di queste,
con un numero di due o tre cifre che indica la quantità di fili per
pollice formanti una maglia entro la quale possono passare i granelli.
Mi spiego meglio : un abrasivo "grana 80" è composto da granelli i
quali possono atteraversare una rete fatta con una maglia composta
da 80 fili per pollice, cioè 80 fili ogni 25,4 millimetri.
Gli indici comunemente accettati sono :
- 8, 10, 12 grana molto grossa
- 14, 16, 20, 24 grana grossa
- 30, 36, 46, 54, 60 grana media
- 70, 80, 90, 100, 120 grana fine
- 150, 180, 220, 240 grana molto fine

DUREZZA DELLA MOLA .
Contrariamente a quanto si crede, la durezza di una mola non è la
durezza dell' abrasivo (che dipende dalla natura dello stesso), ma
la "consistenza" della matrice che trattiene, nella sua massa,
i granelli abrasivi. La matrice, infatti, ha il compito di dare alla mola la
necessaria consistenza e di trattenere i granelli sino a che questi sono
atti a lavorare. Quando i granelli sono smussati e quindi diventati poco
taglienti, l' impasto deve lasciarli staccare per far posto ai nuovi.
Una mola è dura quando trattiene a lungo i granelli, tenera quando
lascia staccare facilmente l' abrasivo.
Attenzione, quindi !
Le mole dure sono adatte a lavorare materiali teneri, perchè i granelli
non si consumano facilmente, e possono lavorare a lungo.
Le mole tenere, invece, vanno bene per i materiali duri, perchè i granelli
si consumano rapidamente e quindi devono staccarsi subito per lasciare
il posto ad altri nuovi ed in perfetta efficienza.
La durezza delle mole è identificata da una lettera maiuscola :
D, E, F, G mole tenerissime
H, I, J, K mole tenere
L, M, N, O mole medie
P, Q, R, S mole dure
T, U, V, W, Z mole durissime

STRUTTURA DELLA MOLA.
E' l'indice della "porosità" della mola, cioè della dispersione dei
singoli granuli abrasivi nella massa del legante. Se questi sono
molto spaziati tra loro, la struttura si dice che è "aperta".
Se invece i granelli abrasivi sono molto ravvicinati, la struttura
è "chiusa".
Anche se poco conosciuta, la struttura della mola è molto importante,
in quanto spesso, anche con un tipo di abrasivo e di grana corretti,
se una mola è "chiusa" si verifica facilmente l' intasamento della
stessa, che in tal modo ingloba nella sua superficie esterna le
minuscole particelle di materiale asportato, rendendola inefficace.
In tal caso, non rimane altro da fare che la "ravvivatura" della
medesima, nei modi di cui parleremo in seguito.
L' indice di struttura (o porosità) di una mola viene indicato con
un numero :
0, 1, 2, 3 struttura chiusa
4, 5, 6 struttura media
7, 8, 9 , 10 struttura aperta
11, ecc. struttra molto aperta (mole porose)

TIPO DI IMPASTO (AGGLOMERANTE).
Ci sono varii tipi di cementi per dare forma e consistenza alle mole,
ma principalmente sono di due tipi :
- ceramici
- resinoidi
I ceramici, chiamati anche vetrificati, sono i più comuni, e sono
tipici delle mole utilizzate sulle molatrici da banco e per rettifica.
I resinoidi, chiamati anche bakelitici, sono tipici delle mole da
troncatura e da sbavatura (insomma quelle da montare sulle
smerigliatrici angolari). Se usati assieme ad un supporto in rete
di fibra di vetro per rinforzo, consentono velocità di lavoro
elevatissime, tipicamente 80 m/sec, mentre con agglomeranti
ceramici o vetrificati non si và, in genere, oltre 30-40 m/sec.

Come primo messaggio penso possa bastare.
Cordialità.

Paul

-------

Mole abrasive & Co. - Corso breve per bricoleurs.

Lezione N° 2.
(Dove si fà ammenda delle dimenticanze pregresse,
e si gioca, senza montepremi, al quiz delle sigle astruse).
-------------------------------------------------------

Per prima cosa devo far notare che nel messaggio precedente,
alla voce TIPO DI IMPASTO (AGGLOMERANTE), mi
sono dimenticato di indicare quali sono le lettere identificative
dei due tipi di impasto.
Provvedo immediatamente :
- lettera "V" per l' impasto ceramico (o vetrificato)
- lettera "B" per l' impasto resinoide (o bakelitico)
Qualche volta tali lettere sono seguite da altri caratteri, del tipo
VBA, VBE, BH, ecc.
Ma voi non fateci caso.
Colgo questa occasione di caratteri aggiunti per informare che non
esiste una rigida normativa per la classificazione e l' identificazione
delle caratteristiche delle mole con un protocollo standard.
E', come dire, consuetudine d' uso e bontà dei costruttori utilizzare
un criterio comune per la designazione delle mole.
Ma non è infrequente che si deroghi da quanto sopra.
Ad esempio, quasi sempre sulle mole (a centro depresso e non)
per smerigliatrici angolari, le sigle sono abbreviate e riportano solo
i dati essenziali.
Mole speciali possono avere sigle strane, di cui io non saprei
identificare la chiave di lettura. Ad esempio, una mola in corindone
rosa marca Norton da affilatrice che uso normalmente, è marcata
AS 202 (boh !!!!). A parte la lettera iniziale "A", che vuole dire
Corindone od Alundum, il resto non mi dice nulla, ma la mola fà
benissimo il suo lavoro ed io dormo tranquillo lo stesso.
Inoltre, a volte la lettera iniziale della sigla è preceduta da un numero
che il costruttore pone per identificare un suo particolare tipo
di abrasivo, od un lotto di produzione del medesimo.
Non tenetelo in conto.
Vediamo quindi come si legge la sigla di una mola, sempre presente
in etichetta assieme al nome del costruttore ed alle misure della mola
stessa, nonchè alla velocità di lavoro e/o al numero di giri/min
massimo ammissibile.
In una sigla tipica potremmo leggere, ad esempio :
- Nome del costruttore : TYROLIT
- Dimensioni : 150 x 25 x 20 (20 è il diametro del foro)
- Vel. 30 m/sec. Max Rpm 3800
- Sigla : 38 A 46 - K 5 V BE
La sigla significa che è una mola con abrasivo di Alundum (A), di
grana media (46), la durezza è media (K), la struttura, o grado di
porosità è medio (5), il tipo di impasto è vetrificato/ceramico(V).
Come già detto, non tenete conto del primo numero (38) e delle
lettere che seguono la (V).
Bene, direte voi, e ora con questa mola cosa ci faccio ?
Vediamo quindi gli impieghi tipici delle mole, almeno per i più comuni
usi di un fai da tè.
Per praticità, dividiamo le mole a seconda della forma in tre categorie :
- piccole mole a gambo
- mole tradizionali per molatrici da banco
- mole da taglio e/o per smerigliatrici angolari

Le piccole mole a gambo sono generalmente in corindone rosa o bianco,
adatte alla sbavatura su ferro, acciaio (anche temperato), inox,
e acciaio HSS.
Hanno gambo diametro 3mm (per minitrapani) o 6 mm (per smerigliatrici
diritte). A causa delle piccole dimensioni, non hanno indicazioni di sorta
stampate, se non sulla scatola di confezionamento.
Si comprano perciò......sulla fiducia.
Sono le classiche mole da stampisti, spesso usate montate su
alberi flessibili.
Date le piccole dimensioni, (non si oltrepassa in genere i 30 mm di
diametro), vanno utilizzate con elevate velocità di rotazione,
sino a 30.000 g/m.

Le mole tradizionali da banco usate da noi hobbysti, da montare
sulle molatrici, hanno dimensioni di circa 125 - 250 mm di diametro, e
spessori da 20 a 30 mm.
Possono essere in corindone od alundum bianco, rosa, grigio, ed in
carburo di silicio, generalmente verde.
Quelle in corindone grigio a grana grossa servono per sgrossatura su
tutti i materiali ferrosi, in corindone bianco a grana media per finiture
e/o affilature sempre su materiali ferrosi.
Le mole in carburo di silicio a grana grossa per la ghisa, l' ottone,
il bronzo ed anche le leghe leggere, a grana media o fine per
i metalli duri come il widia.
Un buon corredo per il bricoleur è perciò una molatrice con due mole,
delle quali una in corindone ed una in carburo di silicio, che gli
permetteranno di affrontare con successo ogni problema di sbavatura
su ferro e di affilatura di utensili (quelli per legno esclusi).
Se non si deve lavorare il widia, la mola in carburo di silicio può essere
sostituita da una mola in corindone grigio a grana grossa ( per i lavori
più grossolani).

Parliamo ora delle mole da taglio e per smerigliatrici angolari.
Tralascio i grandi dischi da taglio delle troncatrici di una volta, che
ormai sono quasi sparite dal mercato, sostituite da quelle a lama
circolare lenta in HSS. Escludo anche i dischi da taglio diamantati
a settori, che a rigore non sono delle mole.
Rimangono i dischi da taglio e quelli per sbavatura da montare sulle
smerigliatri angolari, generalmente di tre diametri tipici : 110-115 mm
per le piccole flex (o frullini o flessibili o come volete chiamarle),
230 mm per le smerigliatrici grandi, e 180 mm per quelle intermedie,
che per la verità sono poco usate.
Tipicamente queste mole hanno abrasivo in alundum (per ferro) o
in carburo di silicio nero (per pietra o CLS). I dischi hanno spessore
grosso (per sbavatura e/o finitura) oppure spessore sottile ( per
taglio). Per non generare equivoci, o perchè i potenziali utenti di
questi utensili sono dai produttori considerati quasi come deficienti,
sulle etichette è sempre indicato in chiaro l' uso previsto.
Troveremo perciò scritto " metallo", o "acciaio" per i dischi destinati
a lavorare materiali ferrosi, oppure "pietra", "marmo" o "stone"
per quelli destinati all' edilizia. A volte scrivono anche "solo per
taglio", "solo per troncatura" sui dischi a basso spessore, oppure
"solo per sbavatura" sui dischi più spessi.
Pentiti di tanta generosità, i fabbricanti medesimi risultano più avari
di informazioni nella sigla identificativa , che si limita alla lettera
tipica
dell' abrasivo, della grana, e della durezza della mola.
Ad esempio, "A 36- P", oppure "C 24-R".0
Peraltro in ogni caso l' impasto per questo tipo di mole è di tipo "B",
cioè bakelitico o resinoide.
Se non lo sapete, esistono dischi da taglio per metallo di bassissimo
spessore ( 1 - 1,5 mm), con foro da 22 mm, a centro non depresso,
per montaggio su smerigliatrici angolari. In certi casi sono impagabili
per fare dei lavori speciali, come incisioni o rifilature che non
potrebbero essere realizzate con altri sistemi. A causa del basso
spessore, richiedono un po' di cautela nell' operarli.
Vi passo una dritta : se ne montate uno in forma stazionaria su
di una molatrice da banco tradizionale, non ve ne pentirete, e scoprirete
quanto possa essere utile !

Ci vediamo alla prossima !
Cordialità.

Paul

-------

> Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
Carlo Zampogna ha già detto l' essenziale.
In effetti, dopo la molatura ad acqua, che non stempera la lama,
è necessario almeno sbavare e meglio ancora lucidare il filo tagliente
dell' utensile.
Si adopera la pietra ad olio, premendo con leggerezza la lama
mantenuta inclinata con il giusto angolo, e descrivendo sulla
superficie della pietra una specie di 8. L'ultimo grido è la pietra
diamantata, un blocchetto sintetico sulla superficie del quale è
depositato un sottile strato di polvere di diamante. Si trova in
varie gradazioni abrasive, (220, 325, 600, 1200) e, lavorando
a secco, sostituisce anche le pietre abrasive sagomate, come
per l' appunto le Arkansas. Una indicazione sulla custodia dice che
"10-20 secondi di affilatura su questa pietra valgono 5-10 minuti
su una pietra ad olio". Non sarà proprio così, ma poco ci manca.
Io ne ho una marca DMT, grana 325, e và alla grande, tanto che
la uso anche per ravvivare il filo delle frese per metallo.
La nota dolente è il prezzo : io l' ho pagata 37 Euro.

> Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
> "ondeggiamento" funziona a dovere...
Anch' io ho un' affilatrice ad acqua Valex.
L' eccentricità delle mole si corregge rettificando la superficie con
un apposito attrezzino da impugnarsi a mano libera,, munito di rotelle
in acciaio cementato o HSS, oppure di una estremità abrasiva
diamantata. Lo stesso attrezzino è impiegato per spianare la
superficie della mola se, dopo un po' d' uso, presenta dei solchi
o delle ondulazioni.
Il massimo degli attrezzi per l' affilatura degli utensili da taglio è il
sistema della ditta svedese Tormek, costituito da una mola ad acqua
e da un disco di lucidatura in cuoio naturale impregnato in olio e pasta
abrasiva, più una serie di dispositivi di supporto e/o fissaggio per
tutti gli utensili possibili, dai ferri per pialletti agli scalpelli,
sgorbie, intagliatori, ferri da tornio e tutto ciò che taglia il legno,
compreso un regolo per fissare gli angoli di taglio ed un manuale
per l' affilatura di 130 pagine.
Prezzo in proporzione !
Cordialità.

Paul
Ciauz,
Andrea, complessato.

L'angolo di spoglia inferiore.
Andrea
 
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Re: Spianare una mola

Messaggioda Nyagatwa » lun 24 nov, 2014 15:36

mumu ha scritto:
masterbeat ha scritto:Oppure a pietra come questa che vende Catoccimacchine:

Immagine
Ho una roba simile ma più piccola, la uso ogni tanto sula mola a secco grana 60, posso usarla anche su una mola bianca, quindi probabilmente più fine?


Per la Tormek T7 per rettificare la superficie della mola c'è un accessorio apposito, è da un po' che viene dato in dotazione, ma è comunque acquistabile separatamente.
Personalmente lo uso grossomodo ogni due-tre mesi
La pietra artificiale la si passa eventualmente in un secondo momento per un dressing più fine della superficie. il lato fine fa da "nagura" mentre quello più grossolano ripulisce la superficie per un'azione più aggressiva.
Have a bright day

Ciro Marzio
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Re: Spianare Una Mola

Messaggioda masterbeat » lun 24 nov, 2014 15:39

Io per ravvivare le mole, quelle che uso io sono a secco, uso dei ravvivamole a bastone, anzi, se la mola è troppo malridotta, prima prendo una mola che è stata smontata perchè usurata e cerco di sgrossare il filo della mola montata.
Poi la rettifico con il bastone o con il diamante.

Un avvertimento che voglio dare, non dire a nessuno del diamante, perchè si rischia di non trovarlo più. :lol:
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