Questi benedetti tannini.
Dunque:
Bevete un bel bicchiere di vino di quello buono, con un bel rosso.
Sentite quella sensazione di ruvido che vi asciuga e vi da un senso di astringimento al palato?
Bene, quella sensazione è tutta dovuta alla loro presenza.
infatti queste "sostanze" sono forse i principali elementi che caratterizzano il vino che si dividono in tannini endogeni e tannini esogeni, i primi vengono dalle bucce degli acini e i secondi sono quelli che passano dal legno (delle botti) al vino e sono contenuti nelle fibre dei legni.
Nel vino i tannini sono presenti per diversi fattori ma il loro utilizzo primario è previsto per dare sostanza e profumi di vaniglia, cioccolato, pepe ecc. e più il vino è rimasto a contatto con le bucce e... il legno, più questi saranno evidenti.
I tannini, inoltre, svolgono un’importante funzione nella stabilizzazione del colore e fungono anche da antiossidanti naturali. Col tempo decadono, si ammorbidiscono e il vino diventa meno rustico e più bevibile.
E' chiaro che è tutta una questione di gusti.
Chiaramente, quanto detto, non è tutta farina del mio sacco, ho dovuto sbirciare qua e là nella rete.
Uno può anche dire: Che centra tutto questo con i movimenti del legno?
C'entra c'entra, infatti nel mese di settembre avviene un specie di pellegrinaggio dagli appartamenti alle cantine, per rifornirsi di una buona dose di Vino di quello buono.
Di conseguenza le botti si spostano.
