Non l'ho visto tutto ma è una storia affascinante. Il sogno di un bambino che diventa realtà è uno stimolo a dare tutto per arrivare, anche partendo da zero, una sorta di "sogno americano". Le probabilità di avere la fortuna di pagani è bassissima e la prospettiva è falsata dal fatto che qui si ascolta solo chi ce l'ha fatta, è come concludere che si vince alla lotteria ascoltando solo la storia di uno che ha vinto.
È evidente che per un sogno realizzato ce ne sono milioni mancati. Ci sarà chi è fallito, chi si è intossicato col vetroresina, chi è ritornato al paese con le pive nel sacco. Conviene quindi dare il massimo e giocarsi tutti i rischi, fare sacrificii per decenni e se ce la si fa si è nella hall of fame, altrimenti si fa la fame?
O conviene fare l'impiegato del comune, contenere i rischi e fare la vita da mediano? Non lo so, vedendo uno che ce l'ha fatta ci si gasa, ma se io fossi un mediano (magari) valuterei che tutto sommato potevo essere nella metà inferiore e stare peggio, quindi mi accontenterei. E se fossi Lele Oriali e incontrassi Ligabue, gli direi: a Liga, chi te credi di essere, Elvis? Se chi vince i mondiali è un "mediano" chi scrive canzoni del genere è in panchina, ben che vada.
Quando penso, dice Carlin, quanto il cittadino medio è stupido, figuriamoci la metà della popolazione ancora più stupida di lui
Ma, vedendo le stupidaggini che sto scrivendo, penso anche che è meglio dormirci su.
Ancora Carlin:
Alcuni vedono le cose come sono e chiedono perchè?
Altri sognano cose che non avranno mai e chiedono perchè no?
Altri ancora devono andare a lavorare e non hanno tempo per queste pippe
Grazie Sergio, bella storia!